Spesso occorre avere l’audacia di guardare altrove per innovare davvero. Già ai tempi della Serenissima, che aveva commissionato a Galileo Galilei lo sviluppo del cannocchiale per scopi di difesa marittima, fu il coraggio di puntare quello strumento verso il cielo ad aprire la strada a scoperte inesplorate. Anche oggi, come affermato da Luca Stefani, Presidente della Regione Veneto, nel discorso di apertura degli Space Meetings Veneto, occorre affrontare la sfida del “going into the new” . La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, ha confermato la vitalità del settore aerospaziale con oltre 360 espositori e più di 3.500 visitatori.
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Dallo Spazio alla vita quotidiana: l’eredità delle missioni Apollo
Spesso lo spazio è percepito come un ambito lontano, sia fisico che concettuale. La realtà è che le ricadute dello sviluppo spaziale sono pervasive: dalle telecomunicazioni alla navigazione satellitare, fino all’agricoltura di precisione e ai materiali tecnici diventati prodotti di massa.
Per ricordare questa vicinanza e questa sinergia, nell’ambito della 3 giorni veneziana, è stato organizzato un incontro tra Giancarlo Zanatta del Gruppo Tecnica, inventore dei famosissimi Moon Boot ispirati dalle missioni Apollo e Charlie Duke pilota della missione Apollo 16.

La “grande piccola”: reti e distretti per una nuova competitività
Osservando gli espositori emerge un dato controintuitivo: in questo settore “piccolo è ancora bello”, ma solo se quel piccolo sa farsi sistema. Accanto a colossi come Leonardo, Thales Alenia Space o Airbus, i corridoi della fiera hanno ospitato moltissime PMI e realtà artigiane in grado di offrire produzioni in piccolissima scala con tolleranze e personalizzazioni impossibili per la grande industria.
Il vero punto di forza di questo sistema è la capacità di fare rete:
- Modelli Organizzativi: La struttura dei distretti, come il Lombardia Aerospace Cluster, il Distretto Aerospaziale Piemonte o la stessa RIR AIR (Aerospace Innovation and Research) organizzatrice dell’evento, consente alle piccole imprese di competere a livelli tecnologici altissimi.
- Valore della Filiera: Come confermato da Paola Carron (Confindustria Nord-Est), solo in Veneto la filiera vale oltre 2,3 miliardi di euro di fatturato e occupa oltre 5.500 addetti altamente qualificati .
- Asset Strategici: Per queste imprese, la sfida non è solo tecnica, ma normativa, richiedendo un solido pacchetto di certificazioni di sistema per entrare nelle catene di fornitura globali.
La strategia Nazionale ed Europea
La Space Economy è tra gli assi portanti della politica industriale italiana e a presidiare questo settore c’è l’ASI, Agenzia Spaziale Italiana. Nel suo intervento il presidente dell’ASI Teodoro Valente ha posto l’accento sulla definizione della nuova legge sullo spazio approvata nel 2025 e sui conseguenti decreti attuativi in corso di definizione in questi mesi.

Questi nuovi atti regolano il Fondo per l’economia dello spazio, il Piano Nazionale per l’economia dello spazio e i principi di Politica dei Dati Iride.
Valente ha poi ricordato la forte azione che l’ASI sta conducendo a livello europeo per evitare una eccessiva burocratizzazione del settore che rallenterebbe e ridurrebbe la capacità competitiva dell’Europa e dei suoi stati membri in questo settore.
Importante, sia per l’impegno economico che per la valenza strategica, la partecipazione dell’Italia al programma Artemis che garantirà al nostro paese di avere almeno un astronauta sulla luna nel corso del programma. Non si tratta solo di orgoglio nazionale ma soprattutto di garantirsi l’accesso a competenze, know how e tecnologie critiche in un settore considerato oggi strategico a livello nazionale.
Il Capitale Umano asset per fabbricare il futuro
Nel suo intervento, la Rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli, ha ricordato l’importanza del capitale umano e delle competenze nel settore aerospaziale. Competenze che spaziano da quelle più scontate come quelle nell’ambito scientifico come ingegneria, matematica, informatica fino a quelle che sembrano meno scontate come psicologia, biologia e medicina.

Un settore che richiede un approccio multidisciplinare ai massimi livelli.
Interessante ed importante sotto questo punto di vista la presenza di numerosi studenti, alcuni impegnati in un hackathon di due giorni intitolato “Fabbricare Spazio” altri impegnati nella presentazione del razzo che parteciperà a EuRoC (European Rocketry Challenge) una sfida tra team universitari nel lancio di razzi.
Verso il “grande piccolo” in rete
La principale considerazione che emerge chiara dagli Space Meetings Veneto 2026 è che la Space Economy possa far riacquisire un nuovo slancio allo storico “piccolo è bello” degli anni “80 rivisto però sotto una nuova ottica del “grande piccolo” che trae la sua forza nel saper combinare l’eccellenza e la sartorialità tipica delle piccole aziende con la capacità di fare sistema portata dai nuovi modelli di Distretto o di Reti che consentono a queste piccole realtà di affrontare, competere e collaborare a livello internazionale con grandi gruppi industriali in un settore che cresce al ritmo del 7% annuo e che a livello globale vale già oggi oltre 1 trilione di dollari a livello globale.
Anche in questo caso la sfida sarà quella di avere il coraggio di affrontare le novità e volgere il cannocchiale al cielo.







