FCA prepara la fase 2: ecco come si lavorerà in sicurezza negli stabilimenti

La direzione aziendale di FCA e i sindacati dei metalmeccanici hanno siglato un accordo che fissa le linee guida sulle misure di sicurezza che saranno adottate negli ambienti di lavoro del gruppo quando inizierà la cosiddetta “fase 2” e le attività produttive potranno gradualmente riprendere.

Si tratta, come sottolinea il sindacato, di regole ancora più strette di quelle, già valide a livello nazionale, stabilite dal Protocollo per la sicurezza dei lavoratori firmato da Governo e parti sociali lo scorso 14 marzo.

Tra le misure principali contenute nell’accordo, l’igienizzazione di tutti gli ambienti di lavoro già prima della ripresa produttiva (come gli spazi comuni, gli uffici, le aree riunioni e anche le auto aziendali) e l’invio a tutti i lavoratori, tramite mail e Whatsapp, di un pacchetto di informazioni con le misure da adottare in ogni reparto aziendale e di gestione dei possibili sintomi da Covid-19.

“La salute e la sicurezza dei lavoratori sono le priorità principali di FCA”, ha dichiarato Pietro Gorlier, COO della regione Emea di FCA. “Partendo dalle iniziative implementate per la loro sicurezza nelle fasi iniziali della diffusione della pandemia, abbiamo lavorato con esperti del settore e con le organizzazioni sindacali, che ringrazio per la collaborazione, per rafforzarle con l’uso dei più avanzati strumenti di prevenzione e un forte impegno sulla formazione delle persone per la loro applicazione. Il funzionamento del nostro sistema industriale è ovviamente una parte fondamentale per il nostro Gruppo, come dimostrato dai 5 miliardi che stiamo investendo nel piano industriale triennale per l’Italia, ma non ammettiamo nessuna deroga alla sicurezza delle persone”.

Le misure di sicurezza

Le misure che FCA adotterà per garantire la sicurezza dei propri lavoratori, come rende noto il comunicato del gruppo, sono state convalidate “dai principali virologi italiani, tra cui il Prof. Roberto Burioni dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano”.

Vediamole nel complesso:

  • Misurazione della temperatura a chi entra in azienda, attraverso termo scanner e termometro manuale
  • Dotazione di un kit personale a tutti i lavoratori, contenente due mascherine chirurgiche e un paio di guanti per ogni giornata lavorativa; sarà consegnato inoltre un paio di occhiali al mese
  • Coinvolgimento attivo dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) nel monitoraggio e per l’applicazione delle misure
  • Pulizia del posto di lavoro da parte del singolo lavoratore prima dell’inizio del turno
  • Presenza di dispenser di gel igienizzanti in aree specifiche degli stabilimenti
  • Garantita la distanza sociale di un metro tra i lavoratori in tutti gli ambienti, anche attraverso l’utilizzo di segnaletica sul pavimento e barriere di protezione
  • Gestione del personale con specifiche patologie: potranno tornare a lavoro in base all’esito della certificazione medica
  • Continua a essere utilizzato lo smart working come strumento per limitare la presenza fisica all’interno dell’azienda
  • Ridistribuzione delle pause nel turno di lavoro e differenziazione degli orari di pausa tra reparti, per consentire il distanziamento
  • Revisione degli orari di inizio di lavoro e sospensione della timbratura in uscita (sostituita da certificazione del responsabile), per evitare assembramenti
  • Utilizzo della Cassa Integrazione a rotazione tra i lavoratori, a parità di mansione

Infine Fim-Cisl, il sindacato dei metalmeccanici, sottolinea che è “indispensabile” favorire i test sierologici (in grado di rilevare la presenza di anticorpi al virus nell’organismo) prima della ripresa delle attività produttive.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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