Le piattaforme tecnologiche ci sono, l’Intelligenza Artificiale è pronta per essere adottata nel mondo industriale. Ciò che manca, spesso, è il passaggio dalla sperimentazione alla creazione di un valore economico tangibile all’interno degli stabilimenti. È questa la fotografia scattata da Marco Sorba, Associate Partner di Reply, in occasione della partnership con i MADE Future Industry Awards.
L’iniziativa, lanciata dal Competence Center MADE, è un percorso itinerante che tocca Nord, Centro e Sud Italia con l’obiettivo di mappare le eccellenze territoriali e costruire una base condivisa di best practice replicabili. Dalle categorie “Digital New Champion” ai progetti “Top Tech”, il contest si rivolge a tutte le filiere — dal Pharma all’Agrifood — per individuare chi ha saputo integrare tecnologie di frontiera nei processi produttivi.
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Oltre la sperimentazione: la tecnologia è disponibile
“Quello che ancora oggi manca alle imprese italiane per andare oltre la classica implementazione di progetti di sperimentazione non è un aspetto tecnologico”, spiega Sorba. Le piattaforme di IA sono infatti “a tutti gli effetti pronte per essere adottate nel modo più scalabile possibile”. La vera urgenza per le aziende manifatturiere è evolvere, trasformando questi asset tecnici in un “reale e concreto valore di business”.
I tre pilastri per l’evoluzione manifatturiera Per colmare questo divario e trasformare i Proof of Concept (PoC) in modelli industriali stabili, Sorba individua tre aree di intervento fondamentali.
La prima è la visione strategica: l’IA non può essere un’iniziativa isolata, ma deve porsi al centro di una “roadmap evolutiva industriale”. Gli obiettivi devono essere concreti: ottimizzazione della produzione, riduzione dei costi e miglioramento della qualità del prodotto finale.
La seconda riguarda il Change Management e le competenze: l’adozione pervasiva dell’IA “non è solo un problema IT”. Coinvolge l’intera azienda, dalla supply chain alle operations. È indispensabile investire in formazione per superare le barriere culturali e gli ostacoli interni all’adozione.
E poi c’è l’infrastruttura per i dati che sono la materia prima dell’IA. È necessario – dice Sorba – investire in piattaforme di cloud computing ed edge computing che siano sicure, sostenibili e scalabili. Solo un’integrazione dati robusta può fungere da base per la costruzione dell’innovazione in fabbrica.
Questi elementi rappresentano il cuore di ciò che serve oggi per passare dalla pura sperimentazione a “reali progetti estesi e scalabili”, creando le condizioni per una nuova sostenibilità e capacità di evoluzione del comparto manifatturiero italiano.
L’intervista con Marco Sorba
Di seguito l’intervista completa a Marco Sorba, che approfondisce come trasformare l’innovazione tecnologica in vantaggio competitivo duraturo per l’industria.



















