Elezioni 2022, ecco come Fratelli d’Italia intende sostenere (e proteggere) il sistema imprenditoriale italiano

Quella di Centrodestra è stata la prima coalizione a presentare il proprio programma elettorale (ve ne abbiamo parlato qui). Nelle settimane successive tuttavia le forze della coalizione hanno elaborato anche dei propri programmi, utili a differenziare agli occhi degli elettori le diverse proposte politiche. Nella giornata del 30 agosto è stata la volta di Fratelli d’Italia, che ha presentato un fascicolo di circa 40 pagine in cui sono sviluppati i 25 punti programmatici del partito guidato da Giorgia Meloni.

In questo articolo vedremo le proposte per il mondo delle imprese contenute nel punto del programma intitolato “Sostenere il sistema imprenditoriale italiano”.

Ma prima di farlo, siccome in Politica anche l’ordine in cui vengono elencate le proposte di un programma è importante dal punto di vista comunicativo, vale la pena sottolineare che l’Economia occupa di fatto il secondo posto nel programma di Fratelli d’Italia. Se al primo punto appare infatti il “Sostegno alla natalità e alla famiglia”, dal secondo al quinto punto seguono l'”Efficiente utilizzo di risorse Pnrr e fondi europei”, il “Fisco più equo e difesa del potere d’acquisto degli italiani”, poi “Sostenere il sistema imprenditoriale italiano” e infine “Made in Italy e orgoglio italiano” . Segue poi il macroarea del lavoro, dell’Istruzione e delle pensioni (dal punto 6 al 10). Il tema della transizione green è invece proposto ai punti 16 e 17.

Sottolineiamo che per ciascun punto del programma è previsto un approfondimento che però sarà disponibile a settembre.

Sostenere il sistema imprenditoriale italiano

Veniamo quindi al quarto punto del programma, che si occupa delle politiche a sostegno delle imprese.

Fratelli d’Italia ritiene che occorra “rimuovere i vincoli strutturali che limitano la crescita economica e liberare le forze produttive dell’Italia” poiché “gettare le basi per una crescita economica sostenuta e duratura del sistema nazionale è l’unica strada per garantire il benessere dei cittadini e migliorare i fondamentali dell’economia italiana”.

Il primo gruppo di misure in cui si articola la proposta politica di FdI è “Sostenere chi fa impresa e crea ricchezza e posti di lavoro in Italia. Restituire all’Italia una strategia industriale: favorire catene di approvvigionamento sicure, in particolare nei settori strategici, privilegiando filiere non troppo estese e accordi con Nazioni alleate e affidabili”. L’accento sulle filiere e le catene di approvvigionamento è dettato dalle problematiche sorte sia durante la pandemia sia con la crisi russo-ucraina, con un riferimento specifico ai settori strategici e alla necessità partnership con alleati “affidabili”.

Il punto successivo è “Supportare la riconversione di attività in difficoltà in settori che valorizzino il “Marchio Italia”, quale punto di forza della nostra economia”.

Segue un riferimento alla cosiddetta blue economy, o economia del mare. “Puntare sulla “economia blu” e cioè sull’eccezionale collocazione geografica dell’Italia, vera e propria piattaforma naturale nel Mediterraneo, mettendo a sistema tutte le filiere economiche connesse ai nostri mari, dalle attività portuali, alla logistica, alla nautica, alla pesca”.

Il punto seguente è dedicato al sostegno e alla “protezione” del tessuto produttivo. Questo avviene con diversi strumenti. Il primo è il reshoring: “incentivare la rilocalizzazione delle attività produttive in Italia e disincentivare le delocalizzazioni”; poi c’è il contrasto alla concorrenza sleale e alle “pratiche elusive del trasferimento delle sedi aziendali nei paradisi fiscali europei”; successivamente viene citata la necessità di “incentivare la canalizzazione del risparmio privato verso il finanziamento dell’economia reale, in particolare nelle Pmi”; poi la “partecipazione dei lavoratori agli utili e alla governance d’impresa”; un riferimento alla “continuità d’impresa”, da favorire mediante incentivi e detassazioni; infine la necessità di “favorire il ricambio generazionale dei Consigli d’Amministrazione delle aziende familiari”.

Il secondo gruppo di misure si apre con la considerazione che sia necessario “razionalizzare il sistema degli incentivi alle imprese che oggi consta di oltre 1.400 interventi agevolativi nazionali e regionali”. Vengono poi proposte semplificazioni per la quotazione in Borsa.

Sui temi dell’innovazione per l’industria il programma propone di “Rendere strutturali incentivi e crediti d’imposta per investimenti tecnologici e spese di ricerca e sviluppo”. Sebbene non sia citato, il riferimento è al piano Industria 4.0, oggi Transizione 4.0.

È poi previsto il “potenziamento del sistema di Governance della gestione delle crisi aziendali e dei processi di reindustrializzazione di aree e filiere produttive” nonché il rafforzamento del Fondo di garanzia per le Pmi per agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese.

L’ultimo gruppo di misure intende “favorire la crescita dimensionale delle piccole e medie imprese”. Occorre poi – spiega il programma – “Semplificare norme e burocrazia per le aziende, ridurre e velocizzare gli adempimenti, introdurre la piena e immediata compensazione dei crediti che queste vantano nei confronti della PA con debiti tributari e contributivi”.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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