Mitsubishi Motors ha firmato un accordo con la startup giapponese Highlanders per sviluppare, produrre e utilizzare robot umanoidi nei propri stabilimenti. Dopo una prima fase di test, l’idea è di arrivare alla produzione in serie nello stabilimento di Kyoto a partire dal 2027.
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Un accordo per costruire e usare umanoidi
Il memorandum d’intesa tra Mitsubishi Motors e Highlanders prevede lo sviluppo di quella che i due gruppi definiscono “una nuova base industriale in cui uomini e robot lavorano insieme”, coerentemente con la visione giapponese della Società 5.0.
L’accordo si muove su due binari paralleli. Da un lato Mitsubishi Motors produrrà e utilizzerà i robot umanoidi sviluppati da Highlanders nei propri impianti produttivi, partendo da attività come la movimentazione dei componenti e alcune fasi dell’assemblaggio dei motori, anche con l’obiettivo di accumulare dati operativi e competenze nel settore. Dall’altro il costruttore valuterà la produzione in serie degli umanoidi, sfruttando impianti oggi inutilizzate all’interno dello stabilimento di Kyoto, con l’obiettivo di avviare la produzione già nei primi mesi del 2027.
Highlanders, che conta oggi una quarantina di dipendenti, sviluppa robot umanoidi e quadrupedi general purpose oltre a simulatori dedicati e nel luglio 2025 aveva già mostrato un proprio prototipo di umanoide progettato in Giappone. Per l’azienda l’ingresso di un partner industriale con decenni di esperienza in ingegneria di produzione di massa, controllo qualità e sicurezza rappresenta un salto di scala difficile da raggiungere da sola.
La “febbre” degli umanoidi
L’operazione arriva in un momento in cui l’attenzione, e i capitali, indirizzati verso i robot umanoidi sono ai massimi storici. Aziende come Figure AI, Tesla, Unitree e Agility Robotics stanno spingendo modelli sempre più vicini alla produzione di massa: Figure 03, presentato da Figure AI pochi mesi fa, punta esplicitamente a diventare un umanoide general purpose capace di lavorare sia in fabbrica sia in ambito domestico. Ma i numeri restano ancora contenuti rispetto all’automazione industriale tradizionale: nel 2025 sono state consegnate nel mondo circa 13mila unità di robot umanoidi, oltre il 90% delle quali prodotte da aziende cinesi.
Le stime sulla maturazione del settore restano caute. Secondo un’analisi di Interact Analysis, il punto di svolta commerciale su larga scala del settore non arriverà prima del 2032, e a dominare la domanda fino al 2035 saranno soprattutto Cina e Stati Uniti, che insieme copriranno oltre l’85% del mercato globale.
Il Giappone, pur essendo culturalmente la culla della robotica umanoide, e in ritardo nella corsa globale all’integrazione dell’AI nei robot. La mossa di Mitsubishi Motors mira a dotare il costruttore giapponese di una filiera produttiva pronta prima che il mercato raggiunga la scala industriale.
Manodopera, produttività e nuovi prodotti per le fabbriche
Nel comunicato diramato sull’accordo Mitsubishi Motors motiva la decisione con le difficoltà strutturali del manifatturiero giapponese: carenza di manodopera legata all’invecchiamento demografico, processi produttivi sempre più complessi, necessità di sistemi di fabbrica più flessibili. È lo schema con cui buona parte dell’industria giapponese guarda oggi alla robotica avanzata, in un paese dove la popolazione in età lavorativa continua a calare da anni. Gli umanoidi entrano quindi nelle fabbriche di Mitsubishi non come sostituti generici della manodopera, ma come strumento per coprire mansioni ripetitive o fisicamente gravose in reparti già in tensione sull’organico.
C’è però un secondo livello, probabilmente più significativo nel medio periodo: la produzione degli umanoidi negli impianti inutilizzati dello stabilimento di Kyoto rappresenta per Mitsubishi Motors un tentativo di diversificare l’uso della propria capacità industriale, oggi dedicata quasi interamente all’automobile.
Se il progetto dovesse consolidarsi, il gruppo giapponese non si limiterebbe quindi solo ad usare la robotica solo per rendere più produttive le proprie linee, ma diventerebbe esso stesso produttore di robot, con una possibile apertura alla vendita anche a clienti esterni all’automotive. È una logica non troppo distante da quella di altri costruttori che negli ultimi anni hanno guardato alla robotica umanoide come possibile secondo business, come per esempio Hyundai, che controlla Boston Dynamics.
Il rapporto azionario tra Mitsubishi e Highlanders
Tornando alla partnership vale la pena sottolineare che Mitsubishi Motors ha già investito in Highlanders e prevede di “effettuare ulteriori investimenti in futuro”, senza però fornire cifre.
La partecipazione era stata anticipata alla fine di maggio 2026, quando Highlanders aveva annunciato l’avvio della fase di industrializzazione del proprio umanoide comunicando contestualmente l’ingresso di Mitsubishi Motors nel capitale.
Si tratta di un impegno diverso da una semplice partnership commerciale: entrando nel capitale di Highlanders prima ancora di avviare la produzione dei suoi robot, Mitsubishi Motors si lega ai risultati industriali della startup e si assicura un canale privilegiato sulla sua tecnologia, in un settore dove i grandi gruppi manifatturieri stanno cercando di non restare tagliati fuori dalla prossima fase della robotica industriale.








