Il Piano Strategico Horizon Europe 2021-2024: la Commissione accelera su transizione verde e digitale

La pandemia impone all’Europa di mettere l’acceleratore su transizione digitale e green: è quanto sottolinea la Commissione europea nel primo Piano Strategico Horizon Europe, un documento in cui la Commissione delinea le aree prioritarie di intervento per i prossimi 4 anni nell’ambito del programma Horizon Europe. Un cambio di passo dettato dalla pandemia e dalla necessità di rafforzare lo sforzo comunitario in ambito di transizione digitale, transizione ecologica e in ambito di politiche economiche e sociali: “Al fine di riflettere la necessità di accelerare queste transizioni dopo la pandemia Covid-19, il grado di investimento sarà notevolmente aumentato rispetto all’attuale periodo di programmazione e proporzionato al livello di ambizione della Commissione in questi settori”, si legge nel documento.

Il piano strategico mira a garantire che ricerca e innovazione contribuiscano alle priorità dell’UE, tra cui un’Europa climaticamente neutrale e verde, adatta all’era digitale, dove l’economia è al servizio delle persone.

Horizon Europe – lo ricordiamo – è il programma di interventi del budget complessivo di 95,5 miliardi di euro che ha come quadro di riferimento il periodo 2020- 2027, con cui l’Unione europea mira a favorire l’innovazione e la ricerca tra gli Stati membri, intervenendo su fattori di disparità tra i Paesi e su problemi sociali ed economici comuni all’Unione.

Il Piano Strategico Horizon Europe 2021 – 2024

Il documento è frutto di un’operazione che la Commissione definisce di “co-design”, che ha visto più di 8 mila osservazioni e contributi inviati da vari stakeholder europei attraverso il portale di Horizon Europe e raccolti attraverso attività di design in presenza svolte durante gli “European Research and Innovation Days” nel 2019.

Il Piano individua 4 principali orientamenti strategici che guideranno i programmi di ricerca e innovazione di Horizon Europe fino al 2024 e forniranno la base per costruire sinergie con altri programmi e fondi dell’UE, nonché investimenti nella ricerca e nell’innovazione a livello di Stati membri nel contesto dello Spazio europeo della ricerca.

Nello specifico, gli orientamenti individuati sono:

  • Promuovere un’autonomia strategica aperta, guidando lo sviluppo di tecnologie digitali chiave, abilitanti ed emergenti, settori e catene di valore per accelerare e guidare le transizioni digitali e verdi, attraverso tecnologie e innovazioni incentrate sull’uomo
  • Ripristinare gli ecosistemi e la biodiversità dell’Europa e gestire in modo sostenibile le risorse naturali per garantire la sicurezza alimentare e un ambiente pulito e sano
  • Fare dell’Europa la prima economia circolare, climaticamente neutrale e sostenibile abilitata dal digitale, attraverso la trasformazione dei suoi sistemi di mobilità, energia, costruzione e produzione
  • Creare una società europea più resiliente, inclusiva e democratica, preparata e reattiva alle minacce e ai disastri, affrontando le disuguaglianze e fornendo un’assistenza sanitaria di alta qualità, e mettendo in grado tutti i cittadini di contribuire alle transizione verde e digitale

Il Piano valuta, inoltre, gli impatti di ciascun orientamento sui vari cluster tematici individuati, che sono: salute; cultura, creatività e società inclusiva; sicurezza per la società civile; industria digitale e spazio e clima, energia e mobilità.

Horizon Europe, i  partenariati, le missioni e i temi trasversali

Inoltre, il documento identifica un numero totale di 29 partenariati co-programmati e co-finanziati con partner dei governi nazionali, dell’industria e delle organizzazioni della società civile, che vanno ad aggiungersi alle altre 10 annunciate dalla Commissione europea lo scorso 23 febbraio, con lo scopo di migliorare la preparazione e la risposta dell’Ue alle malattie infettive, sviluppare aerei efficienti a basse emissioni di carbonio per un’aviazione pulita, sostenere l’uso di materie prime biologiche rinnovabili nella produzione di energia, di garantire la leadership europea nelle tecnologie e nelle infrastrutture digitali e di rendere più competitivo il trasporto ferroviario.

Partnership che aiuteranno l’Unione ad affrontare le 5 missioni prioritarie individuate dalla Commissione, che rappresentano le sfide più impellenti che l’Unione si troverà ad affrontare nei prossimi 4 anni: la lotta al cancro; l’adattamento ai cambiamenti climatici; la protezione degli oceani; il raggiungimento della neutralità climatica e la creazione di città sempre più intelligenti; protezione del suolo e cibo sano.

