Cambio al vertice per il Made, il Competence Center Industria 4.0 con sede a Milano. Dal 16 giugno 2026 Miriam Merenda assume la carica di Direttrice generale del Made subentrando ad Augusto De Castro, che ha guidato il Centro di competenza sin dalla fondazione e che accompagnerà la nuova DG fino al 30 giugno.
La nomina arriva in una fase in cui il Competence Center sta ampliando il proprio perimetro: non più soltanto tecnologie 4.0, formazione e progetti di trasferimento tecnologico, ma anche AI applicata al manifatturiero, Physical AI, robotica avanzata, calcolo ad alte prestazioni e partecipazione a reti europee di sperimentazione. È questo il contesto nel quale Merenda eredita la struttura costruita negli ultimi sette anni e ne assume la gestione industriale, organizzativa e commerciale.
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Dal testbed 4.0 all’Industrial AI
Made è uno degli otto Competence center ad alta specializzazione selezionati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito del Piano nazionale Industria 4.0. Il suo compito è accompagnare le imprese, in particolare le PMI, in attività di orientamento, formazione, sperimentazione e progetti di innovazione su tecnologie avanzate.
La sede al Politecnico di Milano ospita una fabbrica digitale di oltre 2.500 metri quadrati progettata per mostrare e testare tecnologie lungo l’intero ciclo produttivo: dalla progettazione alla produzione, dalla logistica alla manutenzione, fino al controllo qualità. Negli ultimi anni questa infrastruttura si è progressivamente spostata verso casi d’uso in cui dati, automazione, AI e robotica diventano strumenti per intervenire sui processi industriali reali.
Merenda gestirà questa evoluzione. La sua figura garantisce, in continuità con quanto fatto da De Castro, capacità di gestione del trasferimento tecnologico, ma anche integrazione tra competenze tecniche, modelli di servizio, sviluppo commerciale e partnership europee. La direzione generale passa quindi a una figura con un’esperienza maturata in un percorso costruito tra consulenza tecnologica, ingegneria industriale e organizzazione di team complessi.
La crescita del Competence Center
De Castro lascia la direzione generale dopo aver accompagnato Made dalla fase di avvio alla maturità operativa. Sotto la sua gestione il Centro ha ampliato la rete dei partner, consolidato il rapporto con le imprese e rafforzato la propria presenza nei programmi europei.
Il passaggio di consegne arriva dopo una crescita misurabile su più dimensioni operative.
| Indicatore | Risultato conseguito |
|---|---|
| Partner alla fondazione, nel 2019 | 41 |
| Partner attuali | oltre 60 |
| Nuove richieste di adesione in pipeline | 26 |
| Progetti di innovazione realizzati nel 2025 | circa 200 |
| Partecipanti formati nel 2025 | oltre 2.000 |
| Contratti commerciali sviluppati nel 2025 | 71 |
| Valore complessivo dei contratti commerciali 2025 | 12,6 milioni di euro |
La crescita registrata non riguarda però solo la quantità di attività gestite. Made si è posizionato anche su iniziative europee che stanno diventando rilevanti per l’adozione dell’AI nell’industria.
Tra queste c’è AI-Matters, il Testing and Experimentation Facility manifatturiero finanziato dal programma Digital Europe: un progetto quinquennale da 60 milioni di euro, avviato nel 2023, che mette a disposizione infrastrutture fisiche e digitali per validare soluzioni di AI, robotica e sistemi autonomi in condizioni vicine all’uso industriale. Il nodo italiano di AI-Matters coinvolge Made insieme a Fondazione Bruno Kessler e Reply.
Alla stessa traiettoria appartiene M.I.A. Lombardia, la Manufacturing Innovation Alliance riconosciuta nella rete europea degli European Digital Innovation Hub, pensata per sostenere la transizione digitale e sostenibile delle imprese manifatturiere lombarde. E il progetto M.I.A. 2 sarà il nuovo Edih per la fase 2, come AI Experience Center per il manifatturiero del Nord Italia.
