La scadenza del 20 gennaio 2027 segna un momento di enorme rilevanza per il comparto manifatturiero europeo con il passaggio di testimone definitivo tra la vecchia Direttiva Macchine (Direttiva 2006/42/CE) e il nuovo Regolamento Macchine (Regolamento UE 2023/1230).
L’entrata in vigore del Regolamento segna l’ultimo atto di un iter legislativo iniziato nell’aprile 2021, con la presentazione del nuovo Regolamento da parte della Commissione Europea, al fine di armonizzare l’applicazione della normativa negli Stati membri e adeguarla rispetto all’evoluzione tecnologica. Il lungo iter legislativo si è concluso il 14 giugno 2023 con l’approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo.
Vale la pena ricordare che i regolamenti UE trovano diretta e immediata applicazione in tutti gli Stati: non ci sarà quindi il processo di recepimento che caratterizza invece le direttive comunitarie. In altre parole, le regole previste dal nuovo Regolamento si applicano nello stesso modo, in tutti gli stati, dallo stesso momento, il 20 gennaio 2027.
A questo tema è dedicato l’evento organizzato da SICK il 15 ottobre a Vimodrone per aiutare aziende, RSPP, progettisti e consulenti a prepararsi all’applicazione del nuovo Regolamento Macchine. L’incontro, di cui vi diremo ulteriori dettagli nel seguito di questo articolo, affronterà le principali novità normative e operative, con focus su cybersecurity, intelligenza artificiale, sicurezza software, ergonomia cognitiva e prevenzione del rischio psicosociale. L’obiettivo è fornire indicazioni pratiche, casi concreti e strumenti utili per trasformare l’adeguamento normativo in un’opportunità di sviluppo e continuità aziendale.
Indice degli argomenti
Arrivare preparati al 20 gennaio 2027
Nonostante le aziende abbiamo avuto tempo per familiarizzare con la normativa, molte si approcciano alla scadenza del 2027 con una scarsa conoscenza e un’inadeguata preparazione nei confronti dei nuovi obblighi. Una situazione che riguarda soprattutto le piccole realtà.
“L’azienda più strutturata è naturalmente più pronta perché spesso dispone al proprio interno di competenze specifiche e deve rispondere a standard elevati richiesti dai grandi committenti, mentre le realtà più piccole faticano ad approcciare la norma con la dovuta tempestività”, spiega Luigi D’Alessio, Safety Consultant Coordinator di SICK.
Comprendere a fondo i nuovi obblighi permette di gestire la transizione senza allarmismi, facendo della conformità un pilastro fondamentale per la continuità aziendale.
La cybersecurity come pilastro della sicurezza operativa
Il nuovo quadro normativo estende i requisiti di sicurezza ben oltre i tradizionali vincoli fisici e meccanici tipici della “safety”, imponendo un approccio integrato che estende il concetto di sicurezza anche agli aspetti di cyber security, unendo così temi tipici della progettazione meccanica a istanze appartenenti alle discipline informatiche.
L’interconnessione diffusa dei macchinari richiede ora di proteggere i dispositivi da attacchi informatici, un aspetto che il testo normativo integra come requisito essenziale di tutela per gli operatori.
Perché il focus sulla cyber secuity? Gli attacchi malevoli diretti alle reti industriali o ai dispositivi di controllo, ormai una minaccia concreta per le aziende di ogni dimensione, non minano soltanto la riservatezza dei dati. Un attacco cyber, infatti, può compromettere direttamente le funzioni di safety disattivando, ad esempio, le barriere fotoelettriche o alterando i sistemi di arresto di emergenza.
“Se in passato la valutazione dei rischi si fermava al riparo meccanico o al circuito elettrico, oggi la connettività ci impone di considerare la rete come parte integrante dell’architettura di sicurezza, prevenendo che un’intrusione esterna possa inibire una qualsiasi delle funzioni di sicurezza della macchina”, spiega D’Alessio.
Il legislatore europeo ha quindi stabilito l’obbligo di proteggere i circuiti di comando da alterazioni esterne, accidentali o intenzionali. La conformità del macchinario passa inevitabilmente attraverso la resilienza digitale, definendo una stretta interdipendenza tra la progettazione hardware e la robustezza dei protocolli di rete per garantire l’incolumità degli operatori.
L’intelligenza artificiale e la gestione dei sistemi auto evolutivi
L’altra grande novità del nuovo Regolamento Macchine è l’attenzione al tema dell’intelligenza artificiale.
