Portare l’automazione oltre i limiti dei processi tradizionali: è questo l’obiettivo centrale della collaborazione tra ABB Robotics e AIVOX. Fondata da Francesco Perego e Matteo Lomaglio come spin-off tecnologico del gruppo Litix, AIVOX opera come un laboratorio dove design computazionale, sviluppo software e meccanica convergono in un unico ecosistema.
“AIVOX nasce da un’idea mia e di Francesco Perego con il supporto di Litix, una società che opera nel mondo della robotica”, racconta Matteo Lomaglio, co-fondatore dell’azienda. “In particolare, ci occupiamo di consulenza per lo sviluppo di prodotto, di processo e per lo sviluppo di strumenti tecnologici”, aggiunge il CEO Francesco Perego. Al centro di questo approccio c’è la necessità di rispondere a una domanda di mercato sempre più orientata alla personalizzazione estrema e alla gestione di materiali o geometrie che le macchine utensili classiche faticano a trattare.
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Dall’accademia all’industria: la scelta di ABB
A differenza dei costruttori tradizionali che propongono soluzioni a catalogo, l’approccio adottato da AIVOX si definisce end-to-end: prodotto, processo produttivo e strumenti digitali nascono insieme.
La scelta del partner tecnologico non è stata casuale, ma frutto di un percorso di ricerca preciso.
“I robot ABB li ho incontrati durante il mio percorso universitario all’interno dell’Università di Zurigo”, ricorda Lomaglio, “e fin da subito ne ho capito il pieno potenziale, soprattutto per l’utilizzo all’interno di soluzioni robotiche molto avanzate”.

Un apprezzamento che si è poi tradotto in una collaborazione industriale anche perché le tecnologie di ABB rispondevano a una serie di requisiti concreti: affidabilità meccanica, integrazione nativa di assi esterni ed ecosistema software maturo.
L’integrazione software come chiave per la flessibilità
Uno dei pilastri tecnici di questa collaborazione è l’utilizzo di RobotStudio. “RobotStudio è uno strumento fondamentale per noi per poter simulare in maniera accurata tutti i processi non standard a cui lavoriamo”, spiega Lomaglio.
La piattaforma si rivela essenziale “non solo per programmare il macchinario, ma anche per validare e fare dei test di verifica” prima ancora di entrare in produzione, aggiunge Perego.
Per realtà come AIVOX, la possibilità di testare scenari complessi in un ambiente virtuale accurato riduce drasticamente i margini di errore. “Abbiamo scelto ABB Robotics come nostro riferimento tecnologico soprattutto per la possibilità di integrazione data dalla loro infrastruttura e architettura software”, conferma Perego.

Democratizzare la robotica: il software per l’utente finale
Oltre all’ecosistema ABB, il vero valore aggiunto è il software web-based sviluppato da AIVOX per l’utente finale. Questo strumento permette di “democratizzare” l’uso del robot: i clienti possono generare toolpath da modelli 3D senza bisogno di scrivere codice, gestendo parametri complessi come materiali ed estrusori attraverso un’interfaccia intuitiva.
L’integrazione permette di gestire applicazioni che spaziano dalla stampa 3D avanzata (con materiali come cemento, geopolimeri e biopolimeri) alla fresatura ibrida, fino agli assemblaggi robotizzati per l’architettura. La robotica, oltre a confermarsi un acceleratore di efficienza, diventa qui lo strumento che permette di creare processi che prima esistevano solo in forma artigianale.
Risultati concreti: numeri che misurano l’impatto
L’adozione di queste soluzioni integrate ha portato a benefici quantificabili che vanno oltre la semplice operatività. I dati raccolti sul campo indicano risultati tangibili nei progetti sviluppati con robot ABB:
- Una riduzione dei tempi di programmazione del 20-30% per i processi non standard.
- Una riduzione del 25-45% nei tempi ciclo delle lavorazioni ricorsive.
- Un abbattimento del 70-90% di errori e rilavorazioni, garantendo un aumento dell’efficienza operativa complessiva del 20-40%.
Numeri, questi, che confermano come la sinergia tra la robustezza meccanica di ABB e il design computazionale di AIVOX permetta di passare da processi sperimentali a sistemi produttivi scalabili, ridefinendo il modo in cui i processi industriali vengono progettati.

















