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Cepas (Bureau Veritas) lancia un sistema di certificazione per i professionisti dell’AI



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La società di Bureau Veritas introduce uno standard di certificazione per auditor e specialisti in conformità alla norma ISO/IEC 42001 per garantire sicurezza ed etica nell’uso delle nuove tecnologie.

Pubblicato il 3 mar 2026



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Un italiano su due adotta l’AI nel proprio quotidiano lavorativo senza tuttavia possedere la preparazione necessaria per estrarne il massimo valore professionale.

Una recente indagine condotta in dieci Paesi europei nell’ambito del progetto Cep, (Consumer Empower Project, un’iniziativa lanciata da Euroconsumers e Google ) ha sottolineato che il 33% degli italiani (contro il 40% della media dei 10 Paesi europei dell’indagine) si sente qualificato e in grado di usare gran parte di questi servizi, con gli over 60, che pure occupano posizioni di rilievo nella governance anche di grandi aziende, spesso totalmente fuori gioco.

È in questo contesto che emerge l’importanza strategica di professionisti con il compito di “vegliare” sull’utilizzo dell’AI in azienda, sfruttandone i benefici e minimizzandone i rischi, muovendo dalla considerazione di fondo per cui l’efficacia, la sicurezza e l’eticità dei sistemi AI all’interno delle organizzazioni sono garantite solo se a gestirli è un professionista specializzato in intelligenza artificiale.

Cepas, Società di Bureau Veritas in Italia specializzata nella certificazione delle competenze professionali, ha risposto a questa esigenza introducendo un sistema di verifica dedicato a chi opera come auditor o specialista interno alle organizzazioni.

L’obiettivo è validare ufficialmente l’esperienza e le conoscenze tecniche necessarie per gestire l’AI seguendo i criteri dello standard internazionale ISO/IEC 42001.

Il ruolo strategico degli auditor certificati per valutare rischi e opportunità dell’AI

Lo standard ISO/IEC 42001 rappresenta un punto di riferimento per chi deve garantire sicurezza, etica e trasparenza nel trattamento dei dati, permettendo di presidiare con consapevolezza i rischi connessi all’adozione di nuove funzionalità tecnologiche.

Disporre di figure certificate significa quindi poter contare su una supervisione costante, capace di adattarsi alle rapide evoluzioni dei sistemi e di aumentare la fiducia complessiva verso l’integrazione dell’AI nei processi aziendali.

Il dati relativi al mercato del lavoro confermano l’urgenza di tale passaggio: secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il 71% delle grandi imprese ha progetti di AI, ma solo una su cinque la utilizza in modo pervasivo in diverse funzioni.

L’84% delle grandi aziende ha licenze di Generative AI, il 41% dei lavoratori grazie all’AI svolge attività che non sarebbe in grado di fare e non casualmente crescono del 93% le richieste di competenze AI negli annunci di lavoro.

Ma per la delicatezza dell’interfaccia AI-uomo l’assistenza di professionisti e auditor certificati assume un ruolo determinante.

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