Come funziona Next Generation EU, il Recovery Fund da 750 miliardi (di cui ben 172 all’Italia)

La Commissione Europea ha presentato al parlamento comunitario il progetto per il “Recovery Fund” con cui sostenere finanziariamente i Paesi membri nella difficile fase della ripresa post emergenza Covid-19. Si chiama Next Generation EU l’intervento straordinario che avrà una dotazione di 750 miliardi di euro, raccolti per la prima volta tramite obbligazioni della Commissione Europea (veri e propri titoli di debito comune che dovranno essere rimborsati, “non prima del 2028 e non oltre il 2058”, con un aumento di risorse dei Paesi membri). Nella proposta della Commissione, dei 750 miliardi raccolti sul mercato finanziario ben 500 saranno distribuiti a fondo perduto, mentre i restanti 250 andranno in prestito agli Stati membri. La Commissione Europea sfrutterà il suo forte rating per emettere le obbligazioni, portando il budget temporaneamente al 2% del Pil europeo.

Secondo l’Ansa, che cita “fonti ben informate”, all’Italia potrebbero arrivare 172,7 miliardi di euro (la quota più alta destinata ad un singolo Paese), di cui circa 81 come sovvenzioni e circa 90 sotto forma di prestiti. Una notizia che è stata accolta con soddisfazione dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che in un tweet ha commentato un “ottimo segnale da Bruxelles” che “va proprio nella direzione indicata dall’Italia”.

“Siamo stati descritti come visionari perché ci abbiamo creduto dall’inizio”, scrive il premier. “500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora acceleriamo sul negoziato e liberiamo presto le risorse”.

Il “Recovery Fund” Next Generation EU sarà accompagnato da un potenziamento del budget 2021-2027 dell’Unione Europea. Ma non solo: per rendere disponibili nel più breve tempo possibile i fondi europei e rispondere ai bisogni più impellenti dei Ventisette, la Commissione ha proposto anche di aumentare di 11,5 miliardi il budget 2014-2020, risorse da utilizzare entro la fine dell’anno. “Il Coronavirus ha scosso l’Europa e il mondo intero, mettendo a dura prova i sistemi sanitari e di welfare, le nostre società e le nostre economie e il nostro modo di vivere e di lavorare insieme”, si legge nel comunicato della Commissione Europea. “Per proteggere vite e mezzi di sussistenza, sostenere il mercato unico e costruire una ripresa duratura e prospera, la Commissione Europea propone di sfruttare appieno il potenziale del bilancio dell’UE”. Il computo totale della “potenza di fuoco finanziaria” del budget UE ammonta, si legge, a 1,85 trilioni di euro.

“Il Recovery Plan trasforma l’immensa sfida che affrontiamo in un’opportunità, non solo sostenendo la ripresa, ma anche investendo nel nostro futuro: il Green Deal europeo e la digitalizzazione daranno impulso all’occupazione e alla crescita, alla resilienza delle nostre società e alla salute del nostro ambiente”, ha dichiarato la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. “Questo è il momento dell’Europa. La nostra volontà di agire deve essere all’altezza delle sfide che tutti noi dobbiamo affrontare. Con Next Generation EU stiamo fornendo una risposta ambiziosa”.

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Come saranno distribuite le risorse del “Recovery Fund”

L’obiettivo del Recovery Fund sarà appunto quello di rafforzare la ripresa socio-economica nell’Unione Europa, rivitalizzare il mercato unico e garantire equità nel sistema economico, supportando gli investimenti necessari con un focus particolare sulla transizione green e sulla digitalizzazione, punti chiave della resilienza e del futuro europeo. Un progetto ambizioso su cui la Commissione Europea chiede di raggiungere un rapido accordo politico: in particolare, si attende l’ok del Consiglio Europeo per luglio, in modo da “dare nuovo dinamismo alla ripresa ed equipaggiare l’UE di uno strumento potente per rimettere in piedi l’economia e ricostruirne il futuro”.

I soldi raccolti dal “Recovery Fund” Next Generation EU saranno investiti seguendo tre pilastri.

Recovery Fund
I tre pilastri della strategia europea

Vediamoli nel dettaglio.

Supporto ai Paesi membri con investimenti e riforme

Con le risorse del Recovery Fund si creerà un nuovo “Strumento per la ripresa e la resilienza” da 560 miliardi di euro. Il suo compito sarà finanziare investimenti e riforme dei Paesi membri, con attenzione particolare ai temi delle transizioni green e digitale, oltre alla resilienza delle economie nazionali. La parte maggiore di queste risorse (310 miliardi) saranno distribuite sotto forma di sovvenzioni, mentre per i prestiti saranno dedicati fino a 250 miliardi di euro. Il sostegno, scrive la Commissione, “si concentrerà sui Paesi più colpiti e dove le esigenze di resilienza sono maggiori”.

