Lingotto Torino

Un nome, Competence Industry Manufacturing 4.0, che richiama la vocazione per le tecnologie 4.0 per la fabbrica, e due spazi, il Lingotto e Mirafiori, che riportano alla tradizione di innovazione industriale del territorio piemontese. Parte da questi due punti fermi il Competence Center del Piemonte, uno degli otto centri che saranno realizzati in Italia, che entro la fine dell’anno diventerà la “palestra” per le piccole e medie imprese piemontesi (ma non solo) che vogliono iniziare un percorso di digitalizzazione. 

A fare il punto, nel corso del Roadshow Nazionale dei Competence Center, che si è svolto nel corso di Automation & Testing, la fiera dedicata a industria 4.0, in corso di svolgimento a Torino, Paolo Fino, Direttore del Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino, che è uno dei membri del CDA del Competence Center.

Il 27 dicembre costituito il consorzio

I tempi, infatti, sono ormai maturi per la conclusione del percorso e, a breve, dovrebbero essere erogati i decreti di concessione da parte del Mise. Per quanto riguarda il Piemonte, comunque, la situazione sembra essere avviata verso la conclusione. “Noi ci siamo costituiti formalmente il 27 dicembre come consorzio – spiega Fino – con una piccola appendice nella costituzione per alcuni partner che, essendo grandi multinazionali, avevano bisogno di ulteriori autorizzazioni. Presto, però, ci trasformeremo in Scarl per rispondere in modo efficace ai bandi sull’innovazione che usciranno con il nuovo programma quadro Horizon Europe”.


“Abbiamo già costituito un CDA snello, formato da 3 persone – prosegue – anche se mancano ancora i rappresentanti delle filiere che saranno all’interno del Competence Center, e che dovranno essere concordate con il CEO, che per ora non è stato ancora nominato”.

I finanziamenti: 7,1 milioni per l’avvio e 3,4 per i progetti 

A fine dicembre, comunque, si è conclusa la fase di negoziazione che ha portato un buon risultato per il centro: “Ci e stato riconosciuto un importo poco superiore a 7,1 milioni di risorse per la startup – sottolinea Fino – oltre a 3,4 milioni di risorse per la progettualità del centro”. 

In aggiunta a queste risorse, comunque, si sommano anche quelle messe a disposizione da parte delle aziende che partecipano al Competence a center.  “Le grandi aziende hanno messo 150 mila euro in 3 anni, per un totale di 3,6 milioni – prosegue Fino – a cui si somma tutto il valore del personale messo a disposizione del Competence Center, che, anche in questo caso, è una cifra significativa, attorno a quasi 10 milioni equivalenti”.

Digitalizzazione e additive manufacturing, ecco le linee pilota

“La filosofia dei Competence Center – sottolinea Fino – è quella che dovrebbe mettere a disposizione le competenze specifiche delle varie aree geografiche per portare a bordo tutto il territorio nazionale. In quest’ottica ci siamo focalizzati sul’addictive manufacturing, che in Piemonte vede un know molto forte, sia dal punto di vista accademico che industriale. E poi tutte quelle tecnologie di digitalizzazione di fabbrica della produzione, come il digital twin, che rappresentano metodologie produttive che sono proprie del nostro territorio”.

“Per questo motivo abbiamo scelto un numero ridotto di aziende – spiega – perché vogliamo realizzare un Competence Center, molto di fabbrica, e abbiamo bisogno di partner in grado di aiutarci a spiegare come queste linee pilota si usano. I nostri partner, quindi, sono prioritariamente grandi imprese, che padroneggiano queste tecnologie e sono in grado di spiegare alle aziende di filiera, alle pmi, come utilizzarle nella produzione”.

Operativi entro l’anno

I tempi per la realizzazione del Competence Center, comunque, sembrano essere molto rapidi e, entro la fine dell’anno potrebbero già essere completate le linee pilota che daranno il via all’operazione. “Appena avremo a disposizione il CEO potremo arrivare a una definizione puntuale degli investimenti di partenza – sottolinea Fino – e questo significa che, considerando i tempi di approvvigionamento delle attrezzature, saremo operativi verso la fine dell’anno”. 

L’intervista al professor Paolo Fino

 

Fabrizio Cerignale

Giornalista professionista, con in tasca un vecchio diploma da perito elettronico. Free lance e mobile journalist per vocazione, collabora da oltre trent’anni con agenzie di stampa e quotidiani, televisioni e siti web, realizzando, articoli, video, reportage fotografici. Giornalista generalista ma con una grande passione per la tecnologia a 360 gradi, da quella quotidiana, che aiuta a vivere meglio, alla robotica all’automazione.

Fabrizio Cerignale ha 239 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Fabrizio Cerignale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest