INNOVAZIONE

L’AI nel futuro dell’industria, Taisch (MADE): ‘Ecco come aiutiamo le PMI a superare l’AI divide’



Indirizzo copiato

L’evoluzione strategica del MADE verso il 2026 (e oltre) e la visione del presidente Marco Taisch. Ecco come il Competence Center aiuterà le PMI a mettere, in maniera pragmatica, l’intelligenza artificiale al centro dei processi e dei prodotti.

Pubblicato il 27 dic 2025



Marco Taisch, Presidente MADE
Marco Taisch, Presidente MADE



“Il MADE è una palestra, una sandbox dove le imprese possono provare e testare le soluzioni prima di portarle sul mercato. E continuerà a porsi come un luogo di incontro e di scambio, un cultural center dove le idee possono nascere e crescere, dove le sinergie possono svilupparsi, dove le imprese possono trovare le risposte e il supporto di cui hanno bisogno per affrontare il futuro con successo”. Così Marco Taisch, Presidente di MADE Competence Center, definisce l’identità di un’organizzazione che nel 2025 ha gestito circa 240 progetti di innovazione per un valore complessivo di 14 milioni di euro.

E le idee per il prossimo biennio sono chiare: evitare che la rapidità dell’evoluzione tecnologica crei una frattura insanabile tra grandi player e tessuto produttivo minore. “Vedo un pericolo di AI divide significativo per le piccole e medie imprese” sottolinea il Presidente “ed è per questo che la nostra azione deve concentrarsi sull’accompagnamento solido, lontano dalle mode del momento, per usare l’intelligenza artificiale dove serve davvero”.

L’allargamento del perimetro oltre il manifatturiero e le attività internazionali

La visione strategica del Competence Center MADE 4.0 per il 2026 prevede un’espansione del raggio d’azione del centro che supera i confini della manifattura tradizionale. Il modello di trasferimento tecnologico sviluppato a Milano si sta aprendo a comparti come l’agritech, le costruzioni e il settore farmaceutico. Una diversificazione che risponde alla necessità di applicare le competenze maturate nello smart manufacturing a filiere che presentano sfide di digitalizzazione analoghe.

L’esperienza maturata con le imprese italiane è diventata un modello di riferimento globale. Taisch evidenzia che le lesson learned di questi anni vengono sempre più richieste da paesi che intendono replicare il sistema dei competence center. Questo percorso è confermato dai rapporti avviati con il dipartimento per lo sviluppo economico di Abu Dhabi per la creazione di servizi di roadmapping tecnologico e con l’Uzbekistan. In seguito a un accordo con la regione di Samarcanda, MADE sta agendo come consulente tecnico per la progettazione di un centro gemello sul territorio uzbeko. La credibilità del modello ha attirato inoltre l’interesse del governo dell’Arabia Saudita. Durante una missione istituzionale svoltasi a novembre, il Presidente Taisch ha incontrato i vertici sauditi per avviare un percorso di collaborazione volto alla realizzazione di strutture ispirate al Competence Center italiano nel Regno, confermando la capacità del centro di esportare format di successo su scala intercontinentale.

L’attività extra-UE tocca inoltre la Turchia, con la quale sono in corso collaborazioni con enti locali, e l’America Latina, dove è stato siglato un protocollo d’intesa con un centro di competenza dedicato allo Smart Agri. La partnership con UNIDO completa il quadro, inserendo MADE in una rete globale per standardizzare i processi di adozione digitale nei paesi in via di sviluppo, con un focus particolare sull’Africa.

Infrastrutture di calcolo e sovranità del dato

Uno dei pilastri della nuova linea di indirizzo riguarda la creazione di quella che Taisch definisce “una sandbox per tecnologie d’avanguardia” che include non solo l’intelligenza artificiale ma anche il quantum computing e l’HPC (High Performance Computing). Il piano per il 2026 prevede infatti l’installazione di un nodo di calcolo locale presso la sede di Milano: un’infrastruttura progettata per offrire alle imprese la possibilità di allenare algoritmi complessi in un ambiente protetto, garantendo la sovranità dei dati ed evitando la dipendenza dai grandi cloud provider internazionali.

Come spiega Gianmaria Peruzzi, responsabile dell’area tecnica, questo investimento rappresenterà un salto di qualità funzionale che permetterà simulazioni avanzate e il test di modelli generativi direttamente in fabbrica. Ma gli scenari di utilizzo sono in realtà molto più ampi.

Di sicuro l’HPC di MADE sarà integrato nei percorsi di test and experimentation del programma europeo AI Matters, un progetto da 60 milioni di euro che vede il centro milanese coordinare il nodo italiano. Durante l’ultimo anno il roadshow nazionale ha toccato 13 città per dimostrare come queste strutture possano elevare il livello di maturità tecnologica (TRL) dei prototipi aziendali dal livello 4 fino alla commercializzazione.

