Di Maio al lavoro, ecco i primi passi del nuovo ministro dello Sviluppo economico

“Questi Ministeri devono essere cruciali per dare lavoro a chi non ce l’ha, dare dignità a chi già ce l’ha e far lavorare di più gli imprenditori”. Nella giornata della festa della Repubblica, lo scorso 2 giugno, Luigi Di Maio, nuovo Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, si è insediato nei suoi nuovi uffici al Ministero di via Veneto, da dove ha registrato un video nel quale ha annunciato alcune delle priorità della fase iniziale del suo mandato.

Datore di lavoro e dipendente non devono essere nemici

“Cercherò di stare sia qui che al Ministero del Lavoro, che sono uno di fronte all’altro”, ha detto Di Maio dagli uffici del Ministero dello Sviluppo Economico, che poi spiega perché da oggi c’è un unico Ministro per questi due importanti dicasteri: “Perché il datore di lavoro (l’impresa, rappresentata dal Ministero dello Sviluppo Economico, ndr) e il dipendente in Italia non devono essere nemici, due realtà staccate. Nelle piccole realtà italiane i datori che sono prima di tutto dipendenti e i dipendenti che sono un po’ imprenditori”.

Da oggi “ci mettiamo al lavoro per creare lavoro”, ha poi aggiunto Di Maio. “Questi due Ministeri insieme sono una potenza, perché se si parlano riescono a risolvere le crisi industriali, ad affrontare i grandi dossier, a modificare le norme per il lavoro e a dare pensioni più dignitose”.



Le iniziative che partiranno subito: via spesometro, redditometro e studi di settore

Ci sono alcune iniziative di breve medio e lungo termine che devono partire subito “senza fare promesse irrealizzabili. Gli imprenditori li dobbiamo lasciare in pace, quindi via spesometro, redditometro e studi di settore”. Poi “dobbiamo portare avanti delle politiche industriali che ci consentano di dare più lavoro alle aziende”. Per esempio, ha aggiunto, c’è il mondo dell’energia e degli “investimenti nell’auto elettrica, che parte anche da qui, perché qui si fanno i grandi investimenti”.

Bramini diventerà consulente del Mise

“Chiameremo come consulente Bramini”, l’imprenditore “costretto a far fallire la propria azienda” perché lo Stato non gli aveva pagato dei crediti per lavori che aveva effettuato. Sergio Bramini – ha detto Di Maio – avrà il compito di proporre idee “per migliorare la qualità della vita degli imprenditori”.

Sergio Bramini è un imprenditore monzese fallito per colpa dello Stato che, nonostante il credito di 4 milioni di euro accumulato dalla sua società, si è visto portare via la sua casa ipotecata per scongiurare il fallimento e salvare la società e i suoi 32 dipendenti. Lo avevo incontrato in campagna elettorale e gli avevo promesso che se fossimo andati al governo lo avrei portato con me per far sì che nessun altro imprenditore si debba trovare a subire l’ingiustizia che gli è toccata in sorte. Da oggi lavorerà con me al Ministero dello Sviluppo Economico, al servizio degli imprenditori onesti. Lo Stato è finalmente dalla parte dei cittadini.

Jobs Act e centri per l’impiego

Poi Di Maio affronta il tema del lavoro. “Il jobs Act va rivisto, dobbiamo ridurre la precarietà di cui il Jobs Act è uno dei responsabili”, ha detto.

Per chi il lavoro non ce l’ha “I centri dell’impiego non devono essere più un’umiliazione”. Se è vero che è materia di competenza regionale, “faremo un tavolo con tutti gli assessori al lavoro delle varie regioni” perché questi centri devono avere a disposizione più risorse e funzionare meglio: “Se io non ho un lavoro, lo Stato mi consiglia su che cosa formarmi in attesa che mi si faccia una proposta di lavoro”.

Di Maio ha poi passato in rassegna il capitolo pensioni sul quale il contratto di governo propone il superamento della legge Fornero con la “quota 100”.

Il video

Eccomi al Ministero dello Sviluppo Economico, venite con me!

Pubblicato da Luigi Di Maio su sabato 2 giugno 2018

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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