Nove aziende manifatturiere italiane su dieci hanno registrato almeno un incidente informatico con impatti sui sistemi di produzione nell’ultimo anno. Il dato emerge puntuale da un recente report dei Kaspersky Labs e trova sostanziale conferma nei dati dell’ultimo rapporto Clusit e nelle analisi dell’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano: il baricentro della minaccia cyber si sta spostando dalle sale server degli uffici (IT) alle linee di produzione (OT). La convergenza tra Information Technology e Operational Technology, accelerata dalla spinta verso l’Industria 4.0, ha aperto le porte delle fabbriche a un nuovo “nemico”, capace di bloccare macchinari, alterare processi e causare danni economici e reputazionali ingenti. Per proseguire con la metafora bellica (che non utilizziamo per caso) è nel cuore pulsante della produzione industriale che si sta combattendo questa nuova, silenziosa guerra.
OT Security
Ecco perché il 90% delle aziende manifatturiere italiane ha subito un attacco nell’ultimo anno
La vulnerabilità dei sistemi OT (Operational Technology), esposti e interconnessi senza essere stati adeguatamente protetti, e la crescente attenzione degli hacker al mondo manifatturiero sono le ragioni principali che spiegano perché la stragrande maggioranza delle aziende manifatturiere italiane abbia già subito un attacco informatico. Un’analisi dei motivi di questa fragilità, dei costi dei fermi produttivi e delle contromisure strategiche necessarie.

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