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Industrial Data Platform: dai silos alla governance, le sfide dell’integrazione IT/OT nel manifatturiero



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Il settore industriale italiano affronta la sfida della frammentazione dei dati tra legacy e nuovi impianti. Attraverso le esperienze di GranTerre, Gruppo Sapio, Mech-I-Tronic, 3B e ILLVA Saronno emerge come la governance sia il vero fattore abilitante per estrarre valore dai dati

Pubblicato il 3 feb 2026



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La disponibilità del dato, in fabbrica, non è più il problema principale. I macchinari moderni, i sensori e i sistemi gestionali generano una mole continua di informazioni che, tuttavia, spesso restano intrappolate in compartimenti stagni. La vera sfida per il settore manifatturiero italiano oggi non risiede nell’accumulo, ma nella capacità di governo e nell’armonizzazione di ecosistemi tecnologici estremamente eterogenei. È quanto emerso durante la tavola rotonda tenutasi nel corso del FabricAI Day, organizzato da Relatech e Microsoft, dove i CIO di alcune delle principali realtà industriali italiane hanno condiviso le proprie strategie per trasformare i dati grezzi in valore operativo tramite l’adozione di una Industrial Data Platform.

Le testimonianze raccolte evidenziano un denominatore comune: la necessità di superare la storica divisione tra Information Technology (IT) e Operational Technology (OT), creando un flusso unico che supporti decisioni rapide e modelli di business flessibili.

La convergenza IT/OT nel settore agroalimentare

Un esempio pragmatico di questa transizione arriva da GranTerre, realtà nata dall’unione di marchi storici come Parmareggio e Casa Modena, che oggi conta 25 stabilimenti e una forte presenza internazionale. La complessità, in questo caso, deriva dalla stratificazione storica: sistemi diversi, acquisiti nel tempo, che non dialogano tra loro. Matteo Bolamperti, Application Manager di GranTerre, ha sottolineato come l’obiettivo primario non sia più l’acquisizione del dato, bensì la sua strutturazione: «La vera sfida non era quella di avere i dati, perché in realtà i dati ci sono, ma è quella di riuscire a governarli in maniera strutturata».

Per l’azienda l’implementazione di una Industrial Data Platform basata su architetture come Microsoft Fabric ha permesso di unire i mondi IT e OT. L’approccio scelto è stato quello di partire da casi d’uso concreti per l’efficienza di fabbrica. Bolamperti racconta l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale a supporto degli operatori: «Siamo partiti con due use case: uno legato agli operatori di linea, cioè dare un assistente in linea per la gestione dei fermi macchina». Questo strumento permette di trasformare la reportistica, tradizionalmente statica, in un sistema dinamico che supporta l’operatività quotidiana, migliorando la reattività di fronte agli imprevisti produttivi.

Logistica critica e sicurezza: quando il dato salva la vita

Quando l’industria tocca ambiti sanitari e salvavita, la governance del dato assume una valenza critica che va oltre il semplice efficientamento. Il Gruppo Sapio, attivo da oltre un secolo nei gas tecnici e medicinali, opera in un contesto regolamentato dove la continuità operativa è vitale. Con 52 società e 17 entità legali diverse, la complessità gestionale è elevata. Riccardo Salierno, Group CIO, ha spiegato come la gestione del dato debba convivere con normative stringenti che, talvolta, limitano l’adozione tout-court di tecnologie come i voice bot per l’assistenza ai pazienti, imponendo il mantenimento di operatori umani.

Tuttavia la Industrial Data Platform diventa fondamentale nella logistica dell’ultimo miglio. «Non possiamo permetterci di sbagliare orario, indirizzo o quant’altro», spiega Salierno, citando l’esempio di una consegna di ossigeno la notte di Capodanno che deve avvenire entro 15 minuti dalla chiamata. Qui il sistema informativo deve garantire la massima precisione: un errore nel dato anagrafico o logistico può avere conseguenze gravi. Sapio ha scelto di approcciare l’innovazione puntando prima sulla cultura del dato che sulla tecnologia pura, istituendo una “AI Academy” interna per formare le persone e identificare casi d’uso con un reale ritorno sull’investimento (ROI), evitando sperimentazioni fini a se stesse che non portano valore misurabile.

