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Robot collaborativi, il mercato raddoppierà entro il 2030 e la Cina venderà due robot su tre



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Secondo il nuovo rapporto di Interact Analysis, le consegne di cobot raddoppieranno entro il 2030. I ricavi cresceranno però più lentamente per il calo dei prezzi. Lo studio mostra una Cina vicina a coprire i due terzi del mercato, mentre l’Occidente frena sui costi e l’industria si sposta verso modelli per carichi elevati e robot umanoidi.

Pubblicato il 8 giu 2026



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Il mercato globale dei robot collaborativi si prepara a vivere un’espansione prolungata ma caratterizzata da una forte discontinuità geografica e applicativa, sostenuta da una progressiva maturità sul fronte dei prezzi: è quanto rivela l’ultimo rapporto di Interact Analysis, che analizza le prospettive future del settore dei robot collaborativi.

Secondo l’analisi, le consegne di cobot hanno sfiorato le 58.000 unità nel 2025, segnando un incremento del 14,5% rispetto all’anno precedente, con i volumi che sono destinati a più che raddoppiare entro il 2030.

L’andamento dei prossimi cinque anni seguirà un percorso oscillante, condizionato dai cicli di investimento industriale e dall’evoluzione tecnologica, con un lieve rallentamento atteso per il 2026 a cui seguirà una forte accelerazione nel biennio successivo, prima di una nuova flessione e di un secondo picco previsto a fine decennio.

Questa fase di penetrazione accelerata garantirà comunque tassi di crescita nettamente superiori rispetto alla media registrata nel quinquennio precedente.

La crescita del fatturato non riesce a tenere il passo con l’aumento delle spedizioni

La crescita del fatturato globale dei robot collaborativi avanza a un ritmo inferiore rispetto ai volumi di spedizione, risentendo del progressivo calo dei prezzi medi di vendita.

I ricavi complessivi saliranno comunque da 1,2 miliardi di dollari nel 2025 a 2,4 miliardi nel 2030, con un incremento medio annuo del 14,7%.

La contrazione dei listini sarà tuttavia meno drastica rispetto alla forte svalutazione registrata tra il 2021 e il 2024, mitigata da tre fattori strutturali ben precisi.

La stabilizzazione della guerra dei prezzi tra i produttori cinesi, che ora puntano sul valore aggiunto, si unisce all’aumento dei costi di produzione in Europa e negli Stati Uniti legati a manodopera, energia e normative.

Infine lo spostamento della domanda verso modelli con capacità di carico superiori ai 15 chili, caratterizzati da margini più elevati, contribuisce a compensare la pressione al ribasso sui segmenti d’ingresso.

Robot collaborativi, Cina sempre più dominante

Il cambiamento strutturale più evidente nel mercato dei robot collaborativi è l’inarrestabile ascesa della Cina, che consolida il proprio primato mondiale nei volumi di spedizione.

La quota cinese sul totale globale è passata da meno di un terzo nel 2018 a oltre la metà nel 2025, grazie a incrementi annuali costantemente superiori al 20%. Secondo le stime, il Paese arriverà a coprire quasi i due terzi del mercato entro il 2030.

Al contrario, l’America e l’area EMEA registrano una progressiva erosione della propria rilevanza commerciale, con una contrazione che proseguirà nei prossimi anni nonostante una modesta ripresa attesa.

A pesare sono i costi di produzione più elevati e l’adozione più lenta della tecnologia da parte delle piccole e medie imprese, che frenano il recupero del mercato in queste regioni.

Resta invece marginale, seppur in fortissima espansione, il ruolo dell’India, la cui quota salirà appena al 2,3% nel 2030, mantenendo però tassi di crescita annuali superiori al 20% che ne preannunciano il potenziale futuro.

Movimentazione e assemblaggio guidano il mercato dei cobot

La movimentazione dei materiali e l’assemblaggio si confermano le due applicazioni trainanti per i ricavi nel mercato dei robot collaborativi, arrivando a coprire insieme quasi la metà del settore globale nel 2025.

La saldatura, pur registrando un impatto economico complessivo inferiore, ha mostrato la crescita più netta tra tutte le categorie grazie alla ripresa ciclica nei settori dell’automotive e dei macchinari industriali.

Presentano un forte dinamismo anche le attività legate a test e ispezione, con un incremento solido nei segmenti del controllo qualità, dell’analisi di laboratorio e dello smistamento.

Un’evoluzione che evidenzia la progressiva integrazione dei cobot con i sistemi di visione artificiale e le tecnologie di sensoristica avanzata per l’esecuzione di compiti ispettivi complessi.

Le sfide per i produttori di robot collaborativi

Sulla base di questi dati gli analisti di Interact Analysis evidenziano la necessità per le aziende del settore di concentrarsi sulla produzione di cobot con capacità di carico elevate, così da intercettare le attuali richieste dei clienti.

Diventa inoltre fondamentale gestire l’aumento dei costi produttivi nei Paesi occidentali e allinearsi alle rinnovate politiche commerciali dei produttori cinesi, orientate ora verso il valore del prodotto.

Un’opportunità di sviluppo nel medio e lungo periodo è rappresentata dai robot umanoidi, che iniziano a trovare spazio come applicazione emergente, anche se per i prossimi anni questo comparto manterrà una quota ridotta rispetto ai volumi complessivi del mercato.

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