L’integrazione tra consulenza e formazione

Augusto De Castro, Direttore Generale di MADE, spiega così la spinta verso una digitalizzazione profondamente AI-centrica. “Dobbiamo avere il coraggio di una proiezione sfrontata verso il futuro – spiega – trasformando idealmente il nostro nome in MAiDE, per spiegare alle imprese che l’AI sta diventando il baricentro di ogni processo industriale e guidarle oltre la transizione”.

Questa filosofia si poggia operativamente su DrAIve, la linea di consulenza che mappa le opportunità concrete dell’intelligenza artificiale per consentire alle imprese di muovere i capitali nella giusta direzione. Filippo Boschi, che in MADE gestisce l’erogazione dei servizi di consulenza, riferisce che l’approccio parte sempre da un’analisi dei fabbisogni che distingue tra ciò che è strettamente legato all’AI e ciò che richiede semplici ottimizzazioni di processo.

Esempi concreti sono già visibili in filiere come quella delle carni con Assica, dove un algoritmo predittivo monitora i prezzi della materia prima, o nel settore delle macchine per il packaging con Ucima, attraverso la creazione di un Large Language Model condiviso.

Se nel 2025 il focus è stato l’efficientamento dei processi, la prospettiva per il 2026 prevede un’estensione all’innovazione del prodotto: supportare le aziende nell’integrare l’AI direttamente nei beni strumentali — dalle macchine ai trasformatori — per garantire competitività in mercati sempre più interconnessi.

Competenze strategiche e cultura del dato: il fattore umano

Il successo di queste implementazioni dipende dalla capacità delle persone di gestire il cambiamento. Marta Rispoli, responsabile della formazione, sottolinea che l’offerta didattica si è evoluta trasformando i singoli moduli in veri e propri percorsi strutturati di 4 o 5 giornate. L’approccio combina lezioni frontali affidate per l’80% a docenti accademici con l’esperienzialità del gaming e le visite in azienda. Nel 2025 la domanda si è concentrata sui percorsi di Digital Transformation e sul Change Management 4.0, fondamentali per superare le resistenze interne all’adozione delle nuove tecnologie.

Un pilastro essenziale di questa strategia è la “cultura del dato”. Senza una gestione univoca e pulita delle informazioni, ogni progetto di intelligenza artificiale è destinato a fallire. MADE accompagna le imprese nella definizione di figure come il data manager, capaci di operare in modo trasversale ai reparti. Casi come quello di Cizeta Medicali dimostrano l’efficacia della sinergia tra consulenza e formazione: partendo da un assessment tecnologico, l’azienda ha avviato un piano di aggiornamento che ha coinvolto l’intera popolazione aziendale.

Valorizzare l’eccellenza: i Future Industry Awards

La missione di promozione della cultura digitale di MADE trova una sintesi concreta nel lancio dei Future Industry Awards, un’iniziativa nazionale nata per premiare le aziende che hanno saputo distinguersi in progetti avanzati di digitalizzazione e sostenibilità.

Il riconoscimento non punta naturalmente alla mera celebrazione dei singoli successi industriali, ma intende fungere da catalizzatore per l’intero ecosistema manifatturiero italiano, portando all’attenzione del mercato i cosiddetti nuovi “champions” della doppia transizione.

Attraverso questo percorso MADE intende rafforzare il concetto di community e fornire esempi pratici di come l’innovazione possa tradursi in un vantaggio competitivo misurabile, ispirando altre realtà del territorio a intraprendere percorsi evolutivi analoghi.

Uno sguardo al 2026 e oltre

Nel 2026 MADE aprirà i nuovi poli territoriali di Bergamo e Pavia, consolidando la propria presenza fisica attraverso una strategia di “antenne” progettata per intercettare i fabbisogni locali in modo ancora più capillare e diretto.

Il Competence Center è poi attivamente impegnato nel coordinamento di uno dei dieci soggetti che parteciperanno alla “fase 2” degli European Digital Innovation Hub (EDIH), con l’obiettivo di evolvere ulteriormente verso un modello di “AI Experience Center” capace di operare come pivot di una rete nazionale ed europea sempre più integrata.

Ma lo sguardo è rivolto anche a un futuro di più lungo orizzonte, grazie a una visione che poggia su basi solide: MADE ha dimostrato di essere una struttura capace di generare valore industriale e autonomia operativa indipendentemente dai flussi straordinari di sostegno pubblico. In un’ottica di merito, la capacità di delivery dimostrata dal centro si allinea con l’orientamento istituzionale volto a premiare quelle realtà che hanno saputo trasformare i fondi in risultati concreti sul territorio. Come conclude il presidente Taisch: “Dobbiamo continuare a monitorare le tecnologie pionieristiche, adottando solo soluzioni che servano realmente al business per garantire che il sistema Paese resti protagonista della competizione globale”.

Articoli correlati