Strumentazione di processo, dall’unione di tre marchi storici nasce Terranova

Valcom

L’unione fa la forza, ma mantenendo sempre la storia e la riconoscibilità dei differenti marchi. È stata questa filosofia che ha guidato la fusione tra Valcom, Spriano e MecRela e che ha portato alla nascita, lo scorso anno, di Terranova. A spiegarlo è il general manager, Sergio Valletti, che ha raccontato il percorso che ha portato a raggruppare i tre brand storici italiani della  strumentazione di processo: Spriano fondata nel 1923, Valcom nel 1974 e Mec-Rela nel 1976. “La cooperazione era nata già prima – spiega – ma l’operazione di fusione ha permesso di dare una nuova dimensione all’azienda, che oggi ha le spalle un pochino più larghe. Unire le forze ci ha dato maggiore affidabilità”. 

Ecco i tre brand che formano Terranova, e la loro storia

Fondata a Milano nel 1974, Valcom iniziò progettando e producendo strumenti per il controllo e la misura con una specifica competenza nell’industria della cellulosa e della carta. Negli anni ’80 la realizzazione del trasmettitore ‘Senic’ costituì un passo decisivo nello sviluppo dell’elettronica Smart e il continuo impegno dedicato alla ricerca, portò Valcom ad entrare nei primi anni ’90 anche nel settore Navale, attraverso la selezione di materiali perfettamente compatibili con le applicazioni in ambito navale e offshore.

Spriano iniziò la propria attività nel 1923 producendo misuratori di pressione e temperatura. Nel 1936 fu la prima azienda in Italia a produrre un servomotore pneumatico, contribuendo così a un significativo miglioramento tecnico per l’automazione e il controllo industriale nei settori della Gomma, dell’Oil & Gas e Alimentare. Negli anni ’80 fu completato il passaggio dalla pneumatica all’elettronica.

Nel 1976 fu progettata e costruita una linea completa di valvole di controllo sotto il marchio Mec-Rela, che fornivano soluzioni efficaci ed efficienti per applicazioni industriali anche in condizioni estremamente difficili. Valvole di tipo criogenico, valvole a 3 vie con corpo monolitico e costruzione a doppia gabbia fecero di Mec-Rela un brand riconosciuto a livello mondiale già nei suoi primi dieci anni di vita.

Sotto il “cappello” di Terranova, ma i brand mantengono la loro personalità 

Terranova, quindi, nasce da una fusione per incorporazione: non è un brand di strumentazione ma è l’impresa sotto cui si raccolgono queste tre realtà, che una volta erano società e ora sono marchi registrati. Una decisione che nasce, sopratutto, dalla volontà di mantenere la storia di queste società. “Abbiamo scelto la strada di mantenere i marchi registrati – spiega Valletti – perché non vogliamo rinunciare alla storia che queste aziende hanno rappresentato”. 

Non mancano, però, anche le ragioni più pratiche che hanno spinto al mantenimento dei tre brand, “Quando si hanno strumentazioni installate da una cinquantina di anni, è chiaro che i marchi hanno una loro riconoscibilità – prosegue – se cambiano nome, con un colpo di mano, diventa difficile riconoscere il prodotto. Il procedimento di registrazione nelle vendor list, degli end user più importanti, poi, è molto lungo e se decidessimo di ritirare il marchio e proporne uno nuovo bisognerebbe convincere della validità di questo cambio, e dovremmo rifare tutti i processi di qualifica,  che sono molto impegnativi”. 

Valletti: “Mettiamo i brand affianco, e non uno davanti all’altro”

Sicuramente quella che ha portato alla nascita di Terranova è stata una fusione particolare. Non è stata un’acqusizione per assorbimento, come quella che può fare una multinazionale. In questo caso, infatti, la strategia più comune è quella di inglobare un’azienda che fa un prodotto analogo, per ridurre la competizione con logiche puramente monopolistiche. Nel caso di Terranova, invece, la scelta è stata di mantenere ogni peculiarità, senza sovrapposizioni.

“Noi abbiamo mantenuto brand che hanno expertise – sottolinea Valletti – e abbiamo spinto perché questi marchi fossero sempre più forti nei loro settori storici. Se Valcom aveva una bella storia sul navale abbiamo puntato, ancora di di più, su nuove certificazioni di questo tipo e nuovi prodotti. È questo vale anche per Spriano con l’expertise su oil & gas. La nostra è stata una operazione per completare un portafoglio di nuovi mercati e non per creare sovrapposizioni tra i brand che rappresentiamo”.

Un’azienda tutta nuova, ma i settori non cambiano

I settori di competenza di Terranova, quindi, restano quelli storici, legati ai vari brand e alla expertise in comparti ben determinati. Valcom, inoltre, ha creato un nuovo settore, negli ultimi anni, grazie alla collaborazione di Terranova in uno spin off dell’Università La Sapienza di Roma che ha aperto a nuove soluzioni nella misura e nella gestione dei fluidi multifase che riguardano il settore specifico del drilling. “Noi eravamo presenti con Spriano, nella parte upstream, midstream e downstream del processo di produzione oil & gas – spiega – nella parte dell’estrazione ma non in quello strettamente legata alla trivellazione,  che è un piccolo mondo all’interno della produzione di olio raffinato. Questa, adesso, è una nostra specialty, per la quale abbiamo creato una sezione specifica sul nostro sito web”.

Per quanto riguarda i prodotti, invece, Terranova mantiene un portafoglio che si arricchisce, in media, ogni anno di un paio di prodotti nuovi. I classici prodotti, che sono trasmettitori intelligenti di pressione, livello e temperatura, densità e consistenza, ma anche interruttori, manometri, termometri e livelli visivi. A questo si aggiungono prodotti specifici, di nicchia, legati ai diversi settori, dal navale alla carta all’oil & gas. “Noi partiamo da un core di produzione di questo tipo per arrivare ad avere anche prodotti che, essendo più di nicchia, ci permettono avere qualche vantaggio in più, di non fare produzioni di serie per le quali le leggi di mercato ci impongono prezzi molto competitivi”.

Nel 2019 update della gamma e arriverà il wireless

Prodotti nel solco della tradizione, quindi, ma con grandissima attenzione a tutti gli ultimi aggiornamenti. La più importante novità per il prossimo anno, infatti, sarà quella di un update molto forte di tutti i trasmettitori in produzione. “Stiamo adeguando, sia a livello hardware che firmware, tutta la linea di prodotti trasmettitori, continua Valletti – con una meccanica più evoluta e un elettronica più performante, con microcontrollori di ultima generazione e, sopratutto, con sviluppi firmware molto importanti”. 

A questo si aggiunge anche un aggiornamento, in un certo senso, rivoluzionario, che permetterà, grazie agli studi portati avanti dall’ufficio ricerca e sviluppo interno, l’aggiunta di funzionalità wireless, che dovrebbe essere già pronta entro il 2019. “Stiamo studiando la possibilità di creare comunicazioni con gli strumenti, senza cavi o fili. Soluzioni wireless che possono, da un lato, aiutare l’operatore in campo, anche quando lo strumento è in una posizione complicata da raggiungere. Dall’altro però, potremo migliorare anche i nostri sistemi di produzione. Possiamo velocizzare i nostri sistemi di taratura e calibrazione degli strumenti – conclude – perché, invece di doversi collegare fisicamente basterà un palmare o un tablet”.

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.