L’introduzione di sistemi dotati di comportamento auto-evolutivo basati su algoritmi di apprendimento automatico rappresenta una delle evoluzioni più significative per la progettazione industriale.
Il regolamento identifica categorie specifiche di componenti e macchine che integrano sistemi parzialmente o totalmente auto evolutivi per assicurare le funzioni di tutela degli operatori.
Quando una macchina impara dall’ambiente e modifica le proprie risposte operative la valutazione dei rischi deve considerare non solo lo stato iniziale del sistema, ma anche le sue possibili evoluzioni future.
“Quando un sistema apprende e modifica in autonomia le proprie logiche di risposta, la sfida fondamentale consiste nel garantire che l’evoluzione dinamica dell’algoritmo non superi mai i confini del comportamento sicuro prefissato in fase di progettazione”, osserva D’Alessio.
Una svolta tecnologica che richiede una rigorosa validazione dei modelli di machine learning, volta a garantire che l’apprendimento progressivo non alteri i limiti di sicurezza originari né pregiudichi l’affidabilità dei sistemi di protezione.
Il vuoto normativo: navigare senza norme armonizzate
A contribuire al senso di smarrimento che alcune aziende ancora provano nei confronti del Regolamento Macchine si aggiunge il tema dei tempi di adeguamento tecnico.
Sebbene il testo del nuovo Regolamento Macchine sia già ufficialmente approvato e disponibile per tutti, la temporanea assenza di norme tecniche armonizzate pubblicate in Gazzetta Ufficiale priva i costruttori della presunzione di conformità. Progettare macchinari e gestire la marcatura CE in assenza di riferimenti standardizzati costringe le aziende a valutazioni analitiche, requisito per requisito, o al supporto di Organismi Notificati anche per categorie di prodotti in precedenza autocertificabili.
“Attendere la pubblicazione finale delle norme armonizzate per iniziare a rivedere la progettazione significa rischiare di farsi travolgere dalla scadenza di gennaio 2027, mentre la scelta corretta è avviare subito l’analisi delle architetture di rete e del software”, osserva D’Alessio.
Effettuare test e verifiche tecnologiche già oggi consente alle imprese di valutare le prestazioni delle nuove soluzioni, evitando il rischio di rallentamenti o blocchi operativi al momento dell’applicazione definitiva.
Il fattore umano nella sicurezza industriale: salute mentale ed ergonomia cognitiva
La prevenzione e la tutela degli operatori non possono prescindere dall’analisi dell’interazione tra l’uomo e le tecnologie avanzate. Nella valutazione della sicurezza lo stress, l’affaticamento cognitivo e le pressioni psicologiche costituiscono variabili di rischio reali: un lavoratore mentalmente esausto o sottoposto a un carico informativo eccessivo può ridurre la propria soglia di attenzione, rendendo inefficace anche il dispositivo di protezione più sofisticato.
La progettazione delle macchine e dei posti di lavoro deve quindi coniugare l’ergonomia fisica – legata alla movimentazione dei carichi e alle posture corrette – con l’ergonomia cognitiva, orientata a semplificare le interfacce uomo-macchina e a ridurre la fatica mentale.
“Garantire ambienti di lavoro sicuri significa considerare l’operatore nella sua totalità, integrando la protezione della salute mentale con i tradizionali parametri fisici e organizzativi”, spiega D’Alessio.
La tutela del benessere psicofisico e la prevenzione del rischio psicosociale diventano così condizioni indispensabili per assicurare l’efficacia concreta della prevenzione in fabbrica.
La risposta di SICK: prodotti a prova di futuro
L’adeguamento al Regolamento UE 2023/1230 richiede un intervento strutturale che parte direttamente dallo sviluppo dei componenti. Nell’Headquarter di Waldkirch, presso Friburgo, in Germania, SICK ha avviato da anni un monitoraggio legislativo costante e un processo di aggiornamento delle certificazioni per garantire che il proprio portafoglio prodotti risponda ai nuovi parametri informatici e di sicurezza logica.
Questo percorso ha portato al rinnovo di circa il 90% delle famiglie di prodotti core, accompagnato dalla scelta di mandare fuori produzione i dispositivi obsoleti non più conformi ai nuovi requisiti di sicurezza.
“Scegliere di ritirare dal catalogo i componenti non adeguabili è stato un passo necessario per offrire ai clienti garanzie di conformità trasparenti, evitando che l’installazione di vecchie tecnologie possa compromettere l’iter di marcatura dei nuovi impianti”, sottolinea D’Alessio.
Garantire un catalogo nativamente allineato alle nuove prescrizioni consente a costruttori e integratori di progettare architetture industriali tutelate nel tempo, semplificando la transizione verso il 2027.
