Poli europei di innovazione digitale, ecco la lista degli EDIH italiani promossi (e di quelli bocciati)

Sono stati selezionati i progetti italiani che andranno a costituire la nascitura rete degli EDIH – European Digital Innovation Hub, le realtà a cui la Commissione Europea ha deciso di affidare “il compito di assicurare la transizione digitale dell’industria, con particolare riferimento alle PMI, e della pubblica amministrazione attraverso l’adozione delle tecnologie digitali avanzate, Intelligenza Artificiale, Calcolo ad Alte Prestazioni, Sicurezza Informatica”, come riportato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

La procedura di selezione era stata avviata nell’agosto 2020 a livello nazionale; 41 progetti avevano poi avuto accesso alla call ristretta promossa direttamente dalla Commissione Europea.

Si conclude così il primo percorso di selezione, con l’individuazione sia dei progetti che saranno finanziati al 50% dall’Europa, tramite le risorse del Digital Europe Programme, e al 50% dall’Italia, sia degli altri progetti di comprovata qualità, che per ragioni di graduatoria non risultano vincitori, ma che ricevono comunque il “seal of excellence” e saranno finanziati al 50% dall’Italia (il restante 50% dovranno procurarselo sul mercato).

Specifichiamo che le informazioni contenute in questo articolo fanno riferimento a documenti non ancora di pubblico dominio ma di cui abbiamo potuto prendere visione. Fino all’ufficialità quindi questa lista va presa con le dovute cautele.

AGGIORNAMENTO DEL 16/6/2022 – Nel pomeriggio del 16 giugno la Commissione Europea ha inviato ai 41 candidati le lettere contenenti il giudizio sui progetti e, per i progetti finanziati, la conferma delle risorse potenzialmente concesse. A quanto ci risulta la classifica che avevamo pubblicato in anteprima – e che trovate nei prossimi paragrafi – è confermata.

Il 17 giugno la Commissione ha poi ufficializzato il numero dei poli sopra soglia per ciascun paese (cioè di tutti quelli che avranno il Seal of Excellence, una parte dei quali sarà finanziata). In Italia si confermano 30 progetti su 41 sopra soglia, confermando i dati di questa anteprima.

Prima di presentarvi i progetti, ricordiamo che agli EDIH era richiesto di avere preferibilmente una chiara connotazione territoriale oppure attestarsi su livello nazionale con competenze in uno di questi tre ambiti: intelligenza artificiale, cyber security e calcolo ad alte prestazioni (HPC).

La valutazione da parte della commissione è stata fatta secondo tre criteri: pertinenza (relevance), implementazione e impatto. Occorreva inoltre l’esistenza di almeno una proposta per paese incentrata sull’intelligenza artificiale (AI) nonché la più ampia possibile copertura geografica, tecnologica e settoriale delle proposte all’interno di ciascun Paese.

I 13 EDIH che saranno finanziati al 100%

Il dato ufficiale conferma quindi che sono 30 i progetti italiani che hanno passato il vaglio della selezione europea. L’ammontare complessivamente richiesto come finanziamento da questi progetti è di 73,8 milioni di euro: la cifra più alta in Europa, seguita dai 50 milioni dei 23 progetti sopra soglia della Spagna e dai 48 milioni dei 19 progetti sopra soglia della Germania.

Di questi 13 saranno finanziati al 100% (50% dall’Europa e 50% dall’Italia), mentre gli altri 17 riceveranno solo il finanziamento del 50% dall’Italia.

Tornando ai primi 13, la Commissione affiderà loro entro il 22 novembre 2022 il contratto di sovvenzione per i primi 36 mesi con la possibilità, a seguito di una valutazione della Commissione stessa, di estenderne la durata di ulteriori 48 mesi.

Ve li presentiamo brevemente.

