Lavoro, Cominardi: “Con la quarta rivoluzione industriale serve reddito di cittadinanza”

La necessità di avere il reddito di cittadinanza ma anche l’importanza di nuovi investimenti in infrastrutture intelligenti formazione, ricerca e sviluppo per governare gli effetti dello sviluppo tecnologico. 

Sono stati questi i concetti chiave espressi dal Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro Claudio Cominardi, nel corso del suo intervento al XXII Congresso Mondiale dell’ISLSSL, Società Internazionale di Diritto del Lavoro e della Sicurezza Sociale.

Rivoluzione industriale e reddito di cittadinanza 

“La quarta rivoluzione industriale ci offre l’occasione di produrre più beni e servizi con maggiore velocità ed efficienza – ha spiegato – con meno ore lavorate. Poiché il lavoro certo verrà sempre meno, si dovranno garantire forme reali di sostegno al reddito come il reddito di cittadinanza”.

“Ma questo è solo un tassello di un’azione politica che per governare bene la rivoluzione industriale in corso deve agire a 360 gradi: con investimenti in ricerca, in sviluppo tecnologico, in infrastrutture intelligenti, in politiche attive e formazione privata e pubblica. Occorre anche incentivare la conciliazione tra vita e lavoro”.

La conferma dagli studi internazionali

Cominardi ha, quindi citato i risultati degli studi condotti da importanti istituti internazionali: World Economic Forum, Oxford Martin School, Mc Kinsey, che fanno emergere come “per effetto dello sviluppo tecnologico e dell’intelligenza artificiale il mondo delle professioni e del lavoro si sta trasformando radicalmente”.


“Ieri grandi industrie realizzavano enormi profitti – ha ricordato – impiegando svariate migliaia di lavoratori per produrre beni e servizi materiali, ‘pesanti’. Oggi grandi aziende producono beni immateriali, ‘leggeri’, sfruttando le potenzialità della tecnologia e dell’automazione. Per effetto di questi cambiamenti il rischio disuguaglianza è ancora più alto”.

L’esperienza della Silicon Valley

Da qui la necessità di politiche di sostegno al reddito per chi è disoccupato, guardando anche agli esempi internazionali. “Nel mondo si parla di reddito di base incondizionato – prosegue – ci sono state sperimentazioni da parte di Paesi lungimiranti, ma lo stesso stanno facendo alcuni soggetti privati. 

“È notizia di pochi giorni fa che , propri nella Silicon Valley l’incubatore di startup ‘Y Combinator’ sperimenterà il reddito di base incondizionato su 3.000 persone quale rimedio – conclude Cominardi – alle conseguenze che la trasformazione tecnologica avrà sull’occupazione”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

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