Governance in contesti di acquisizione e produzione eterogenea

La gestione di una federazione di aziende pone sfide specifiche per l’architettura dei dati. È il caso di Mech-I-Tronic, gruppo attivo nella meccatronica e automazione, cresciuto rapidamente tramite acquisizioni (15 aziende in due anni). Paolo Palma, Group CIO, descrive una realtà caratterizzata da un’eterogeneità “pazzesca”, con la presenza di 7 ERP diversi e numerosi software custom. In questo scenario, la Industrial Data Platform funge da collettore centrale per normalizzare informazioni che precedentemente risiedevano solo “nella testa” degli imprenditori o in fogli Excel locali.

L’adozione di piattaforme centralizzate permette di ottenere vantaggi immediati, come il saving sugli acquisti unificati di componentistica (PLC), ma apre anche la strada a scenari avanzati di manutenzione predittiva. Palma cita l’esempio degli estrusori per la plastica, dove l’analisi dei dati di macchina permette di ottimizzare la miscela e ridurre gli scarti, con risparmi potenziali nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. «Il vero nostro obiettivo è proprio quello di riuscire a prendere questi dati diversi, e anche i sistemi diversi», conferma Palma, sottolineando come la tecnologia debba servire primariamente a dare governance a un ecosistema frammentato.

Disaccoppiare l’ERP dalla fabbrica: flessibilità e tracciabilità

Nel settore del mobile, la transizione verso la “mass customization” (grandi volumi ma alta varietà) impone un ripensamento radicale dell’infrastruttura IT. 3B, azienda del distretto del mobile del Nordest e fornitore di grandi player come IKEA, ha dovuto adattare i propri sistemi a un mercato che richiede lotti sempre più piccoli. Paolo Barbara, ICT Director, ha evidenziato un limite critico delle architetture tradizionali: la dipendenza diretta delle linee produttive dal sistema gestionale centrale (nel loro caso un AS/400). «Paradossalmente un fermo di AS/400 portava a un fermo delle linee», racconta Barbara.

La strategia adottata prevede l’utilizzo di una Industrial Data Platform per disaccoppiare questi livelli, digitalizzando la fabbrica con stack tecnologici (come Ignition e Sepasoft) che garantiscono operatività e raccolta dati in real-time, indipendentemente dal gestionale. Questo approccio risponde anche a nuove esigenze normative, come la EUDR (European Union Deforestation Regulation), che impone livelli di tracciabilità del legno quasi farmaceutici. Inoltre, l’azienda sfrutta servizi di Document Intelligence in cloud per automatizzare l’ingestione di documenti di trasporto, trasformando scansioni in dati strutturati (XML) per alimentare i sistemi aziendali senza data entry manuale.

Dalla Data Science alle decisioni di business

L’evoluzione verso una piattaforma dati integrata richiede anche un aggiornamento delle competenze. ILLVA Saronno Holding, multinazionale del Food & Beverage nota per brand iconici come Disaronno, gestisce una complessità derivante da business diversificati (spirits, vini, semilavorati per gelaterie) e una forte propensione all’export (75% del fatturato). Enrico Clerici, CIO del gruppo, sottolinea come l’obiettivo finale della Industrial Data Platform sia trasformare il dato in informazione immediatamente fruibile per il decision making.

«Per tanti anni la gestione del dato implicava una lavorazione da parte delle persone molto elevata; questo portava inefficienza», osserva Clerici. La standardizzazione delle fonti (da Oracle a SAP) e l’adozione di strumenti di Business Intelligence e AI richiedono però che anche il reparto IT evolva. Non è più pensabile un partner digitale che non abbia nozioni di Data Science o Python, competenze che diventano trasversali e necessarie per supportare il business nell’utilizzo degli insight generati dalla piattaforma. La tecnologia, dunque, non sostituisce l’uomo ma, come afferma Clerici, «alza l’asticella», richiedendo una forza lavoro capace di interpretare e agire sulla base di informazioni complesse e validate.

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