Le risorse dei programmi della politica di coesione fino al 2022 saranno incrementate di ulteriori 55 miliardi, con la nuova iniziativa React-Eu. I fondi saranno stanziati in base alla gravità degli impatti socio-economici della crisi, focalizzandosi ad esempio sul livello di disoccupazione giovanile.

Si propone poi di rinforzare con 40 miliardi di euro il Just Transition Fund per aiutare gli Stati ad accelerare la transizione verso la neutralità climatica.

Viene incrementato con 15 miliardi il Fondo Europeo Agricoltura per lo Sviluppo Rurale per “sostenere le aree rurali nel realizzare i cambiamenti strutturali necessari in linea con l’European Green Deal e nel raggiungere gli obiettivi in linea con le nuove strategie di biodiversità e Farm to Fork”.

Incentivare gli investimenti privati

Con un “nuovo strumento di sostegno alla solvibilità” si dedicheranno risorse private al sostegno delle aziende europee di settori, regioni e Paesi più colpiti. Potrà essere operativo a partire dal 2020 e avrà un budget di 31 miliardi di euro, con l’obiettivo di sbloccare 300 miliardi di euro in sostegno alla solvibilità delle aziende di tutti i settori economici e “prepararle ad un futuro più pulito, digitale e resiliente”.

Si propone poi di portare a 15,3 miliardi di euro InvestEU, il programma europeo principale per mobilitare gli investimenti privati nei progetti avviati nell’area UE. All’interno di questo strumento sarà infatti costituito un nuovo Fondo Investimenti Strategici (che riceverà un contributo di 15 miliardi dal “Recovery Fund”), con l’obiettivo di attivare fino a 150 miliardi di collocamenti “per aumentare la resilienza dei settori strategici e delle catene del valore chiave nel mercato interno”.

“Affrontare le lezioni della crisi”

L’ultimo pilastro della nuova strategia della Commissione Europea punta ad intervenire negli ambiti in cui la crisi ha mostrato una necessità di intervento e rafforzamento.

Si parte proprio dalla sanità: con il nuovo programma EU4Health da 9,4 miliardi di euro sarà rafforzata la sicurezza sanitaria per farsi trovare pronti di fronte alle crisi future. Risorse vengono destinate anche a Horizon Europe (con ulteriori 94,4 miliardi) per finanziare la ricerca nei campi della salute, resilienza, transizione verde e digitalizzazione.

Due miliardi saranno dedicati al rafforzamento di RescEU, il meccanismo di protezione civile dell’UE, mentre 16,5 miliardi di euro serviranno a sostenere i partner globali dell’Europa con l’azione esterna, compresi gli aiuti umanitari.

La Commissione infine non esclude di rafforzare altri programmi dell’Unione Europea “per allineare il futuro quadro finanziario alle esigenze di ripresa e alle priorità strategiche”.

Gli obiettivi del nuovo budget europeo

La Commissione Europea è consapevole del fatto che l’economia non potrà semplicemente tornare allo stato precedente alla crisi, ma dovrà continuare a crescere con investimenti a lungo termine. Le risorse del “Recovery Fund” saranno infatti indirizzate nei programmi europei del nuovo budget.

L’European Green Deal

Si darà la priorità all’European Green Deal, identificato come la strategia per la ripresa comunitaria. In particolare ci si concentrerà su:

  • Rinnovamento degli edifici e delle infrastrutture unito ad un’economia più circolare, che porti posti di lavoro in ambito locale
  • Avvio di progetti con l’energia rinnovabile, in particolare eolica, solare, e di un’economia verde all’idrogeno
  • Focus su trasporti e logistica più puliti, con l’installazione di un milione di punti di ricarica per i veicoli elettrici e l’impulso agli spostamenti su rotaia e alla mobilità pulita nelle città e regioni europee
  • Rafforzamento del Just Transition Fund per sostenere il reskilling, aiutando le imprese a creare nuove opportunità economiche

La transizione digitale del mercato unico europeo

La seconda gamba del piano della Commissione Europea per il futuro è il rafforzamento del mercato unico e il suo adattamento all’era digitale. Come si legge nella Comunicazione della Commissione Europea, per la digitalizzazione si prevede di intervenire lungo 4 direttrici.

