Brevetti, 9 mila domande accolte nel 2021: i dati del rapporto dell’Ubim

Sono circa 9.000 i brevetti concessi in Italia nel corso del 2021, di cui 7.248 per invenzione industriale e 1.765 per modello di utilità, mentre sono quasi 38.000 i brevetti europei validati. È quanto emerge dal report pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico sull’attività svolta lo scorso anno dall’Uibm nell’ambito dei brevetti.

Nel 2021, rispetto al numero di domande presentate per tipologia, sono stati concessi il 72% di brevetti per invenzione industriale, il 70% per modello di utilità, mentre è risultato di quasi il 100% il dato sulla convalida in Italia di brevetti europei.

A questi dati si aggiungono le concessioni dei certificati di protezione complementare per i prodotti medicinali e per i prodotti fitosanitari.

I brevetti per invenzione industriale

Il numero di brevetti per invenzione industriale è in costante aumento dal 2019. Come mostrano i dati riportati dal rapporto dell’Uibm, nel 2019 erano 10.129 i brevetti presentati, saliti poi a 10.977 nel 2020 e a 11.031 nel 2021.

Di questi, il 92,71% è stato presentato da cittadini italiani, mentre un restante 7,29% da cittadini di nazionalità straniera (un brevetto può essere presentato anche da più di un richiedente).

Tra i cittadini di nazionalità straniera che hanno presentato domanda all’Ubim, vi è una prevalenza di cittadini tedeschi (172), seguiti da svizzeri (134) e cinesi (103).

In rispetto ai richiedenti italiani, oltre la metà dei brevetti per invenzione industriale è stata presentata da cittadini residenti nel Nord del Paese. Nello specifico, il 34,2% è stato presentato da cittadini residenti nel Nord-Ovest, mentre il 30,7% da cittadini residenti nel Nord-Est.

Il 19,74% dei brevetti per invenzione industriale è stato presentato da cittadini residenti al Centro, il 12,5% da cittadini residenti al Sud e solo il 2,75% da residenti nelle Isole.

 

Brevetti per modelli di utilità

I brevetti per modelli di utilità, in cambio hanno registrato una leggera flessione nel 2021 rispetto al 2020. Nel 2019, infatti, sono state presentate 1.927 domande, salite a 2.389 nel 2020, per poi scendere a 2.030 nel 2021.

Il 90,81% è stato presentato da cittadini italiani, mentre il restante 9,19% da cittadini di nazionalità straniera. Tra questi, i dati mostrano una prevalenza di cittadini cinesi (38) seguiti da cittadini spagnoli (29) e tedeschi (22).

Per quanto riguarda la distribuzione geografica dei richiedenti italiani, questa è più eterogenea rispetto a quella dei brevetti per invenzione industriale, anche se si conferma una maggiore attività nel Nord del Paese, con il 25,87% delle domande provenienti da cittadini residenti nel Nord-Est (25,87%), seguiti da cittadini del Nord-Ovest (24,38%).

Le domande presentate da cittadini residenti nelle zone centrali del Paese ammonta al 25,41% del totale, mentre il 17,87% delle domande provengono da cittadini residenti al Sud. Le Isole sono maggiormente rappresentate in questa categoria, con il 6,47% delle domande.

Convalide in Italia del brevetto europeo

Anche il numero di domande presentate all’Uibm per la convalida in Italia di brevetti europei ha seguito una curva leggermente decrescente negli ultimi tre anni.

Nel 2019 le domande erano infatti 44.547, scese a 41.401 nel 2020 e a 36.192 nel 2021. Tra le domande presentate, il 99,85% è stato accolto, con solamente lo 0,01% delle domande che sono state rifiutate (equivalente a 53 domande nel 2021).

I Certificati di Protezione Complementare per i prodotti medicinali (CCP ) e Fitosanitari (CCPF)

Per quanto riguarda i CCP, il numero delle domande si è mantenuto pressoché stabile negli ultimi tre anni, con un leggero aumento. Nel 2019, infatti le domande erano 65, che sono poi scese a 63 nel 2020 e risalite a 68 nel 2021.

Trend leggermente decrescente invece per i certificati di protezione complementare per i prodotti fitosanitari, che sono passati da 8 domande presentate nel 2019 alle 6 del 2020, fino alle 5 del 2021.

Il rapporto completo

Report2021

 

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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