Wilson.ai, il ‘chatGPT’ a supporto degli operatori dell’industria

40Factory, start-up high tech specializzata in soluzioni di AI e IoT, sta lavorando a un’implementazione di chatGPT dedicata all’industria: Wilson.ai. L’idea è di supportare gli interventi degli operatori sul campo, alleggerendo quindi tutto il carico di lavoro sul service, e offrire un luogo centralizzato e facile da accedere dove immagazzinare tutto il know-how tecnico delle aziende.

Pubblicato il 30 Mar 2023

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Al termine della fase di testing attualmente in corso, arriverà sul mercato Wilson.ai, la soluzione che sfrutta la tecnologia GPT (Generative Pre-trained Transformer) rivolta al mondo industriale sviluppata da 40Factory, start-up high-tech specializzata nello sviluppo di soluzioni di IoT e intelligenza artificiale.

La soluzione è stata mostrata in anteprima in occasione della fiera MecSpe, dove l’interfaccia era offerta da una chat di Telegram.

Wilson sfrutterà la tecnologia GPT – un modello di apprendimento automatico a rete neurale addestrato utilizzando i dati di Internet per generare qualsiasi tipo di testo – per supportare le attività di service, training e creare una sorta di “libreria” per accedere a tutto il know-how tecnico delle aziende.

“Wilson è la nostra implementazione GPT per il mondo industriale che permette di interagire in maniera naturale e ottenere informazioni legate a manualistica e allarmistica della macchina. L’obiettivo è avere un modo naturale e spontaneo di interazione nell’ambito della risoluzione di tutta una serie di problematiche, avendo un accesso immediato alla documentazione macchina”, spiega Filippo Ghelfi, Responsabile di 40Neuron, la Business Unit di 40Factory dedicata allo sviluppo di soluzioni di AI per il mondo IoT.

Come funzionerà Wilson, la chatGPT per il mondo industriale

Wilson sfrutta il motore GPT di Open AI messo a disposizione da Microsoft Azure che è stato allenato dal team di 40Neuron.

“Il grosso vantaggio è l’unione tra know-how specifico – cioè la documentazione della macchina, la conoscenza che proviene dagli esperti di un’azienda – e le capacità cognitive di GPT. Utilizziamo un motore da Microsoft (quindi GPT di Open AI) e forniamo all’algoritmo tutti i documenti, thread di mail, interviste, Q&A, quindi tutto testo non strutturato che rende GPT in grado di sostenere una conversazione di assistenza tecnica al pari di un assistente umano che abbia davanti tutta la documentazione della macchina”, spiega Ghelfi.

L’azienda inizierà a breve dei progetti pilota per realizzare le prime applicazioni sul campo.

Il bot si presta ad applicazioni volte a sostenere l’operatore che sta realizzando interventi sul campo che, ad esempio, invece di accedere manualmente alla documentazione necessaria per risolvere un problema – ad esempio, un intervento dopo che si è verificato un allarme – può scrivere in chat la problematica rilevata e ottenere immediatamente una risposta, che può venire sia dalla documentazione che dalla reportistica relativa interventi precedenti, quindi a come problematiche simili sono state risolte in passato.

Non solo: Wilson può aiutare le aziende a risolvere il problema della perdita di know-how specifico (legato quindi alle macchine, ma anche ai processi dell’azienda) che avviene quando una risorsa lascia l’impresa.

“Tramite uno strumento di questo tipo si ha un luogo centrale e facile da accedere in cui tutta la conoscenza dell’azienda può essere preservata e consultata facilmente”, aggiunge Ghelfi.

L’azienda sta già sviluppando i primi bot per alcuni clienti e conta di rendere disponibile lo strumento per la commercializzazione entro fine 2023. 

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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