Tanta confusione ed errori di visione: che cosa c’è che non va nel Recovery Plan italiano

Oltre ad aver diviso le forze di maggioranza, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) presentato dal Governo non convince imprese ed economisti: tra le critiche più comuni ci sono quelle di non essere conforme alle linee guida date dall’UE, di non fornire i dati giusti per valutare a priori l’impatto delle misure che si vogliono adottare, di aver scelto interventi e riforme non adeguati per modernizzare il Paese, valorizzare il capitale umano e realizzare la trasformazione digitale e green chiesta dall’Europa.

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Piano nazionale di ripresa e resilienza, 48,7 miliardi di euro per la digitalizzazione dell’Italia

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prende forma e l’intenzione del Governo è di mettere sul piatto ben 48,7 miliardi di euro per le tredici iniziative dedicate alla digitalizzazione dell’Italia: dal rinnovo del piano Transizione 4.0 all’innovazione della PA, fino al rilancio del settore turistico. Ecco tutte le misure previste nel PNRR in favore dell’innovazione digitale.

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Una panoramica dei principali incentivi statali ed europei per la trasformazione digitale

La trasformazione digitale richiede investimenti per dotarsi delle tecnologie abilitanti, per realizzare i necessari cambiamenti a livello di processi produttivi e organizzativi, per formare le persone, per costruire ex-novo o adattare gli ecosistemi di business nei quali le aziende operano. Per questo l’Unione Europea e l’Italia hanno messo a punto diversi strumenti volti a incentivare questi investimenti. Ecco quali sono.

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Transizione 4.0, Patuanelli conferma numeri e indiscrezioni: “Rafforziamo il piano per colmare il gap con l’Europa”

Il ministro Patuanelli conferma durata, aliquote, tetti e massimali del nuovo pacchetto di incentivi: “Rafforzando e rendendo strutturale il piano Transizione 4.0 creiamo i presupposti per ridurre il gap di innovazione e digitalizzazione che abbiamo con il resto d’Europa”, ha detto. In arrivo anche sei grandi centri di alta tecnologia per collegare il mondo della ricerca e quello delle imprese.

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Elio Catania

Recovery Fund, Catania spiega i progetti del MiSE e avverte: “Sull’execution ci giochiamo tutto”

Già presidente di Confindustria Digitale e con una importante carriera manageriale alle spalle, Elio Catania sta vivendo una nuova sfida professionale nelle vesti di senior advisor del Ministero dello Sviluppo Economico per la politica industriale. Con questo cappello è intervenuto all’assemblea della Federazione ANIE raccontando alle imprese che cosa sta facendo il Ministero, soprattutto per quanto riguarda i progetti legati al Recovery Fund.

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Ecco perché la politica non deve scegliere i settori industriali su cui puntare

Alcuni opinionisti sostengono che, per non perdere l’opportunità offerta dal Recovery Fund, l’Italia dovrebbe imboccare la via della specializzazione, focalizzandosi sui settori nei quali ha maggiori chance di successo e abbandonando gli altri, come ad esempio la chimica di base. Ma scegliere dei settori su cui puntare potrebbe rivelarsi un azzardo. Secondo Luca Manuelli, presidente del Cluster Fabbrica Intelligente, e Marco Taisch, professore del Politecnico di Milano, bisognerebbe infatti puntare su tecnologie trasversali e sulle competenze…

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Recovery Fund, il Ministero dello Sviluppo Economico chiede 60 miliardi per il piano Transizione 4.0

Dai 60 miliardi per la proroga e potenziamento del Piano Transizione 4.0 ai 5 miliardi per il nuovo credito di imposta per una produttività sostenibile; dai 25 miliardi per l’Aerospace ai 5 miliardi per la digitalizzazione dell’Agroalimentare: la lista dei “desideri” che il Ministero dello Sviluppo Economico ha presentato in vista del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza conta oltre 60 progetti per un valore che supera i 150 miliardi di euro. Eccoli nell’articolo.

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Recovery Plan: Patuanelli anticipa i progetti del Ministero dello Sviluppo Economico per rilanciare l’industria

Potenziamento degli incentivi per industria 4.0 e allargamento dei beni agevolati, politiche per il reshoring, un sistema di trasferimento tecnologico più vicino al modello del Fraunhofer tedesco. Questi e molti altri sono i progetti che il Ministero dello Sviluppo Economico sta mettendo a punto per sfruttare le risorse che arriveranno in Italia dal Recovery Fund europeo. Nell’articolo le anticipazioni date Ministro Patuanelli nell’audizione alla Camera.

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Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo: le linee guida del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

I ministeri sono alacremente al lavoro per preparare le proposte di progetti di investimento da inserire nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano, per i quali chiederemo all’Europa i 209 miliardi del Recovery Fund. Ma non ci sarà spazio per tutti: il Governo farà una scelta in base a una serie di criteri che sono finalmente noti e che vi riportiamo, insieme con gli ambiti di azione principali, in questo articolo.

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Patuanelli: “Ecco come saranno investite le risorse del Recovery Fund per le imprese”

Il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha presentato le priorità su cui puntare per rilanciare il tessuto produttivo del nostro Paese. I progetti riguarderanno tre grandi temi: supporto alla transizione digitale e all’innovazione; supporto alla transizione green; supporto e rafforzamento dei sistemi produttivi attraverso le filiere strategiche. Ecco le misure allo studio. 

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European Digital Innovation Hub, ecco come nasceranno i poli che supporteranno l’innovazione delle imprese

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il decreto direttoriale che consentirà di individuare i poli di innovazione che saranno candidati al ruolo di European Digital Innovation Hub. Queste strutture dovrebbero ricevere fino a 194 milioni di euro (metà dall’Europa e metà dall’Italia) per strutturarsi e, successivamente, favorire i percorsi di digitalizzazione delle imprese.

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