L’affondo di Bonomi sulla manovra: “Chi è contro l’industria è contro l’Italia”

“Siamo un paese fantastico: riusciamo a farci aprire una procedura di infrazione su una manovra i cui due pilastri – reddito di cittadinanza e quota 100 – non sappiamo nemmeno se e quando entreranno in funzione. Io credo che questa non sia la strada giusta. È una manovra i cui fini possono essere certamente condivisi: chi è che non è d’accordo con più lavoro, più crescita, combattere diseguaglianze? Ma gli strumenti sono sbagliati”. Chi parla ai microfoni di Piazza Pulita su La7 è Carlo Bonomi, presidente di AssoLombarda, dando voce all’insoddisfazione delle imprese lombarde.

“L’economia sta rallentando a livello globale – spiega Bonomi – ci sono i dazi che stanno creando dei grossi problemi. L’Italia purtroppo strutturalmente aggancia dopo la ripresa ma frena prima. Il rallentamento è iniziato prima dell’entrata di questo governo, ma proprio per questo si chiede a questo governo di intervenire sulla crescita, mentre questa legge di bilancio non va in quella direzione”.

Il problema, aggiunge Bonomi, “non è se sforiamo al 2,4% o al 2,5% o al 3%: se il mio governo avesse detto ‘facciamo debito, andiamo al 3%, ma investiamo…’ il discorso sarebbe diverso”.


Nel 2019 stretta del credito per le imprese

Il punto critico dello spread a 300 non sono tanto i dati economici, ma “un clima di fiducia che le imprese avvertono che non va bene. Però ci aspettiamo dei problemi reali nel 2019 perché il problema si sta riflettendo sulle banche. Noi abbiamo bisogno di un sistema bancario forte: io capisco che fa gioco politicamente combattere le banche e spostare il problema sulle banche, ma il sistema imprenditoriale italiano ha bisogno di un sistema bancario forte e nel 2019 temo che mantenere questo livello di spread porterà a un problema di credit crunch specialmente per la piccola impresa”. Al momento, prosegue Bonomi, “stiamo ancora lavorando con linee di credito e con gli affidamenti concessi nel corso del 2018, ma il clima del 2019 è veramente molto pericoloso”.

Industria 4.0? Un errore smontarla

Il problema italiano, che manifestano tutti i governi “è l’abitudine a smontare quello che viene fatto prima. Il governo precedente aveva fatto un Piano Nazionale Industria 4.0 che era molto importante per il sistema produttivo italiano e questo governo lo sta smontando: ha cancellato il super ammortamento, ha depotenziato l’iper ammortamento, ha fatto dei tagli al credito d’imposta sulla ricerca e sviluppo. Io credo che in un momento in cui l’economia sta rallentando quella era una cosa da mantenere.

Il decreto dignità ha dato una lettura anti industriale del paese

“È vero che il decreto dignità è entrato in vigore il primo di novembre, ma i suoi effetti psicologici li ha prodotti subito. Noi abbiamo nel periodo agosto-settembre un rallentamento forte dei contratti a termine”.

Al giornalista che chiede perché le imprese non assumono a tempo indeterminato Bonomi risponde: “Questa è la vulgata comune: certo che è interesse degli imprenditori assumere il personale che formano in azienda. Il punto è che il mondo del lavoro è completamente cambiato, le dinamiche mondiali dell’economia ci pongono di fronte a dei cicli economici che non sono più lenti ma velocissimi e quindi noi abbiamo bisogno di molta flessibilità sulle nostre dinamiche produttive. Quello che noi chiediamo, che abbiamo chiesto al governo, è che stiamo andando di fronte a un mondo che parla di carriere discontinue: le persone non lavoreranno più per 20 o 30 anni nella stessa impresa e quindi non avranno più la possibilità di non formarsi. Il decreto dignità irrigidisce troppo le norme e ha dato una lettura anti industriale del paese”.

Prima gli Italiani? Chi è contro l’industria è contro l’Italia

Sul credito che gli industriali darebbero alla componente leghista del Governo Bonomi è molto netto: “Non esistono provvedimenti gialli o verdi. Esistono i provvedimenti di questo governo e sono provvedimenti che non vanno nell’interesse del paese. Ribadisco: pensare all’industria, pensare all’impresa, alla piccola e media impresa, che è l’asse portante in questo paese, vuol dire pensare all’Italia. A tutti piace dire o sentire affermare ‘prima gli Italiani’, però bisogna farlo nei fatti e chi è contro l’industria è contro l’Italia”.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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