  • DIHcube – è l’EDIH promosso dall’Ance e incentrato quindi sul settore dell’edilizia, con valenza nazionale.
  • Cetma DihSme – è l’EDIH nazionale coordinato da Cetma con focus sull’ingegneria dei materiali e indirizzato al Centro Sud (Puglia e Basilicata)
  • ER2digit è l’EDIH dell’Emilia Romagna capitanato dalla Regione
  • MicroCyber è l’EDIH capeggiato dall’Ente Nazionale per il Microcredito, con focus sul Mezzogiorno (Sicilia, Calabria, Campania, Basilicata, Sardegna, Puglia, Molise)
  • HSL (Heritage SmartLab) è il progetto capitanato da Basilicata Creativa (industrie culturali e creative)
  • Dante è l’EDIH promosso dal Cluster Tecnologico Nazionale “Smart Living Technologies” SMILE
  • EDIH4Marche è l’iniziativa capitanata dal DIH Marche di Confindustria e gran parte delle associazioni territoriali rivolte alle imprese
  • Chedih – Circular Health European Digital Innovation Hub è il progetto focalizzato sui settori Salute e Agroalimentare promosso dall’Università di Torino e dedicato a Piemonte e Valle d’Aosta
  • i-NEST è un progetto nazionale in ambito telecomunicazioni promosso dal CNIT
  • Toscana X.0 è l’EDIH territoriale toscano capitanato da GATE4.0 Distretto Regionale Toscano al cui interno ci sono, tra gli altri, il DIH di Confindustria
  • P.R.I.D.E. – Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta è l’EDIH campano il cui promotore è il Campania Digital Innovation Hub (ma c’è anche il competence center Meditech)
  • Artes 5.0 è un progetto nazionale capitanato dal Competence Center Artes 4.0 con focus su Industria e PA
  • Expand è il progetto sulla manifattura capitanato dal Competence Center CIM 4.0 e riferito ai territori di Piemonte e Valle d’Aosta

I settori coperti dai 13 progetti vincitori sono

Gli ambiti tecnologici coperti risultano essere i seguenti

Gli EDIH che hanno ricevuto il Seal of Excellence

Questi invece i 17 progetti che hanno ricevuto il Seal of Excellence, cioè che sono stati considerati di qualità, ma che non saranno finanziati dalla UE. Riceveranno, come anticipato, un contributo dal Governo nazionale. Non è escluso l’intervento di altre realtà (es. le Regioni) a coprire un’altra parte del costo del progetto.

  • AI Magister è un progetto nazionale che ha come capofila la società di consulenza Profima
  • Edih L, il progetto della Lombardia con all’interno il Competence Center MADE
  • HD-Motion, progetto nazionale focalizzato sui Trasporti
  • UDD, la proposta dell’Umbria
  • Birex ++, la proposta nazionale sulla manifattura sostenibile con capofila il Competence Center Bi-Rex
  • Edih4DT, l’Edih per il settore pubblico del Sud Italia
  • DMH, la proposta per l’Italia costiera e il settore marittimo
  • DIS-HUB, il progetto dell’Alto Adige
  • AI-Pact, progetto nazionale dedicato al settore pubblico.
  • SharD-Hub, la proposta sarda
  • Innova, progetto nazionale per la PA
  • Pics2, progetto pugliese per diversi settori (Steel, Shipbuilding, Petrochemistry, Aerospace, Agrifood, Logistics) con focus sulla cyber security
  • EDIHAMo, proposta di Abruzzo e Molise
  • ROME Digital Hub, Edih laziale
  • Dips, la proposta di Trento sulla Sanità
  • Ap-Edih, un’altra proposta per la Puglia
  • Damas, progetto nazionale per Automotive e Aerospace.

Gli 11 esclusi

I progetti che invece sono risultati sotto la soglia e che quindi non riceveranno il Seal of Excellence sono:

  • Nest (Lazio, Umbria, Abruzzo)
  • Amave (Liguria)
  • Cure (Lazio)
  • Neural (Veneto)
  • InnovAction (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Campania, Sardegna)
  • LAiCy InnCal (Calabria)
  • CATCH atMIND (Lombardia)
  • PAI (Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Valle d’Aosta)
  • IP4FVG EDIH (Friuli Venezia Giulia)
  • Podio (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia)
  • ITH (Nazionale)

Che cosa fanno gli EDIH

Nella visione della Commissione Europea gli European Digital Innovation Hub funzioneranno come “sportelli unici che aiuteranno le aziende a rispondere in modo dinamico alle sfide digitali e a diventare più competitive”.