La prima riguarda la “maggiore e migliore connettività” con il “rapido dispiegamento” del 5G che permetterà di gestire processi e applicazioni emergenti futuri, fornendo la larghezza di banda necessaria per la salute, l’istruzione, i trasporti, la logistica e i media, settori essenziali per la resilienza, competitività e ripresa economica europea.

Il secondo punto è una “presenza industriale e tecnologica più forte nelle componenti strategiche della supply chain digitale”. Oltre all’importanza delle tecnologie digitali, emerge l’impatto della sicurezza della tecnologia e “la necessità che l’Europa abbia una sovranità tecnologica dove conta”. Gli investimenti per la ripresa saranno incanalati quindi verso “capacità digitali strategiche“, tra cui l’Intelligenza Artificiale, la sicurezza informatica, la comunicazione sicura, le infrastrutture di dati e Cloud, le reti 5G e 6G, i supercomputer, i Quantum e la Blockchain. Sono queste le tecnologie prioritarie a cui saranno dedicati il Recovery and Resilience Facility, InvestEU e lo Strategic Investment Facility. Le linee guida per gli investimenti del nuovo strumento di sostegno alla solvibilità si concentreranno infatti anche sulla necessità di dare priorità agli investimenti digitali per colmare il divario digitale dell’Europa, “diventato ancora più evidente durante la crisi”.

Il terzo punto è l’esigenza di “costruire una vera e propria economia dei dati come motore per l’innovazione e la creazione di posti di lavoro. I dati offrono alle imprese l’opportunità di sviluppare prodotti e servizi. Per sfruttarli al meglio, serviranno European Data Spaces in settori e aree chiave. La Commissione è intenzionata a preparare un’azione legislativa sulla condivisione e sulla governance dei dati in modo da predisporre le strutture adatte a gestire la condivisione di dati in tutta Europa.
Seguirà poi un Data Act che stabilirà le condizioni per un migliore accesso e controllo dei dati industriali. La Commissione proporrà inoltre di rendere pubblici e disponibili interi set di dati governativi garantendo un accesso più aperto per la ricerca, l’innovazione e le PMI.

Il quarto e ultimo punto evidenzia la necessità di un ambiente commerciale più equo e semplice. Il lockdown ha favorito e incentivato l’e-commerce e modelli di business online, una tendenza destinata ad aumentare con la transizione digitale delle aziende. Nonostante questo la Commissione rileva come il web sia dominato attualmente dalle grandi piattaforme che, potendo accedere maggiormente ai dati, non permettono alle piccole imprese di sfruttare al meglio il mercato unico. Uno degli obiettivi della nuova legge sui servizi digitali sarà quindi il miglioramento del quadro giuridico dei servizi digitali, con regole chiare per le piattaforme online. “Offrirà maggiore sicurezza ai consumatori online, preverrà l’abuso di potere di mercato da parte delle piattaforme e garantirà un mercato equo con pari opportunità per le piccole imprese”, scrive la Commissione, che intende inoltre concentrarsi “sulla riduzione degli oneri amministrativi” sul facilitare aziende e soprattutto PMI nell’utilizzo di strumenti digitali come la firma elettronica. Le aziende più piccole hanno bisogno di essere sostenute per avere un accesso più facile ai dati e ridurre la burocrazia. Per la Commissione dovrebbe essere incoraggiato l’uso di sportelli unici di supporto e la semplificazione delle procedure amministrative online.

Si dà poi priorità alla digitalizzazione degli appalti pubblici, anche attraverso lo sviluppo di sistemi e piattaforme nazionali di e-procurement, mentre sarà pienamente attuato il pacchetto di diritto societario per facilitare la digitalizzazione e la mobilità delle imprese e del gateway digitale unico. Infine, una “nuova strategia per la sicurezza informatica” studierà come potenziare la cooperazione, la conoscenza e la capacità della Cybersecurity a livello europeo, aiutando inoltre l’Europa a rafforzare le proprie capacità industriali e i suoi partenariati, incoraggiando l’emergere di PMI nel settore.

Equità della ripresa

Infine, per rendere il più inclusiva possibile per tutti la ripresa economica, la strategia della Commissione Europea prevede:

  • Il meccanismo per il sostegno all’occupazione (SURE) che, con 100 miliardi di euro, aiuterà lavoratori e imprenditori
  • Un’ “Agenda delle Competenze per l’Europa” e un “Piano d’Azione per l’Educazione Digitale” per garantire la diffusione delle competenze digitali tra tutti i cittadini dell’UE
  • Un salario minimo equo e misure vincolanti di trasparenza salariale per aiutare i lavoratori vulnerabili, in particolare le donne
  • Intensificare la lotta contro l’evasione fiscale per aiutare gli Stati membri a generare entrate

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.