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Iperammortamento 2026: l’interconnessione sarà il vero criterio di scelta delle tecnologie industriali



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Dal credito d’imposta alla deduzione extracontabile, la Legge di Bilancio 2026 ridisegna le regole del gioco per chi investe in tecnologia industriale. Ecco cosa cambia, chi può accedere e come i sistemi CNC, robot e macchine FANUC soddisfano nativamente i requisiti richiesti. 

Pubblicato il 1 lug 2026


Fanuc Point of View

Iperammortamento 2026
credits FANUC
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Il ritorno dell’iperammortamento nel 2026 rappresenta molto più della reintroduzione di uno strumento fiscale a supporto degli investimenti industriali. Per molte imprese manifatturiere può diventare il momento giusto per affrontare un percorso di rinnovamento tecnologico che negli ultimi anni è stato spesso rinviato a causa dell’incertezza normativa, dell’aumento dei costi energetici e delle tensioni sui mercati internazionali.

Il nuovo impianto normativo vuole infatti riportare l’attenzione su un principio preciso: sostenere investimenti capaci di generare un miglioramento strutturale della competitività industriale, favorendo la diffusione di tecnologie digitali, automazione avanzata e integrazione dei processi produttivi.

Non a caso, il requisito centrale del nuovo iperammortamento è ancora una volta l’interconnessione. La semplice disponibilità di una macchina evoluta non è più sufficiente. Per poter accedere all’agevolazione, il bene deve essere in grado di dialogare con il sistema informativo aziendale, ricevere istruzioni operative e restituire dati di produzione, inserendosi all’interno di un progetto di digitalizzazione più ampio e coerente.

Ed è proprio in questo passaggio che si colloca gran parte del successo dell’investimento.

La vera sfida è integrare le macchine nei sistemi

L’esperienza maturata durante gli anni di Industria 4.0 ha dimostrato come la parte più complessa dei progetti non fosse rappresentata dall’acquisto della tecnologia, quanto piuttosto dalla sua integrazione con l’ecosistema digitale esistente.

Protocolli di comunicazione, compatibilità con MES ed ERP, raccolta dati, gestione degli stati macchina, invio dei programmi di lavorazione, identificazione univoca del bene sulla rete aziendale: sono tutti elementi che determinano la reale possibilità di ottenere la certificazione necessaria per l’accesso all’incentivo.

Molti progetti si sono tradotti in sviluppi software complessi, personalizzazioni costose e lunghi tempi di implementazione.

Per questo motivo la facilità di interconnessione sta diventando uno dei principali criteri di valutazione nella scelta delle nuove tecnologie produttive.

I cinque requisiti tecnologici richiesti

Per essere considerato ammissibile ai sensi dell’Allegato IV, il bene deve possedere cinque caratteristiche tecnologiche fondamentali:

  • controllo computerizzato tramite CNC, PLC o sistemi equivalenti;
  • predisposizione alla connettività attraverso interfacce di rete e protocolli di comunicazione;
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico, con altre macchine o con la rete di fornitura;
  • presenza di un’interfaccia uomo-macchina semplice e intuitiva;
  • conformità alle normative più recenti in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

La vera complessità non è normalmente rappresentata dal rispetto di questi requisiti hardware, ma dalla capacità di integrare il macchinario con l’infrastruttura digitale esistente.

I prodotti FANUC partono avvantaggiati

Tutti i prodotti FANUC, dai centri di lavoro ROBODRILL ai robot, passando per le presse ROBOSHOT e l’elettroerosione ROBOCUT, soddisfano nativamente tutti e cinque i requisiti tecnici richiesti dall’Allegato IV.

Non è necessario aggiungere hardware esterno o modificare la macchina: il CNC FANUC integra già le interfacce di comunicazione necessarie.

Questo non significa che la conformità sia automatica. L’interconnessione deve comunque essere realizzata e inserita in un progetto aziendale coerente, supportato dalla relativa perizia tecnica.

Significa però partire da una base tecnologica già predisposta e ridurre in maniera significativa tempi, costi e complessità di implementazione.

Per molte aziende questo può fare la differenza tra un progetto realizzabile in poche settimane e un percorso molto più lungo, e molto più oneroso.

Con ROBODRILL, ROBOSHOT, ROBOCUT e robot il 4.0 è già nella macchina

Nel caso di ROBODRILL, il centro di lavoro CNC ad alta velocità di FANUC, il controllo numerico proprietario consente il monitoraggio continuo dei parametri produttivi e la piena integrazione con sistemi MES e piattaforme di raccolta dati.

ROBOSHOT, la pressa a iniezione completamente elettrica, aggiunge a questi elementi anche il tema dell’efficienza energetica, sempre più centrale nelle strategie di investimento delle imprese che operano nel settore della plastica.

La pressa full electric di FANUC dispone anche dell’interfaccia ROBOSHOT-LINKi2 combinata con il protocollo Euromap, che garantisce l’integrazione completa con i sistemi MES di settore.

ROBOCUT porta invece nel mondo dell’elettroerosione a filo le stesse capacità di connessione, raccolta dati e integrazione digitale, consentendo di monitorare il processo produttivo e lo stato della macchina in tempo reale.

Particolarmente rilevante è inoltre il ruolo della robotica industriale.

I robot e i cobot FANUC possono essere integrati con macchine utensili, linee automatiche e sistemi logistici interni, diventando parte di un ecosistema produttivo completamente interconnesso.

