Spot, il robot quadrupede, si aggiorna: con la versione Enteprise diventa più autonomo e adatto all’uso nell’industria

Il robot Spot della Boston Dynamics diventa ancora più autonomo, grazie a un supporto per la ricarica, che funziona senza la necessità di intervento umano, e a un braccio robotico, che gli consente di ampliare i suoi margini di azione: ora è in grado di afferrare, sollevare, trasportare, posizionare e trascinare un’ampia varietà di oggetti. Ma c’è anche una terza novità: Scout, un nuovo sistema di controllo basato su browser che offre un’interfaccia semplificata per pilotare Spot tramite internet.

“Dal primo lancio di Spot, abbiamo lavorato a stretto contatto con i nostri clienti per comprendere come il robot potesse supportare al meglio le loro applicazioni mission critical”, ha affermato Robert Playter, CEO di Boston Dynamics, azienda che è stata recentemente acquisita da Hyundai Robotics. “La loro necessità principale è quella di poter effettuare una raccolta dati affidabile in siti di lavoro remoti, pericolosi e dinamici”.

“Abbiamo sviluppato quindi i nuovi prodotti Spot tenendo presenti queste esigenze, con l’obiettivo di semplificare l’esecuzione regolare e remota delle ispezioni critiche, migliorando la sicurezza e le operazioni”.

L’azienda afferma inoltre, che al momento, nel mondo ci sono oltre 400 Spot al lavoro.

Spot Enterprise

La caratteristica più rilevante del nuovo modello Spot Enterprise, oltre a una CPU più potente progettata per eseguire algoritmi di autonomia più avanzati in futuro, è l’autoricarica completamente autonoma “a tempo indeterminato”, a differenza della versione precedente che prevedeva invece una carica di circa 90 minuti e la necessità di un’intervento manuale.

In pratica, la nuova versione del robot è in grado di comprendere quando deve recarsi alla “base” per fare il pieno di energia, senza bisogno del supporto di alcuna azione umana.

 

La stazione di ricarica funziona utilizzando “fiducial marker”, piccole immagini simili a codici QR che le telecamere di Spot possono identificare e utilizzare per orientarsi. Una volta che è sufficientemente vicino alla dock per vedere il suo indicatore, Spot è in grado di posizionarsi e abbassarsi, in modo che venga a contatto con i connettori di ricarica sul supporto. Lo stand include anche una connessione internet cablata, che rende più veloce e affidabile il caricamento dei dati dei sensori raccolti da Spot durante le sue esplorazioni.

È proprio questa autonomia aumentata ad alzare l’asticella del valore intrinseco di Spot Enterprise: la nuova dotazione consente dunque ispezioni più lunghe, in posizione remote, prive di staff, con la possibilità di individuare eventuali anomalie e intervenire su di esse, a distanza, gestendo le operazioni tramite browser.

Ricordiamo che il robot quadrupede è disponibile sul mercato al prezzo di 74.500 dollari (per la versione Explorer), mentre il prezzo della nuova versione Enterprise è disponibile su richiesta.

Spot Arm

La seconda novità in casa Boston Dynamics è Spot Arm, un arto robotico che si può montare sopra le fotocamere frontali del robot ed è attrezzato per operare sia tramite azioni semi-autonome che tramite telemanipolazione. Può afferrare, sollevare, trasportare, posizionare e trascinare.

È anche in grado di manipolare oggetti con movimenti limitati e può aprire e chiudere valvole, tirare leve e ruotare maniglie e pomelli in coordinamento con il suo corpo per aprire porte standard push and pull.

È funzionalmente simile all’arto che Boston Dynamics ha mostrato in altri video virali precedenti, ma Spot Arm è progettato in modo più robusto e pronto per essere utilizzato, nell’immediato futuro, con applicazioni ancora più evolute.

La scheda

  • Degrees of Freedom = 6 + gripper
  • Length (at full extension) = 984 mm (38.7 in)
  • Mass/Weight (including gripper) = 8 kg (17.6 lbs)
  • Max. Endpoint Speed = 10 m/s
  • Max. Lift Capacity measured at 22°C = Up to 11 kg (24.3 lbs)
  • Continuous Lift Capacity* (at 0.5 m extension) = 5 kg (11 lbs)
  • Max. Drag Capacity* (on carpet) = Up to 25 kg (55.1 lbs)
  • Total Mass/Weight = 39.7 kg (87.5 lbs)
  • Max. Reach Height = 1800 mm (70.9 in)
  • GRIPPER Depth = 90 mm (3.5 in)
  • Max Aperture = 175 mm (6.9 in)
  • Peak Clamp Force (at tip of opening) = 130 N
  • Integrated Sensors = ToF, IMU, 4K RGB
  • Accessory Port = Gigabit Ethernet, 50W power, camera sync (PPS)
  • Operating Temperature = -20°C to 45°C
  • Ingress Protection = Water and dust resistant

 

Spot Scout

Sul controllo da remoto entra in gioco l’ultima novità di Boston Dynamics: Scout, il primo software web-based del colosso statunitense, un plus per la gestione dei robot da qualsiasi posto del mondo, anche a migliaia di chilometri di distanza. Il sistema è progettato con un’interfaccia semplice che consente di eseguire missioni autonome pre-programmate e anche acquisire immagini nonché dati termici con l’utilizzo di Spot CAM + IR.

Scout funziona su connessioni a bassa velocità, perché Spot è progettato per essere distribuito in luoghi remoti come campi petroliferi offshore o miniere sotterranee, dove difficilmente sono presenti linee veloci. Zachary Jackowski, Chief Engineer di Boston Dynamics, spiega che il controllo di Spot richiede infatti, solo 3 Mbps.

Tale requisito di larghezza di banda ridotta si ottiene eseguendo il maggior numero possibile di elaborazioni pesanti in loco, sulla base di ricarica. Il sistema si basa su un server Boston Dynamics installato sulla stessa rete locale del robot per elaborare e comprimere i dati di Spot prima di inviarli su web.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Beatrice Elerdini

Giornalista di professione, reporter, copywriter, Social Media Manager e autrice di testi per la tv e il web. Da dieci anni lavoro su piattaforma Wordpress e mi nutro di SEO. Ogni giorno mi occupo di cronaca, attualità, economia e nuove tecnologie. Avete storie, notizie e curiosità da raccontare? Scrivetemi a biaraven@libero.it

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