Alle missioni vanno aggiunti, inoltre, 8 temi specifici individuati dal Piano Strategico, ovvero ambiti trasversali rilevanti a tutte le componenti del programma, che sono:

  • parità di genere e inclusività, importante anche alla luce delle conseguenze della pandemia, della violenza online, dell’intelligenza artificiale e della robotica, o della mitigazione e dell’adattamento al cambiamento climatico, che colpiscono in maniera più ampia e violenta le donne e i membri delle minoranze
  • etica e integrità, nel rispetto del Codice europeo per l’integrità della ricerca. Il Piano Strategico ribadisce, infatti, che i progetti e i partenariati finanziati dal Horizon Europe devono rispettare i principi fondamentali dell’Unione. Inoltre, il programma affronterà i temi etici legati allo sviluppo delle tecnologie della robotica e dell’intelligenza artificiale, analizzandone gli impatti sulla società
  • diffusione e valorizzazione su larga scala dei risultati delle ricerche e della conoscenza appresa attraverso i vari progetti di Horizon Europe
  • effettiva integrazione delle scienze sociali e umane in tutti i cluster, comprese tutte le missioni e i partenariati
  • la ricerca verrà portata avanti seguendo i principi della open science, in un’ottica di trasparenza e vicinanza e collaborazione
  • focus sulle tecnologie abilitanti (key enabling technologies). Ogni cluster svilupperà e applicherà tecnologie abilitanti ed emergenti, al fine di rispondere alle sfide relative alle missioni prioritarie individuate e a consolidare la competitività e la leadership europea in queste tecnologie
  • social innovation, ossia combinare le nuove capacità tecnologiche con nuove pratiche organizzative o sociali
  • tassonomia europea, con i principi introdotti dalla EU Taxonomy Regulation del giugno 2020, fornisce una “lista verde” di attività economiche sostenibili e introduce il principio del “non nuocere”, secondo il quale i progetti di recupero possono essere finanziati solo se sono in linea con le ambizioni verdi dell’Unione europea. Poiché il piano strategico definisce questo principio come una questione orizzontale per Horizon Europe, esso sarà rispettato in tutte le sue attività di ricerca e innovazione

Il programma mira, inoltre, a ridurre il divario in materia di ricerca e innovazione tra i Paesi europei, incoraggiando la partecipazione allo Spazio europeo della ricerca (SER), attraverso un’ampia gamma di misure per sostenere i Paesi con un basso livello di R&I e con il coordinamento e il sostegno di alcuni centri e strumenti europei (come abbiamo spiegato in questo articolo).

Piano Strategico Horizon Europe, implementazione e prossimi passi

La strategia di implementazione del programma Horizon Europe si basa su 3 pilastri: l’eccellenza nelle scienze (che si fonda sulla rete di centri e strumenti europei a sostegno della ricerca sopra menzionati), sfide mondiali e competitività industriale europea, e un’Europa più innovativa.

Il Piano Strategico elaborato dalla Commissione, pur tenendo conto degli obiettivi e degli strumenti considerati in tutti e 3 i pilastri, si concentra maggiormente sul secondo, considerato di maggiore urgenza alla luce delle sfide sollevate dalla pandemia e dei suoi effetti sui Paesi membri.

Le priorità stabilite nel piano strategico di Horizon Europe saranno attuate con opportunità di finanziamento per le attività di ricerca e innovazione, attraverso inviti a presentare proposte e argomenti tematici. I primi inviti saranno lanciati nella primavera del 2021 e saranno presentati agli European Research and Innovation Days, il 23-24 giugno.

Horizon Europe, il via libera del Consiglio Europeo

Nella giornata di martedì 16 marzo è giunto anche il via libera del Consiglio, che apre la strada alla rapida adozione in seconda lettura della proposta di regolamento che istituisce Horizon Europe.

Il regolamento stabilisce la struttura e gli obiettivi del programma, il bilancio, le forme di finanziamento dell’Unione e le regole di erogazione dei finanziamenti. Esso prevede che il 35 % della spesa per azioni finanziate nell’ambito del programma debba contribuire agli obiettivi climatici. Disciplina inoltre la cooperazione internazionale tra l’UE e i paesi terzi nel settore della ricerca e dell’innovazione.

“Grazie all’adozione in data odierna della posizione del Consiglio manca ormai solo un ultimo passo all’adozione definitiva del più ambizioso programma di ricerca e innovazione dell’UE di sempre. Ai nostri ricercatori vengono forniti gli strumenti necessari perché possano dare il loro prezioso contributo a una ripresa economica resiliente dopo la crisi COVID-19 e alla rapida transizione verso un’economia verde e digitale”, commenta Manuel Heitor, ministro portoghese della Scienza, della tecnologia e dell’istruzione superiore.

In linea con l’accordo politico raggiunto lo scorso dicembre tra i co legislatori, il Parlamento europeo dovrebbe approvare la posizione del Consiglio in prima lettura nell’aprile 2021. Il regolamento sarà quindi considerato formalmente adottato e si applicherà retroattivamente dal 1 gennaio 2021.

Il Pdf

Per maggiori dettagli sul Piano Strategico, gli allegati e la lista di tutti i partenariati, fare riferimento al documento completo, disponibile al momento solo in inglese.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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