Sempre più intelligenti, digitali e collaborativi: i trend della robotica secondo l’IFR

I robot diventano sempre più semplici da utilizzare, intelligenti e in grado di condividere gli spazi per collaborare con gli umani. Un’analisi dell’IFR prevede che nel prossimo triennio ne saranno installati quasi 2 milioni di unità

Pubblicato il 22 Feb 2020

Nel triennio 2020-2022 saranno installati nelle fabbriche di tutto il mondo quasi 2 milioni di robot industriali. È quanto sostiene la Federazione Internazionale della Robotica (IFR). Secondo Susanne Bieller, Segretario Generale dell’IFR, “la robotica intelligente e l’automazione sono in grado di offrire quella  flessibilità nella produzione necessaria a rispondere alla crescente domanda di prodotti personalizzati e a vincere le sfide derivanti dall’introduzione di barriere commerciali”.

I fattori chiave che favoriranno la diffusione dei robot sono la semplificazione, la collaborazione e la digitalizzazione.

I robot diventano più intelligenti

Grazie alla sensorizzazione e allo sviluppo di software sempre più avanzato, la programmazione e l’installazione dei robot diventano molto più semplici. È infatti possibile programmare applicazioni robotiche semplicemente mostrando al robot come eseguire un compito: l’operatore prende il braccio del robot e lo guida mostrandogli i movimenti da fare. I dati acquisiti dal robot vengono trasformati dal software in istruzioni.

In futuro, il machine learning consentirà ai robot di apprendere ulteriormente tramite l’esperienza o dimostrazioni video e di auto-ottimizzare i movimenti.

La collaborazione con i lavoratori

Un’altra importante tendenza della robotica è la collaborazione uomo-robot. Grazie alla capacità di lavorare in tandem con gli esseri umani, i moderni sistemi robotici diventano capaci di adattarsi ad un ambiente in rapido cambiamento.

Le applicazioni collaborative che possono essere eseguite dai robot continua a crescere. Si parte dalla condivisione degli spazi di lavoro: il robot e l’operatore operano l’uno accanto all’altro, completando i compiti in sequenza. Poi ci sono le applicazioni cooperative e collaborative in cui l’uomo e il robot lavorano contemporaneamente sullo stesso componente.

La ricerca si sta concentrando sui metodi per consentire ai robot di rispondere in tempo reale ai comportamenti dei loro colleghi umani e alle variabili legate all’ambiente circostante. Le soluzioni sviluppate prevedono il riconoscimento di voce, gesti e intenzioni dell’operatore.

L’interoperabilità

I robot industriali sono oggi i componenti centrali della produzione digitale e connessa utilizzati nell’industria 4.0. Per questo è fondamentale che siano in grado di comunicare tra loro anche se sono costruiti  da produttori diversi.

La “OPC Robotics Companion Specification”, che è stata sviluppata da un gruppo di lavoro congiunto del VDMA e della Open Platform Communications Foundation (OPC), definisce un’interfaccia generica standardizzata per i robot industriali e permette ai robot industriali di connettersi al mondo dell’Industrial Internet (IIoT).

La possibilità di connettere i robot con il cloud può poi rivelarsi un fattore abilitante per nuovi modelli di business: il leasing di robot, ribattezzato Robots-as-a-Service, presenta vantaggi che potrebbero essere particolarmente interessanti per le piccole e medie imprese.

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Franco Canna
Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, laureato in Economia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.

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