Consulenza 4.0: aggiornare i processi di analisi rischi
L’evoluzione dei dispositivi e la complessità crescente del software impongono un parallelo aggiornamento delle attività di supporto e consulenza tecnica per le imprese. L’analisi dei rischi tradizionali, si espande per integrare la validazione della sicurezza logica e la valutazione delle vulnerabilità digitali.
Per guidare la filiera industriale in questo passaggio, SICK ha aggiornato i tool software globali in dotazione ai propri 300 consulenti nel mondo, consentendo di mappare con precisione i pericoli legati a potenziali attacchi informatici malevoli o all’impiego di algoritmi auto-evolutivi.
“La struttura dei nostri servizi dal risk assessment iniziale fino alla validazione finale del macchinario, rimane la medesima, ma è stata integrata nei contenuti per verificare la sicurezza del software e gestire i nuovi rischi digitali”, evidenzia D’Alessio.
Un percorso continuo di formazione professionale permette ai tecnici sul campo di padroneggiare le nuove procedure analitiche, affiancando costruttori e utilizzatori nel raggiungimento di una conformità rigorosa.
L’appuntamento del 15 ottobre a Vimodrone per una visione multidisciplinare della sicurezza
Per l’azienda molto importante è l’attività di formazione e informazione con cui accompagna i clienti verso la consapevolezza delle normative e la compliance. Frutto di questo impegno è l’evento di approfondimento in programma il 15 ottobre a partire dalle ore 09 presso la sede di Vimodrone (MI).
Lontano dalla classica impostazione commerciale, l’incontro si configura come un momento di orientamento strategico dedicato a responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), progettisti e consulenti della sicurezza.
Il programma della giornata si sviluppa attraverso interventi mirati che approfondiscono i singoli aspetti della transizione normativa e operativa. I lavori si apriranno con l’analisi delle responsabilità giuridiche e delle novità introdotte dal Regolamento Macchine, per poi passare all’esame delle soluzioni tecnologiche necessarie a gestire la dematerializzazione della sicurezza, la cybersecurity e l’integrazione dei sistemi software. Un focus specifico sarà dedicato alla medicina del lavoro e alla prevenzione del rischio psicosociale.
“L’obiettivo dell’incontro è mettere ciascuna figura professionale nelle condizioni di cogliere spunti operativi direttamente declinabili nella propria realtà aziendale, trasformando l’adeguamento normativo in un’occasione di sviluppo per l’intera organizzazione”, osserva D’Alessio.
A conclusione della giornata, una tavola rotonda offrirà uno spazio di dibattito aperto in cui i relatori risponderanno alle domande della platea. Questo momento di confronto permetterà di analizzare i casi reali sottoposti dai partecipanti, offrendo indicazioni pratiche per chiarire i dubbi interpretativi e definire percorsi concreti di adeguamento per le aziende.
Dalla teoria all’integrazione tecnologica: la visita alla Demo Room di SICK
Nel corso del networking lunch i partecipanti avranno l’opportunità di visitare la Demo Room della sede di Vimodrone.
Il percorso guidato tra nastri trasportatori, sistemi di visione artificiale e celle robotizzate permetterà di verificare dal vivo come architetture software e componenti hardware operino in perfetta sinergia per l’arresto sicuro del macchinario.
“Vedere in funzione le tecnologie e analizzare la risposta dei sistemi di sicurezza in uno scenario reale aiuta a comprendere la concretezza dei nuovi requisiti tecnici”, spiega D’Alessio.
Il confronto diretto e informale con gli specialisti offrirà un’occasione immediata per chiarire dubbi interpretativi e valutare soluzioni applicative sulle specifiche esigenze impiantistiche delle aziende.
Regolamento Macchine, perché partecipare all’evento di SICK
Partecipare all’appuntamento del 15 ottobre significa garantirsi un orientamento chiaro in un momento di profonda incertezza normativa, trasformando un obbligo di legge in un vantaggio competitivo per la propria azienda.
L’incontro rappresenta un’opportunità fondamentale per RSPP, progettisti e consulenti, offrendo anche il riconoscimento dei crediti formativi professionali (CFP) utili al mantenimento delle qualifiche e all’aggiornamento obbligatorio.
“Aderire a questo percorso permette di anticipare i tempi della transizione, acquisendo strumenti pratici per proteggere la continuità operativa e valorizzare le persone”, sottolinea D’Alessio.
Per partecipare è necessario registrarsi compilando il form a questo link.