Lo faranno fornendo accesso a competenze tecniche e innovazioni sperimentali, nonché la possibilità di “testare prima di investire” (test before invest). Gli EDIH dovranno così aiutare le aziende a migliorare i processi, i prodotti o i servizi aziendali/di produzione utilizzando le tecnologie digitali.

Tra le altre attività che svolgeranno, ci saranno servizi di consulenza finanziaria, formazione e sviluppo delle competenze necessari per la trasformazione digitale. Dovranno inoltre aiutare le imprese ad affrontare le questioni ambientali, in particolare per quanto riguarda il consumo di energia e le basse emissioni di carbonio.

Gli European Digital Innovation Hub saranno anche una sorta di “agenzia” attraverso la quale l’UE potrà assegnare ulteriori risorse a supporto della digitalizzazione delle PMI.

In sintesi quindi forniranno

  • servizi di testing e sperimentazione, assessment digitale e brokeraggio tecnologico
  • individuazione di finanziamenti pubblici e privati
  • servizi di formazione del personale

Le reazioni

I rumors relativi ai progetti selezionati hanno suscitato, negli scorsi giorni, non poche polemiche tra gli addetti ai lavori. La “mappa” dei progetti selezionati taglia fuori alcuni territori ricchi di imprese potenziali destinatarie dei servizi degli EDIH, Lombardia e Triveneto in testa.

Inoltre viene rilevato come i progetti nazionali selezionati non abbiano un focus sulla manifattura, che pure è uno dei settori considerati tra i principali beneficiari delle iniziative degli EDIH insieme a agrifood, cultural heritage, turismo e Pubblica Amministrazione.

La selezione fatta effettivamente sembra premiare o i progetti a forte connotazione territoriale (Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania, Piemonte e Valle d’Aosta, Basilicata) oppure progetti nazionali con focus su ambiti extra manifatturiero. Forse nella convinzione che il presidio sulla digitalizzazione delle aziende manifatturiere sia adeguatamente offerto dalla rete degli 8 Competence Center già esistenti.

Le proteste del Veneto

L’esclusione della proposta veneta Neural, guidata dal Competence Center Smact con le quattro università regionali, Confindustria, Confartigianato, Confcommercio, Unioncamere, i parchi tecnologici regionali T2i e Galileo, InfoCamere, Intesa Sanpaolo ed Eit Manufacturing, e di quella friulana IP4FVG hanno causato una veemente protesta in forma di lettera inviata al Ministero dello Sviluppo Economico e firmata dal professor Fabrizio Dughiero, presidente del comitato di gestione di Smact, e dai rappresentanti di Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Unioncamere.

“Abbiamo lavorato alacremente con questi partner e con il network esteso per redigere una proposta al servizio delle PMI del territorio”, scrivono. Con la graduatoria preliminare “le PMI venete resteranno senza supporto”.

Infatti – spiegano – le cordate vincitrici “si possono caratterizzare o come a impatto esclusivo in altre regioni o con dichiarato impatto nazionale ma viziate da almeno una delle seguenti mancanze: non hanno presenza fisica qualificata sul territorio veneto potendo vantare tipicamente una rete esclusivamente commerciale e non già le richieste professionalità operative di accompagnamento all’innovazione; non hanno infrastrutture di “test before invest” sul territorio veneto, elemento questo essenziale per concretizzare l’interesse delle PMI locali che certo non possono permettersi grandi investimenti logistici; non rispondono ai settori prevalenti dell’imprenditoria veneta che ricordiamo essere manifatturiero, agroalimentare, tessile e turismo, oltre a commercio e terziario ad elevato valore aggiunto”.

La soddisfazione di Artes 5.0, Pride e dei progetti piemontesi

Di segno opposto le reazioni di alcuni dei progetti premiati.

Uno dei 13 è il progetto Pride – Polo Regionale per l’Innovazione Digitale Evoluta. Capofila dell’iniziativa è il Campania Digital Innovation Hub, ma del progetto fanno parte anche il Competence Center MedITech, il Centro Regionale di Competenza nell’ICT CERICT e il CNR con l’Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni.

