L’Unione europea accelera sull’Intelligenza artificiale. Confindustria: “Un’opportunità per la manifattura italiana”

Gli EU Industry Days dell’Unione europea fanno tappa a Milano, dove Assolombarda chiama a raccolta le aziende, non particolarmente numerose per la verità, sul tema dell’Intelligenza artificiale. Perché Confindustria, di cui Assolombarda è espressione territoriale, non teme l’IA, anzi, come conferma Andrea Bianchi, direttore delle politiche industriali di Confindustria, “siamo convinti si tratti di un’opportunità per il sistema anche se come tutte le tecnologie nuove va governata e inserita in un sistema di regole che ne controllino l’applicazione”.

Bianchi parla di “driver di crescita”, dà atto al governo di avere costituito un gruppo di lavoro sul tema (lui è uno dei 30 componenti della squadra messa insieme dal Ministero dello Sviluppo Economico), anche se per quanto riguarda le risorse “l’IA va connessa al digitale con Industria 4.0. Pensiamo che l’IA sia una componente della digitalizzazione delle fabbriche e le risorse che il governo ha stanziato devono essere aggiuntive rispetto a Industria 4.0 che deve andare avanti”.

Perché, aggiunge, in questi ultimi due anni è stato fatto un grande sforzo in direzione della digitalizzazione e ora quello sforzo deve essere qualificato in direzione dell’intelligenza artificiale. Per farla conoscere alle aziende, Confindustria, oltre all’attività dei Digital Innovation Hub, ha in programma anche roadshow, “ma dobbiamo avere il quadro di riferimento di cosa il governo vuole fare”. E poi c’è il tema europeo perché “il tema della indipendenza tecnologica deve essere declinato a livello europeo”.


La Ue per l’Intelligenza artificiale

Lucilia Sioli, director of artificial intelligence and digital industry della Commissione europea, ha spiegato come si sta muovendo la Ue che “è leader nel rapporto tra Intelligenza artificiale e aspetti etici. Stiamo sviluppando infatti delle linee guida per gli sviluppatori in modo che l’utente possa avere  fiducia nella Intelligenza artificiale”.

Negli ultimi anni l’Europa ha aumentato del 70% il budget per la ricerca relativo all’IA, “ma bisogna fare di più”, ammette Sioli. Per questo nel 2020 uscirà una call da 50 milioni di euro per creare “reti di ricerca europee che oggi non ci sono”.

In secondo luogo bisogna facilitare il fatto l’innovazione arrivi in fretta al mercato. Un’altra call quest’anno va in direzione degli smart hospital, mentre è stato varato il Programma digitale europeo per il periodo 2021-2028 che prevede più di 9 miliardi di finanziamento per l’innovazione digitale proposti dalla Commissione, anche se il budget sarà poi deciso dal nuovo parlamento. Il programma comprende interventi su IA, cybersecurity e supercomputer e finanziamenti per i Digital Innovation Hub.

Oltre a questo la Commissione europea ha dato il via al progetto Ai4Eu, la piattaforma europea dell’intelligenza artificiale, con uno stanziamento di 20 miliardi di euro per i prossimi tre anni.
Il progetto riunisce istituti di ricerca, piccole, medie e grandi imprese di 21 paesi, sotto il coordinamento dall’impresa francese Thales, per sviluppare un ecosistema europeo dell’intelligenza artificiale e condividere conoscenze, algoritmi, strumenti e soluzioni, rendendole disponibili ad aziende e privati.

La confusione sull’IA

E’ una delle iniziative per aiutare lo sviluppo di un mercato che in Italia al momento, secondo le stime dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, vale circa 85 milioni di euro con il 12% delle aziende che dichiara di avere già in atto soluzioni di IA, l’8% in implementazione, il 31% con un progetto pilota, il 21% è al livello dell’idea progettuale, il 19% ci sta pensando e il 9% al palo.

Grande però è la confusione su cosa sia in realtà l’Intelligenza artificiale. Per il manifatturiero però l’IA e altre tecnologie sono ormai passaggi ineludibili. Lo ha ricordato Rosella Luglietti, general manager della World Manufacturing Foundation, che ha stabilito alcune raccomandazioni che spingono verso una visione positiva del manifatturiero per il quale devono essere rafforzate le infrastrutture per lo sviluppo di una produzione orientata al futuro, realizzati prodotti socially-oriented, esplorato il reale valore del data-driven cognitive manufacturing e stimolata l’innovazione. Senza dimenticare le piccole e medie imprese che devono essere stimolate e coinvolte nel processo.

Luigi Ferro

Giornalista, 54 anni. Da tempo segue le vicende dell’Ict e dell’innovazione nel mondo delle imprese. Ha collaborato con le principali riviste del settore tecnologico con quotidiani e periodici

Luigi Ferro ha 54 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Luigi Ferro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Pin It on Pinterest