Miriam Merenda, una guida con esperienza nei dati e nell’ingegneria
La nuova DG Merenda arriva al Made dopo oltre quindici anni nel settore della consulenza tecnologica e dell’ingegneria industriale, maturati nel Gruppo Alten.
Laureata in Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, con un periodo di studio alla Chalmers University of Technology di Göteborg, ha ricoperto ruoli manageriali in Alten Italia con una focalizzazione sul business management.
Prima dell’ingresso in Made ha guidato la divisione Blue Data, iniziativa del Gruppo Alten dedicata a soluzioni data-driven end-to-end per processi di engineering, manufacturing e supply chain. In precedenza ha avuto responsabilità nei settori industry, energy, transport e telco, coordinando oltre 1.000 consulenti e circa 50 manager.
È un profilo coerente con la fase in cui il Competence Center deve trasformare la capacità dimostrativa in capacità di esecuzione su scala. Per le imprese manifatturiere, infatti, oggi la vera questione non è soltanto vedere una tecnologia in funzione, ma capire dove inserirla, con quali dati, quali competenze, quali investimenti e quale ritorno sui processi.
Il nodo operativo: portare l’AI dentro i processi
L’Industrial AI richiede una filiera di adozione diversa rispetto alla digitalizzazione 4.0 tradizionale. Non basta installare una macchina connessa o raccogliere dati di produzione: servono casi d’uso selezionati, qualità del dato, integrazione con i sistemi di fabbrica, competenze per gestire modelli e algoritmi, sicurezza, manutenzione e valutazione economica del progetto.
Ed è proprio qui che i Competence center possono svolgere una funzione di riduzione del rischio. La logica del test before invest, già centrale nella rete europea degli Edih, diventa particolarmente rilevante per tecnologie come robotica avanzata, AI generativa applicata ai processi, sistemi autonomi, computer vision e manutenzione predittiva. Le imprese possono validare soluzioni in ambienti controllati prima di assumere impegni più onerosi su impianti, software, integrazione e formazione.
Made parte da una base infrastrutturale già consolidata. Il Centro ha recentemente investito in un cluster per il calcolo ad alte prestazioni e in un parco robotico che include robot umanoidi e quadrupedi. La combinazione tra fabbrica dimostrativa, dati industriali, robotica e competenze applicative può diventare un terreno di sperimentazione per quella Physical AI che punta a portare l’intelligenza artificiale fuori dal solo ambiente digitale e dentro l’interazione con macchine, operatori e linee produttive.
Continuità e nuova agenda
Il passaggio da De Castro a Merenda avverrà nel segno della continuità. Il professor Marco Taisch, presidente del Made, ha legato la scelta della nuova direttrice generale alla necessità di affrontare le prossime sfide con un profilo capace di tenere insieme organizzazione, sviluppo e visione industriale.
“A Miriam vanno il mio benvenuto più caloroso e la mia piena fiducia: il suo profilo è esattamente ciò di cui Made ha bisogno per affrontare con successo le prossime sfide. Ad Augusto voglio esprimere, invece, la mia gratitudine: ha costruito con noi, fin dal primo giorno, un’organizzazione in cui la concretezza e la visione si sono sempre tenute insieme. I risultati che Made ha conseguito in questi anni portano anche la sua firma”.
La nuova direzione eredita un Centro cresciuto per partner, progetti e relazioni con il sistema produttivo. La parte più delicata riguarda ora la trasformazione di questa rete in una leva più incisiva per l’adozione dell’AI nel manifatturiero: meno sperimentazioni isolate, più percorsi capaci di arrivare a processi produttivi, supply chain, qualità, manutenzione, sicurezza e sostenibilità.
Per le imprese, soprattutto per le PMI, il valore del Competence Center si misurerà sulla capacità di tradurre tecnologie complesse in decisioni operative. La nomina di Merenda apre questa fase: un Made più orientato a dati, AI e robotica dovrà dimostrare che l’innovazione industriale può uscire dal laboratorio e diventare metodo di trasformazione dentro la fabbrica.













