Il Governo approva il Decreto crescita “salvo intese”, ma le misure per le imprese ci sono tutte

Al termine di un infuocato consiglio dei ministri, di cui si sta occupando tutta la stampa nazionale per via del contrasto relativo alle norme per il risarcimento dei risparmiatori truffati, il Governo ha approvato ieri sera il Decreto Crescita, di cui vi avevamo anticipato negli scorsi giorni una parte rilevante dei testi.

L’approvazione con la formula “salvo intese” utilizzata dal Governo significa che il testo finale non c’è ancora e sarà suscettibile di altre modifiche nei prossimi giorni prima di essere trasmesso al Presidente della Repubblica per la promulgazione.

Quali tempi? Non c’è una regola: potrebbero bastare pochi giorni come alcune settimane (è il caso del cosiddetto sblocca cantieri). Siccome il nodo principale è comunque quello della tutela dei risparmiatori, che dovrebbe trovare una soluzione tra lunedì e martedì, la speranza è che già la prossima settimana si possa arrivare alla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

L’elenco delle misure

Intanto quello che conosciamo è il contenuto della nota sommaria pubblicata dal Governo, che fornisce un “sommario” delle misure contenute nel testo condiviso ieri nel consiglio dei Ministri.

Rispetto all’ultima bozza del 2 aprile, abbiamo riscontrato alcune misure mancanti, ma le misure di maggiore rilievo per le imprese ci sono tutte. Ecco la sintesi delle misure contenute nel decreto legge che introduce misure urgenti per la crescita economica suddiviso in quattro capitoli dedicati a sgravi e incentivi fiscali, disposizioni per il rilancio degli investimenti privati, norme per la tutela del made in Italy e ulteriori misure per la crescita.


In ambito fiscale, si introducono: la maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi (superammortamento dal 1 aprile al 31 dicembre), la revisione della mini-Ires, la maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi, modifiche alla disciplina del patent box, una nuova disciplina del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per il “rientro dei cervelli”, modifiche al regime dei forfetari, incentivi per la valorizzazione edilizia, una rivisitazione del “sisma bonus”, un nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili, norme in materia di banche popolari, modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico, incentivi alle aggregazioni d’imprese, una nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica, l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali, il credito d’imposta per le commissioni riferite a pagamenti elettronici da parte di distributori di carburante, misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni, un piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Per quanto riguarda le misure per il rilancio degli investimenti privati, si introducono: una garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa, norme per la semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, il rifinanziamento del fondo di garanzia per la prima casa, modifiche alla nuova Sabatini, misure di sostegno alla capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese, norme per lo sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud, la previsione di nuove dismissioni immobiliari enti territoriali, norme in materia di cartolarizzazioni, agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare, la definizione delle società di investimento semplice (Sis), semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area, norme per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale (leggi qui la nostra anteprima!), contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, si prevede l’introduzione di norme per il contrasto all’italian sounding, di incentivi al deposito di brevetti e marchi, del marchio storico di interesse nazionale.


Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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