IPCEI Salute, aperta la call per progetti innovativi per un’industria farmaceutica e medicale più resiliente

Realizzare l’autonomia industriale nel settore strategico della salute, assicurando all’Italia e all’Unione europea una filiera integrata tra le imprese capace di sviluppare e produrre prodotti altamente innovativi: è quanto prevede l’Importante Progetto di Interesse Comune Europeo (IPCEI) sulla salute, guidato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative di politica industriale promosse dal nostro Paese insieme con gli altri Stati membri della Ue e la Commissione Europea. Un ambito in cui il Governo ha già avviato diverse iniziative, come la creazione della Fondazione Enea Tech e Biomedical – per sostenere gli investimenti in ricerca e trasferimento tecnologico nel nostro Paese – e incontri bilaterali con il Commissario Ue Breton e altri rappresentanti degli Stati membri.

Lo strumento dell’IPCEI consente agli Stati membri di sostenere, in deroga alla normativa sugli aiuti di Stato, progetti altamente innovativi finalizzati allo sviluppo e realizzazione di prodotti e/o processi, alle condizioni poste dalla Comunicazione della Commissione Europea relativa ai criteri per l’analisi della compatibilità con il mercato interno degli aiuti di Stato destinati a promuovere l’esecuzione di importanti progetti di comune interesse europeo.

Gli IPCEI, ricordiamo, sono uno degli strumenti previsti dalla strategia industriale europea per incrementare la resilienza e l’indipendenza del mercato unico nell’ambito delle catene strategiche del valore. Nel settore della salute, l’obiettivo è quello di assicurare all’Italia e all’Unione Europea la creazione di competenze e capacità industriali e tecnologiche tali da rafforzare l’autonomia strategica di ricerca e produzione nonché la competitività nel panorama internazionale.

Un ambito su cui il Mise intende fare dell’Italia un punto di riferimento in Europa. “L’industria farmaceutica italiana si candida ad essere punto di riferimento a livello europeo. Vogliamo realizzare un progetto comune di interesse Ue nell’ambito del settore della salute perché l’emergenza Covid ci ha fatto capire quanto sia prioritario lanciare un piano straordinario di sostegno agli investimenti, in cui le imprese italiane potranno svolgere un ruolo di prima fila grazie alle loro capacità e competenze”, commenta il Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti.

IPCEI Salute, i progetti candidabili

A partire dal 19 gennaio e fino al 22 febbraio 2022, i soggetti interessati sono invitati a presentare formale manifestazione di interesse per progetti rispondenti a uno o più degli obiettivi individuati (a titolo esemplificativo e non esaustivo).

Tra questi vi è la prevenzione e contrasto alle crisi sanitarie e alla diffusione di malattie altamente prevalenti e/o a carattere emergenziale e che necessitano di nuove cure (cardiovascolari, oncologiche, degenerative, infettive e genetiche), grazie a bio-nanotecnologie avanzate per lo sviluppo di vaccini e adiuvanti innovativi, dispositivi medici, principi attivi e farmaci di natura chimica, biologica e biotecnologica, anche in ottica di reshoring industriale e di rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale ed europea

Un ambito molto importante per l’Europa, che ha fatto della lotta contro il cancro una delle missioni strategiche su cui si concentrerà il programma Horizon Europe nei prossimi due anni.

Altro ambito di intervento riguarda l’innovazione di prodotto e medicina personalizzata, attraverso progetti atti a sviluppare e produrre dispositivi medici e test diagnostici, farmaci a base di macromolecole biologiche e composti chimici e relativi sistemi di delivery, terapie cellulari per immunoterapia e medicina rigenerativa.

I progetti dovranno essere finalizzati a rendere possibili nuovi approcci di ricerca, diagnosi e cura (inclusi piattaforme di precision medicine per studi clinici decentralizzati e internazionali), con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario in Italia e in Europa.

La lista di progetti candidabili include anche quelli riferiti all’innovazione nei processi produttivi attraverso progetti di alta sostenibilità e digitalizzazione (come smart manufacturing, Industria 4.0, robotica, drug screening and repurposing), che determinano incremento di capacità produttiva, valore aggiunto e competitività, riduzione dei costi e tempi di R&S e nella produzione.

Vi è poi l’ambito della resistenza agli antimicrobici – ossia la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti antimicrobici – con progetti di ricerca e produzione finalizzati ad aumentare le opzioni terapeutiche, migliorare l’accesso alla terapia, rafforzare il sistema sanitario in Italia e in Europa.

Infine, l’ambito della salute digitale intende richiamare progetti rivolti allo sviluppo di piattaforme e di Intelligenza Artificiale per la R&S, digital therapeutics, analisi Real World Data a fini di prevenzione e miglioramento dell’accesso e dei percorsi di cura in Italia e in Europa.

Le modalità di partecipazione

Gli interessati possono inviare la propria manifestazione di interesse alla pec dgpiipmi.div05@pec.mise.gov.it, entro e non oltre il 28 febbraio 2022.

Le richieste devono includere alcuni documenti redatti in lingua inglese, tra cui il “project portfolio”, ovvero il documento illustrativo del progetto, che deve riportare in modo chiaro, tra gli altri, l’ubicazione dell’unità produttiva oggetto dell’investimento, le caratteristiche principali del progetto, gli obiettivi concreti posti, la descrizione dello stato dell’arte a livello mondiale dell’ambito in cui si interviene e come si intende superarlo.

A queste informazioni devono seguire: la definizione del workplan con i relativi costi che l’impresa dovrà sostenere dall’inizio del progetto e per tutta la durata dello stesso, fino al termine della fase di produzione di massa; l’entità dei costi ammissibili e dell’aiuto richiesto per il progetto; la data di inizio e di fine del progetto; gli effetti di ricaduta positiva per la filiera e per il resto dell’UE (spillover) e lo scenario alternativo in caso di mancato finanziamento pubblico del progetto.

Oltre al “project portfolio” le imprese interessate devono inviare la “scheda progetto”, debitamente sottoscritta, con le informazioni di sintesi richieste, il nominativo, telefono e mail standard del/dei responsabile/i del progetto per i successivi contatti.

Nel caso di più imprese che desiderano presentare un progetto integrato, ogni impresa che intenda richiedere il finanziamento pubblico deve singolarmente presentare la propria manifestazione di interesse, allegando il proprio Project Portfolio e la propria Scheda Progetto (o più schede, se i progetti sono molteplici), illustrando chiaramente il proprio contributo al progetto integrato e citando tutti gli altri partecipanti al progetto integrato, che a loro volta presenteranno la propria manifestazione di interesse con i propri documenti.

Da sottolineare che l’invito a manifestare interesse non è accompagnato da alcun sostegno finanziario: il progetto proposto potrà essere finanziato dalle autorità italiane solo se entrerà a far parte di un IPCEI nell’ambito di questa iniziativa, e in ogni caso solo se considerato di rilevante interesse nazionale.

L’aiuto potrebbe in tal caso raggiungere il 100% dei costi ammissibili, ovvero quelli elencati nell’allegato alla comunicazione della Commissione sui criteri per l’analisi della compatibilità con il mercato interno degli aiuti di Stato destinati a promuovere la realizzazione di importanti progetti di comune interesse europeo, entro i limiti del funding gap.

“L’IPCEI sulla salute – conclude Giorgetti – è un primo concreto passo in avanti nella definizione di una strategia comune europea in cui l’Italia riveste un ruolo molto importante sia a livello industriale sia in termini di trasferimento tecnologico in un settore di frontiera come quello farmaceutico e medicale”.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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