Via libera dall’UE agli aiuti alle imprese colpite dalla guerra: fino a 400.000 euro per le PMI in difficoltà

Via libera dalla Commissione europea a due regimi di aiuti per quasi 11 miliardi di euro a sostegno delle imprese italiane colpite dalla guerra tra Russia e Ucraina. La Commissione ha infatti dato il via libera a al meccanismo di garanzia sui prestiti da 10 miliardi a sostegno della liquidità delle imprese e a uno schema di supporto rivolto a PMI e Midcaps del valore di 700 milioni di euro.

Gli interventi rientrano nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022, che consente agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme in materia al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

Il sostegno alla liquidità delle imprese

Il meccanismo a supporto della liquidità mira a garantire che le imprese colpite dagli effetti della guerra dispongano di liquidità sufficiente attraverso la concessione di una garanzia statale sui nuovi prestiti, consentendo alle banche di continuare a erogare prestiti all’economia reale.

La misura sarà aperta alle imprese di tutte le dimensioni e di tutti i settori attive in Italia, ad eccezione del settore finanziario.

Grazie al fondo di garanzia, che sarà gestito dalla società pubblica Servizi Assicurativi del Commercio Estero S.p.A. (SACE), i beneficiari avranno diritto di ricevere nuovi prestiti, leasing finanziari, e prodotti di factoring pro solvendo con una garanzia statale compresa tra il 70 % e il 90 % del capitale del prestito, a seconda delle dimensioni e del fatturato delle imprese.

L’importo massimo del prestito per beneficiario che può essere coperto dalla garanzia statale è pari al 15 % del fatturato annuo totale medio del beneficiario in un periodo di tempo predefinito o al 50 % dei costi energetici sostenuti dall’impresa in un periodo di 12 mesi.

Le garanzie saranno concesse entro il 31 dicembre 2022 e  la scadenza dei prestiti non può superare otto anni.

Il sostegno a PMI e Midcap colpite dal taglio dell’export con Russia, Bielorussia e Ucraina

Il secondo strumento di aiuti si rivolge alle piccole e medie imprese (PMI) e le entità con meno di 1.500 dipendenti (Midcap) attive in tutti i settori – ad eccezione della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, dei settori bancario e finanziario –, colpiti dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni.

Per essere ammissibili, le aziende devono aver realizzato, negli anni fiscali 2019, 2020 e 2021, almeno il 20% del proprio fatturato attraverso le esportazioni verso l’Ucraina, la Federazione Russa o la Bielorussia e prevedere una contrazione di tale parte del fatturato di almeno il 20% per l’anno fiscale 2022.

Nell’ambito del regime, i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere “aiuti di importo limitato” sotto forma di sovvenzioni dirette e il contributo massimo per ciascuna impresa è di 400.000 euro.

Gli aiuti di importo limitato sono uno degli strumenti messi a disposizione dalla Commissione per fronteggiare la crisi causata dalla guerra. Nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, infatti, la Commissione europea ha previsto tre tipi di aiuti:

  • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, fino a 35.000 euro per le imprese colpite dalla crisi che operano nel settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, e fino a 400.000 euro per le imprese colpite dalla crisi che operano negli altri settori
  • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati
  • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia

Anche in questo caso, il contributo sarà concesso non oltre il 31 dicembre 2022.

“L’ingiustificata guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina continua a influenzare negativamente l’UE e l’economia italiana. Questo piano da 700 milioni di euro e il meccanismo di garanzia dei prestiti da 10 miliardi consentirà all’Italia di mitigare l’impatto economico dell’attuale crisi geopolitica sulle imprese e i settori colpiti”, commenta Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutivo responsabile della politica di concorrenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.