Dalle applicazioni di carico/scarico macchina fino alla pallettizzazione e all’assemblaggio, la disponibilità di oltre cento modelli differenti di robot industriali e collaborativi consente di affrontare praticamente qualsiasi esigenza applicativa mantenendo una logica comune di integrazione e gestione dei dati.

Diverse modalità di integrazione

Non tutte le aziende hanno lo stesso livello di maturità digitale.

C’è chi dispone già di un MES evoluto e di un reparto IT interno, chi utilizza sistemi di supervisione sviluppati nel tempo e chi invece affronta oggi il primo vero progetto di raccolta dati di fabbrica.

Per questo FANUC mette a disposizione diverse modalità di integrazione, pensate per adattarsi a infrastrutture e livelli di complessità differenti.

FOCAS e Robot Library: massima libertà di integrazione

FOCAS e Robot Library sono le librerie di sviluppo native per CNC e robot FANUC.

Permettono di leggere stati macchina, acquisire parametri di processo, inviare programmi di lavorazione e scrivere variabili operative direttamente da applicazioni sviluppate in C++ o C#.

Sono la soluzione ideale per system integrator e aziende che desiderano sviluppare connettori personalizzati verso MES, ERP o applicazioni proprietarie.

La disponibilità di API consolidate riduce tempi di sviluppo e complessità progettuale.

OPC UA: quando l’interoperabilità è lo standard

Negli ultimi anni OPC UA si è imposto come il linguaggio comune della fabbrica digitale.

Attraverso il server OPC UA di FANUC è possibile accedere ai dati macchina utilizzando uno standard aperto e indipendente dal costruttore, già supportato dalla maggior parte dei MES e delle piattaforme software industriali presenti sul mercato.

La soluzione consente la lettura dei parametri macchina e la scrittura di variabili operative attraverso un protocollo sicuro e altamente interoperabile.

FsBP: la via più rapida al 4.0

Il Field System Basic Package (FsBP) è la piattaforma IoT on-premise sviluppata da FANUC per la raccolta e la storicizzazione dei dati di fabbrica.

Supporta CNC, robot e Robomachines FANUC e integra sistemi di terze parti attraverso OPC UA, MTConnect e MODBUS TCP.

A differenza delle librerie di sviluppo, non richiede software custom né competenze di programmazione avanzate: si configura tramite interfaccia grafica e restituisce i dati verso il sistema superiore attraverso REST API o OPC UA. Monitoraggio parametri, invio programmi e scrittura variabili sono disponibili su tutte le principali famiglie di prodotto.

Per le PMI che non dispongono di un reparto IT strutturato rappresenta spesso la strada più veloce verso la conformità 4.0.

ZDT: dal monitoraggio alla manutenzione predittiva

ZDT (Zero Downtime) è la soluzione dedicata ai robot FANUC per il monitoraggio dello stato di salute e la gestione predittiva della manutenzione.

Raccoglie dati su stato operativo, consumo energetico, parametri di processo e stato di salute dei componenti con l’obiettivo di prevenire fermi non pianificati e aumentare la disponibilità degli impianti. La soluzione è disponibile sia in versione cloud sia on-premise.

Oltre l’incentivo, il valore di assistenza e servizi

La tecnologia rappresenta soltanto una parte del valore di un investimento industriale.

Disponibilità dei ricambi, rapidità di intervento e continuità operativa diventano elementi sempre più importanti all’aumentare del livello di automazione degli impianti.

FANUC affianca alle proprie tecnologie una rete globale di assistenza e supporto tecnico presente in oltre 100 Paesi, che accompagna i clienti lungo tutto il ciclo di vita dell’investimento.

Programmi di manutenzione preventiva, supporto remoto, diagnostica avanzata e strumenti di monitoraggio permettono di ridurre il rischio operativo e massimizzare la disponibilità degli impianti.

La disponibilità dei ricambi a lungo termine, per l’intero ciclo di vita di un prodotto e comunque fino a 30 anni, contribuisce inoltre a proteggere il valore dell’investimento nel tempo e a massimizzare il ROI. La disponibilità a magazzino dei ricambi supera il 99%.

Cosa si può combinare e cosa no

L’iperammortamento 2026 è cumulabile con la Nuova Sabatini e con il Credito ZES Unica previsto per le imprese localizzate nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno.

In entrambi i casi vale però il principio del costo netto: la maggiorazione dell’iperammortamento si applica esclusivamente alla quota di investimento non coperta da altri contributi pubblici.

È invece esclusa la possibilità di cumulare l’iperammortamento con il piano Transizione 5.0 sul medesimo bene.

Cosa fare adesso

Il nuovo iperammortamento offre certamente un vantaggio economico importante, ma il suo vero valore potrebbe essere un altro.

Per molte imprese rappresenta infatti l’occasione per accelerare investimenti che sarebbero comunque necessari nei prossimi anni: rinnovo del parco macchine, introduzione della robotica, digitalizzazione dei processi e valorizzazione del dato industriale.

Per le aziende che già utilizzano tecnologia FANUC, o stanno valutando di farlo, il percorso verso la conformità 4.0 è più diretto di quanto sembri: le macchine soddisfano i requisiti tecnici per default e gli strumenti di interconnessione sono disponibili sia per chi dispone già di un MES strutturato sia per chi parte da zero.

La vera opportunità non è semplicemente accedere all’incentivo fiscale. È utilizzare l’incentivo per costruire una fabbrica realmente connessa, capace di trasformare il dato in efficienza operativa e vantaggio competitivo.

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