“La Commissione europea – commenta Angelo Giuliana, Direttore Generale di Meditech – ha premiato la portata innovativa del progetto Pride, un riconoscimento importante per il territorio e per le nostre imprese. Il vero valore aggiunto è rappresentato dalla sinergia creatasi tra i diversi attori coinvolti, uniti dall’obiettivo di favorire la diffusione e l’adozione della cultura e delle tecnologie 4.0 da parte delle PMI”.

Piero Salatino, Presidente MedITech, aggiunge: “La positiva valutazione del progetto Pride è un riconoscimento della qualificazione di una compagine che assortisce competenze e vocazioni complementari. MedITech, uno degli otto Centri di Competenza I4.0 accreditati dal MISE sul territorio nazionale, apporta al progetto Pride la cospicua dote di un ecosistema della innovazione costituito dal partenariato di 8 Università, 22 grandi player industriali, oltre 100 piccole e medie imprese a forte vocazione innovativa. Una missione che si concretizza nelle funzioni di hub, di service provider, di abilitatore tecnologico e di agenzia per il supporto a progetti di innovazione”.

Altro competence center che festeggia l’esito del bando è Artes 4.0, che ha coordinato la proposta Artes 5.0 – Restart Italy.

“Un risultato eccezionale – dichiara Paolo Dario, Direttore Scientifico di Artes 4.0 e coordinatore della proposta – che mette insieme 3 Competence Center, non solo Artes 4.0, ma anche Start 4.0 e MediTech, grandi reti accademiche, come I-Rim e Cini, e Sikelia per il Sud, che si è aggregata alla nostra proposta dopo aver superato la prima fase di selezione, oltre a vari altri partner strategici. L’Edih offrirà a imprese e PA italiane ed europee formazione, accesso a investimenti per l’innovazione e strutture tecniche avanzate per il Test Before Invest, superando barriere culturali e geografiche. Una grandissima opportunità per la competitività e lo sviluppo del Paese, e per la crescita del Sud e delle aree mediterranee”.

Ha di che festeggiare anche il Piemonte, che registra due progetti finanziati al 100% che sono Expand (Extended Piedmont and Aosta valley Network for Digitalization), coordinato dal CIM4.0, e Chedih (Circular Health EDIH),  coordinato dall’Università di Torino, e uno al 50%, HD Motion, coordinato dal Politecnico di Torino.

“Il Piemonte ha saputo lavorare molto bene in squadra, collaborando in modo efficace e presentando tre progettualità complementari che siamo convinti supporteranno in modo determinante le piccole e medie imprese di un territorio che non ha confini, visto che l’ecosistema di riferimento oltre alla nostra regione comprende anche la Valle d’Aosta e indirettamente l’intero Paese. Ora la strada è tracciata, occorre tempestivamente mettere a terra procedure e azioni finalizzate all’operatività dei 3 Hub Europei a partire da settembre” ha dichiarato Enrico Pisino, CEO di CIM4.0.

“Questo risultato mostra la capacità dell’Università di Torino di combinare tutte le sue diverse competenze (dall’informatica alla medicina, dall’agrifood al management) e di orchestrare i diversi attori del territorio. I tre EDIH permetteranno al territorio piemontese di entrare in un programma europeo di vasta portata, Digital Europe, e metteranno in contatto PMI e PA locali con il resto dell’Europa” ha aggiunto il prof. Stefano Geuna, Rettore dell’Università di Torino.

“Anche per rapporto al resto d’Italia, il risultato eccezionale conseguito dal nostro territorio con le due università torinesi e il competence center CIM4.0 in questa selezione europea per l’individuazione degli Europea Digital Innovation Hub, non può che rallegrarci e confortarci lungo il cammino intrapreso nel costruire per Torino e il Piemonte un sistema dell’innovazione di eccellenza e livello mondiale. Si uniscono nuove frecce al nostro arco per creare start-up, rilanciare le nostre imprese e attrarne di nuove” ha dichiarato il prof. Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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