ROBOTICA

La Cina punta sulla robotica AI-driven come motore della crescita



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La robotica guidata dall’intelligenza artificiale è al centro della strategia industriale del nuovo piano quinquennale cinese. L’International Federation of Robotics analizza obiettivi e limiti dei robot umanoidi e la crescente quota di mercato dei produttori cinesi, che nel 2024 ha raggiunto il 57% delle installazioni interne di robot industriali.

Pubblicato il 5 mag 2026



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Con il 15° Piano quinquennale per il periodo 2026-2030 la Cina colloca la robotica guidata dall’AI al cuore della propria strategia industriale, con l’obiettivo dichiarato di orientare la ricerca sull’intelligenza artificiale verso applicazioni fisiche e di fare della robotica il principale motore della crescita economica del Paese.

La base da cui parte Pechino è già oggi imponente: la manifattura cinese conta un parco operativo di circa 2 milioni di robot industriali, un valore pari a circa 4,5 volte quello del Giappone, secondo classificato a livello mondiale. Il 54% dei robot industriali installati ogni anno nel mondo va a finire nelle fabbriche cinesi. Dati, questi, tratti dal rapporto annuale “World Robotics 2025” dell’IFR, la International Federation of Robotics (IFR), che ha voluto commentare il nuovo documento programmatico contestualizzandolo nel quadro più ampio dell’automazione cinese.

“Il nuovo Piano quinquennale della Repubblica Popolare Cinese è il documento-quadro più importante, quello che definisce l’orientamento generale per tutte le successive misure statali”, afferma Takayuki Ito, presidente dell’IFR. “Migliaia di piani subordinati, settoriali e regionali dovranno ora essere allineati ai nuovi obiettivi. Con questo documento la Cina sposta il proprio baricentro dall’automazione industriale tradizionale verso una robotica di alto valore, combinata con l’intelligenza artificiale”.

Robot umanoidi: tra spettacolo mediatico e limiti produttivi reali

Il Piano quinquennale identifica nell’intelligenza artificiale applicata all’economia reale il principale vettore di sviluppo, e la Cina ha già iniziato a comunicare questa ambizione con dimostrazioni ad alto impatto visivo: robot umanoidi che danzano o corrono, trasmessi in televisione durante i festeggiamenti del Capodanno cinese e in occasione della mezza maratona di robot umanoidi a Pechino. Iniziative che hanno avuto ampia eco internazionale.

L’IFR invita però a distinguere tra la narrazione pubblica e la realtà industriale. Nelle condizioni di produzione effettive, le capacità dei robot umanoidi restano ancora limitate a modelli dimostrativi o progetti pilota. Vi è inoltre un aspetto spesso trascurato: la piattaforma umanoide e l’intelligenza artificiale che vi opera non vengono necessariamente sviluppate in parallelo dagli stessi attori di mercato.

Il confronto con i robot industriali tradizionali chiarisce i limiti strutturali degli umanoidi. I robot industriali hanno generalmente un numero inferiore di giunti, progettati per compiti specifici: questo si traduce in schemi di controllo più semplici, più rapidi e più affidabili. Per attività manifatturiere ripetitive che richiedono precisione al millimetro ad alta velocità i robot industriali restano insuperati. Gli umanoidi offrono invece un approccio più generalista, combinando mobilità e interazione antropomorfa: un vantaggio nei contesti di servizio, non necessariamente in fabbrica.

La commercializzazione su larga scala di robot umanoidi per uso industriale o domestico non è attesa nel breve-medio periodo: il Piano quinquennale stesso la colloca verso la fine del suo arco temporale, cioè non prima del 2030, mentre l’integrazione diffusa dell’AI nella robotica industriale tradizionale è prevista nei prossimi cinque-dieci anni.

I produttori cinesi conquistano il mercato interno

Al di là della componente umanoide, il Piano quinquennale può contare su un mercato interno di dimensioni tali da offrire un banco di prova senza eguali per l’accelerazione tecnologica. I dati IFR mostrano una progressione significativa della quota dei produttori locali: dal 30% delle installazioni di robot industriali in Cina nel 2020 al 57% nel 2024.

La penetrazione varia sensibilmente in base al settore. Nell’industria elettronica mondiale il 64% dei robot viene installato in Cina, e i produttori cinesi che coprono il 59% della domanda locale. Nel comparto metallurgico e della meccanica strumentale la quota dei fornitori cinesi sul mercato domestico sale all’85%.

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