“L’Italia punta ad avere un ruolo di avanguardia in Europa su settori strategici come Intelligenza Artificiale e tecnologie Blockchain. Il nostro contributo, dal punto di vista culturale e scientifico, può essere davvero determinante. Possiamo rappresentare quel valore aggiunto che deriva dalla nostra storia intellettuale e culturale. Metteremo al servizio di tale obiettivo le nostre risorse, energie, competenze e menti migliori. Questo, d’altronde, è il senso dei gruppi di lavoro”. Sono le parole usate dal sottosegretario allo Sviluppo Economico Andrea Cioffi per introdurre i lavori del primo incontro del gruppo di lavoro sulla Blockchain, che si è tenuto nel pomeriggio di ieri dopo quello sull’Intelligenza artificiale: un comitato formato da 30 esperti provenienti da diversi ambiti, imprese, università, associazioni e società civile.

Tra gli obiettivi del lavoro di questo gruppo ci sarà l’identificazione e la condivisione di esperienze italiane nel settore privato e pubblico e la costruzione di una cornice normativa di riferimento, oltre al delicato argomento della certificazione e tutela del Made in Italy.

Nel corso dell’incontro gli esperti si sono presentati e hanno espresso le loro opinioni sulla situazione italiana attuale nei confronti di questa tecnologia e, soprattutto, dei suoi possibili utilizzi al di là del terreno delle criptovalute.

I contributi della blockchain alla vita quotidiana

Massimo Chiriatti, manager IBM, firmatario del manifesto per la blockchain, ha sottolineato come desidera non solo studiare un approccio prettamente tecnico alla materia, ma soprattutto sulle possibili applicazioni della tecnologia per le imprese e i cittadini: “Dobbiamo far leva per trovare i motivi per cui farlo, non i perché no. Ovviamente ci sono tante difficoltà tecniche ma cerchiamo di capire quali sono gli use case sui quali riteniamo opportuno portare avanti e iniziamo a svilupparli”.

Chiriatti ha aggiunto: “Non vorrei restare su un livello di strategia, lasciare a fine marzo solo un documento cartaceo che spieghi l’attività tecnica”, ma individuare i campi di applicazione e “avviare il nostro percorso anche nelle filiere” produttive.


Anche Stefano Epifani, presidente del Digital Transformation Institute, ha parlato di filiere su cui intervenire, in particolare indicando commercio e mondo delle cooperative come campi di applicazione interessanti. Epifani ha sottolineato che la tecnologia deve passare prima dalla promozione di “un quadro normativo che favorisca lo sviluppo del Paese attraverso blockchain e farne una leva di vantaggio competitivo per il Paese attraverso investimenti”.

Il gruppo di esperti

Oltre a Chiriatti ed Epifani, gli altri membri del sodalizio individuato dal Ministero sono Giorgio Angiolini (Italtel), Marcella Atzori (Università di Amsterdam), Tamara Belardi (UniNettuno), Francesco Bruschi (Politecnico di Milano), Stefano Capaccioli (Dottore commercialista), Monica Cirillo (Adusbef), Gianluca Comandini (Assobit), Mauro Conti (Università di Padova), Ernesto Damiani (Università degli Studi di Milano), Vincenzo Di Nicola (Conio), Fernanda Faini (Università di Bologna), Luigi Gabriele (Adiconsum), Massimo Giuliano (Avvocato cassazionista), Lorenzo Giustozzi (BlockchainEdu), Renato Grottola (DNV), Fabio Lecca (Araneum Group), Aldo Peter Lo Castro (Scytale), Giuseppe Mauri (RSE), Marco Monaco (PWC), Gian Domenico Mosco (Università LUISS), Michele Nastri (Notaio), Gilberto Nava (Chiomenti), Martino Maurizio Pimpinella (Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento), Laura Emilia Maria Ricci (Università di Pisa), Salvatore Fulvio Sarzana (Avvocato Cassazionista), Massimo Savioli (InfoCamere), Federico Tenga (Chainside) e Marco Vitale (Foodchain).

Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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    Un pensiero riguardo “Blockchain, alla ricerca di un indirizzo nazionale: non solo tecnica ma use cases

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