I costruttori di macchine (OEM) italiani affrontano il 2025 in una posizione di relativo vantaggio strategico, risultando meno colpiti dalle tensioni commerciali e geopolitiche che stanno frenando i peer internazionali.
I dati della nuova ricerca globale di Rockwell Automation evidenziano però il rischio che questa condizione di stabilità non venga capitalizzata: solo il 33% dei costruttori nazionali sta riprogettando prodotti o processi in chiave digitale.
Un paradosso che evidenzia l’impellente necessità di accelerare nel percorso di digitalizzazione per non perdere opportunità importanti sui mercati internazionali.
Lo studio condotto da Rockwell Automation, confluito nel nuovo “OEM Advantage Playbook”, analizza le strategie di oltre 500 leader del settore a livello mondiale per far fronte a un mercato segnato da volatilità economica e disruption delle supply chain.
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Investimenti e competitività: il divario tra gli OEM nazionali e i peer globali
I risultati della ricerca restituiscono un’immagine dell’Italia in netto contrasto con le dinamiche internazionali.
I produttori nazionali mostrano infatti una minore esposizione ai costi derivanti dalle politiche commerciali e dalle frizioni geopolitiche, ma questa stabilità non sembra ancora tradursi in un investimento speculare nell’innovazione di processo.
Appena il 18% degli OEM italiani sta valutando l’apertura di nuove sedi produttive, la percentuale più bassa tra tutti i Paesi coinvolti nella ricerca.
Un dato che, unito alla limitata propensione alla riprogettazione digitale, indica una cautela che potrebbe frenare la competitività nel lungo periodo.
Mentre i competitor internazionali più performanti investono massicciamente per aumentare la visibilità dei costi e ridurre i fermi macchina, in Italia la conformità normativa continua a occupare il centro dell’agenda strategica, rischiando di drenare risorse che dovrebbero essere destinate a migliorare la qualità e la resilienza operativa.
La necessità di accelerare nella digitalizzazione per non perdere opportunità di mercato
Il passaggio verso un modello di business data-driven richiede quindi un cambio di prospettiva: non si tratta di sopperire a una mancanza di competenze ingegneristiche, ma di attivare il know-how esistente attraverso tecnologie come il digital twin, i MES e gli analytics connessi.
Strumenti che consentono di evolvere da una gestione reattiva delle criticità a una intelligenza operativa proattiva, capace di scalare l’eccellenza del prodotto su mercati sempre più esigenti.
Il Customer experience center di Bologna come abilitatore strategico per la competitività degli OEM italiani
Rockwell Automation supporta OEM e produttori a tradurre la strategia digitale in risultati operativi attraverso il suo Customer Experience Center di Bologna, hub di riferimento per l’aria EMEA.
La struttura nasce per affrontare i nodi critici emersi dalla ricerca, offrendo un ambiente dove l’adozione tecnologica smette di essere un concetto teorico per diventare sperimentazione reale.
Attraverso dimostrazioni dirette e percorsi di validazione delle soluzioni, il centro permette ai costruttori di macchine di testare l’integrazione di intelligenza operativa nei propri sistemi, riducendo le incertezze legate all’investimento.
Il centro di Bologna opera come un acceleratore per la modernizzazione industriale, mettendo a disposizione architetture scalabili che consentono di trasformare il know-how ingegneristico in un vantaggio competitivo replicabile su scala internazionale.

















