Lotta al cambiamento climatico e alle diseguaglianze sociali, il programma per la sostenibilità di Schneider Electric supera gli obiettivi prefissati

Una riduzione delle tonnellate di CO2 emesse di 84 milioni, accesso a energia pulita e sicura per 4 milioni di persone e più inclusione nella forza lavoro interna: sono alcuni dei risultati raggiunti nel 2021 da Schneider Sustainability Impact (SSI), il programma di sostenibilità di Schneider Electric.

Il programma – lanciato a gennaio 2021, nello stesso giorno in cui Schneider Electric era stata indicata da Corporate Knights come l’azienda più sostenibile del mondo – è pensato per moltiplicare l’impegno di Schneider nella lotta al cambiamento climatico e alle diseguaglianze sociali, promuovendo 11 obiettivi di trasformazione globali cui si affiancano molti impegni presi a livello locale.

I risultati del 2021 fanno ben sperare per il raggiungimento dei target fissati per il 2025: l’azienda ha infatti registrato un punteggio SSI di 3,92 su 10, che supera il target di 3,75 punti che si era prefissata per il 2021.

Sostenibilità ambientale, i risultati raggiunti nel 2021

In materia di sostenibilità ambientale e lotta ai cambiamenti climatici, l’azienda si è prefissata per i prossimi anni i seguenti obiettivi:

  • raggiungere la neutralità carbonica delle operazioni entro il 2025 (con compensazione di Co2)
  • emissioni nette di Co2 equivalenti a zero (senza compensazione) entro il 2030
  • creare catene del valore end-to-end carbon neutral entro il 2040
  • portare le emissioni di CO2 della propria catena di fornitura a zero (senza compensazioni di CO2) entro il 2050

Per raggiungere questi obiettivi, l’azienda ha implementato programmi mirati, come il programma Energize, lanciato ad ottobre 2021 con l’obiettivo di incrementare l’accesso all’energia rinnovabile nelle supply chain di 10 aziende farmaceutiche globali.

Un programma che si aggiunge al progetto The Zero Carbon Project, lanciato dall’azienda nell’aprile del 2021 per dimezzare le emissioni di anidride carbonica lungo la catena di fornitura di Schneider Electric, coinvolgendo 1.000 tra i più importanti fornitori dell’azienda.

Il programma ha portato alla riduzione dell’1% delle emissioni prodotte dai fornitori coinvolti nel 2021, con l’obiettivo di arrivare al 50% entro il 2025.

Per quanto riguarda i clienti, l’utilizzo della piattaforma e del pacchetto di servizi legato a EcoStruxure di Schneider Electric ha permesso di hanno aiutato i clienti a ridurre di 84 milioni di tonnellate le emissioni di CO2 – che si aggiunge alle 347 milioni di tonnellate evitate o ridotte dal 2018 – con l’obiettivo di arrivare a 800 milioni di tonnellate nel 2025.

L’azienda ha inoltre intensificato i suoi sforzi per quanto riguarda l’utilizzo di materiali green nei propri prodotti: il 2021 ha infatti visto un aumento dell’11% di questi materiali, con l’obiettivo di arrivare al 50% entro il 2025, mentre il 21% dei packaging primari e secondari è realizzato senza l’utilizzo di plastica monouso (l’obiettivo per il 2025 è di raggiungere il 100%).

I traguardi raggiunti nella sostenibilità sociale

Ma non è solo verso l’ambiente che l’azienda orienta i suoi sforzi di cambiamento in ottica sostenibile: nel programma di sostenibilità di Schneider Electric sono infatti presenti obiettivi e azioni rivolte alla sostenibilità sociale. Questa riguarda sia l’aumento della soddisfazione della forza lavoro interna che azioni rivolte alla società.

Per affrontare il divario energetico, l’azienda sviluppa e sostiene progetti di elettrificazione rurale, dalle lanterne solari e sistemi di elettrificazione domestica ai lampioni e microgrid. In questo campo di azione, grazie ai progetti implementati nel 2021, l’azienda ha permesso a 4 milioni di persone che vivono in aree rurali di accedere ad energia pulita e sicura, con l’obiettivo di raggiungere 50 milioni entro il 2025.

Inoltre, nel 2021 organizzazioni gestite localmente da Schneider Electric hanno lanciato oltre 200 iniziative per creare cambiamenti positivi.

Internamente, l’azienda è impegnata nel promuovere diversità e inclusione. Attualmente, il comitato esecutivo di Schneider Electric vede la presenza di sette donne su 16 membri e anche il team manageriale è uno dei più equilibrati dal punto di vista del genere nel settore.

Il piano di sostenibilità dell’azienda prevede che entro il 2025, le donne rappresenteranno il 50% dei nuovi assunti, il 40% dei manager di prima linea e il 30% dei senior leader.

Inoltre, al 2021, la Fondazione Schneider Electric ha aiutato le organizzazioni non governative locali di cui è partner a formare 300.000 persone sulla gestione dell’energia, con l’obiettivo di raggiungere 1 milione entro il 2025.

La strategia di sostenibilità dell’azienda passa anche per la formazione delle future generazioni di lavoratori. In questo ambito, l’azienda ha implementato due programmi: Schneider Global Student Experience, attraverso cui fornisce ai giovani un percorso di formazione nella gestione dell’energia e nell’automazione, con l’obiettivo anche di raddoppiare entro il 2025 le opportunità di assunzione per gli stagisti e gli studenti appena laureati (nel 2021 l’auemento è stato dell’1,25) e il programma Schneider Go Green, che incoraggia  la prossima generazione di innovatori a dare vita alle loro idee, attraverso un programma di mentoring e di premi per le idee migliori.

“Siamo una impact company, quindi lavoriamo per fare davvero la differenza e abbiamo alzato l’asticella del nostro impegno quando abbiamo fissato i nostri impegni di sostenibilità per il 2025. I risultati del primo anno sono incoraggianti e ci hanno messo sulla buona strada rispetto agli obiettivi del quinquennio“, commenta Oliver Blum, Chief Strategy and Sustainability Officer.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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