Da gigante a camaleonte: ecco come sarà la Siemens del futuro

“Non saranno le aziende più grandi a sopravvivere, ma quelle con la maggiore capacità di adattamento“: così Joe Kaeser, Presidente e CEO di Siemens AG, introduce quello che probabilmente sarà il più importante cambio organizzativo in casa Siemens. Ma andiamo con ordine e partiamo intanto dal fatto che il programma strategico Vision 2020, lanciato da Siemens nel 2014, è stato completato con largo anticipo. “Abbiamo lavorato molto duramente negli ultimi quattro anni”, ha dichiarato Joe Kaeser, Presidente e CEO di Siemens AG. “Oggi, quasi tutte le nostre attività sono significativamente più redditizie, la soddisfazione dei clienti è a livelli record e la nostra fabbrica digitale è leader di mercato nella digitalizzazione industriale”. Ma – sottolinea sempre Kaeser – “sarebbe irresponsabile riposare ora sugli allori. La velocità e la potenza dei cambiamenti globali sono in aumento, ed è nostro dovere anticiparli. Siamo convinti che questo sia il momento giusto per forgiare il nostro futuro in modo sostenibile”.

Ecco perché, nel pieno della quarta rivoluzione industriale, che il manager ritiene “la più grande trasformazione nella storia dell’industria” e della quale Siemens è tra gli attori della prima ora, la Casa tedesca presenta il nuovo piano Vision 2020+. Vediamo che cosa prevede.

Il piano Vision 2020+

La prima cosa che Siemens farà nell’ambito della nuova strategia Vision 2020+, a partire dal 1 ottobre 2018, quando partirà il nuovo anno fiscale, sarà dare alle singole aziende di Siemens una libertà imprenditoriale significativamente maggiore sotto “la solida identità del marchio Siemens”, al fine di consentire loro di focalizzarsi maggiormente sui rispettivi mercati.


Kaeser è convinto che Vision 2020+ soddisferà gli interessi di tutti gli stakeholder: “Saremo ancora più veloci e competenti nel supportare e consigliare i nostri clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi, e non solo nella digitalizzazione. Per i nostri collaboratori, la Siemens della prossima generazione significherà maggiore libertà personale e creativa e maggiori opportunità di assunzione di responsabilità. I nostri investitori ne trarranno vantaggio anche perché daremo alle nostre imprese tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per essere le migliori nei loro specifici ambiti di mercato. E una Siemens ancora più forte si troverà in una posizione migliore per far fronte alle proprie responsabilità sociali”, ha aggiunto Kaeser.

Ma non ci saranno solo modifiche organizzative: Siemens infatti prevede di rafforzare gli investimenti in nuovi settori, come ad esempio i servizi di integrazione in ambito IoT (la nuova business unit nata con l’acquisizione di Mendix), la gestione dell’energia distribuita e le soluzioni di infrastruttura per la mobilità elettrica. Senza dimenticare la forte focalizzazione sulla digitalizzazione.

Secondo le previsioni, il tasso di crescita annuale del fatturato e il margine di profitto dell’attività industriale della società dovrebbero aumentare di due punti percentuali nel medio termine.

Una governance meno centralizzata

L’obiettivo della nuova struttura societaria, dicevamo, è offrire alle singole imprese di Siemens una maggiore libertà imprenditoriale. “I giorni in cui le società di progetto, di prodotto, di software e di servizi, con tutte le loro diverse esigenze, potevano essere gestite centralmente ed efficientemente, sono finiti”, ha dichiarato il Presidente e CEO di Siemens.

L’attuale livello organizzativo delle Divisioni sarà eliminato e l’organizzazione territoriale sarà riallineata per migliorare l’orientamento al cliente. Le funzioni in capo alla sede centrale dell’azienda saranno snellite. “Stiamo costruendo la Siemens del futuro. Una minore gestione dalla sede centrale e una maggiore libertà per le nostre aziende ci renderanno più forti e flessibili”, ha dichiarato Kaeser. Il gigante si trasforma in camaleonte. Ma vediamo come.

Tre società operative e tre società strategiche

La nuova struttura, dicevamo, entrerà in vigore all’inizio del nuovo esercizio fiscale a ottobre 2018. L’implementazione procederà per tappe e sarà completata entro il 31 marzo 2019. La divisione Building Technologies (BT), la divisione Energy Management (EM), la divisione Power and Gas (PG), la divisione Digital Factory (DF) e gran parte della divisione Process Industries and Drives (PD) saranno riunite per formare tre nuove società operative. Le Business Unit della società saranno inoltre costituite in modo più mirato e integrate nelle tre Società Operative.

Le tre nuove società operative saranno:

  • Gas and Power (GP), con sede a Houston in Texas, guidata da Lisa Davis, con un fatturato di circa 21 miliardi di euro e una redditività di circa il 9% nell’anno fiscale 2017.
  • Smart Infrastructure (SI), con sede in Svizzera, guidata da Cedrik Neike, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro e una redditività di circa l’11% nell’anno fiscale 2017
  • Digital Industries (DI), con sede a Norimberga, guidata da Klaus Helmrich nelle vesti di CEO e da Jan Mrosik in quelle di COO, con un fatturato di circa 14 miliardi di euro e una redditività di circa il 16% nell’anno fiscale 2017.

Le tre società strategiche saranno Siemens Healthineers, Siemens Gamesa Renewable Energy – due società di cui Siemens detiene la maggioranza del capitale – alle quali si aggiungerà, quando sarà completata l’integrazione di Alstom, Siemens Alstom.

Ci saranno poi delle società di servizi nelle quali confluiranno l’attuale divisione Financial Services, i Global Business Services e i Real Estate Services.

Siemens Corporate Technology e le partecipazioni nelle piccole e medie imprese saranno gestite a livello centrale da Corporate Development.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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