global risks report 2024

Il report del World Economic Forum: le distorsioni dell’AI, il clima e la cyber security i rischi che destano maggiore preoccupazione

Secondo il Global Risks Report 2024 presentato in vista del prossimo World Economic Forum, nei prossimi dieci anni i cambiamenti climatici, demografici e geopolitici potrebbero destabilizzare significativamente l’economia. Tra le principali preoccupazioni a breve termine, invece, i rischi più rilevanti riguardano mistificazioni e disinformazione legate all’uso distorto dell’AI, l’ambiente e la cyber (in)security.

Pubblicato il 12 Gen 2024

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Cambiamenti climatici, cambiamenti demografici, tecnologia e geopolitica: sono queste le “forze strutturali” che stanno rendendo il mondo meno stabile, secondo il Global Risks Report 2024 del World Economic Forum.

Il rapporto evidenzia uno scenario preoccupante, con i diversi fattori di rischio che si alimentano a vicenda, mentre il dilagare di conflitti e tensioni geopolitiche ostacolano la collaborazione tra Paesi che sarebbe necessaria per affrontare queste criticità.

Tuttavia, all’aumentare dei rischi aumenta anche la nostra capacità di affrontarli come, ad esempio, la possibilità di adottare soluzioni tecnologiche in grado di contrastare i rischi.

Vediamo nel dettaglio quali sono stati i rischi giudicati come più “impattanti” e quali sono gli scenari per ciascuno di essi.

Esiti avversi delle tecnologie AI

Al sesto posto tra i rischi più rilevanti nel lungo termine (da qui a 10 anni) – ma al primo posto nel breve termine (2 anni) – vi sono le conseguenze negative delle tecnologie di AI.

Nell’affrontare le sfide poste dal rapido avanzamento dell’AI e della tecnologia vengono alla ribalta una serie di problemi e di soluzioni innovative.

Il rischio di concentrazione del mercato e il suo potenziale impatto sugli incentivi alla sicurezza nazionale richiedono uno sforzo concertato per migliorare le strutture di governance globale.

“Iniziative come il Gruppo consultivo di alto livello delle Nazioni Unite e la dichiarazione del vertice britannico sulla sicurezza dell’AI, che ha coinvolto Cina, Stati Uniti, UE, Ruanda e Corea del Sud, esemplificano i passi nella giusta direzione”, si precisa nel rapporto.

Sebbene l’obiettivo a lungo termine sia quello di arrivare a regimi normativi armonizzati, queste attività sono state giudicate dal WEF come importanti sforzi iniziali volti a un maggiore impegno delle parti interessate a livello internazionale.

La politicizzazione delle filiere dell’AI, sottolinea il WEF, richiede un ritorno alla diplomazia costruttiva e alla cooperazione multilaterale. Le recenti discussioni tra il Presidente Biden e il Presidente Xi, che hanno riconosciuto i rischi associati ai sistemi avanzati di AI, segnalano un crescente riconoscimento globale della necessità di una gestione responsabile.

“Un dialogo costante pone le basi per una maggiore cooperazione e per una potenziale inversione della frammentazione digitale”, commenta Benjamin Larsen, responsabile del settore Intelligenza artificiale e apprendimento automatico del World Economic Forum.

I rischi legati ai cambiamenti climatici in cima alla classifica

Eventi meteorologici estremi, cambiamenti critici dei sistemi terrestri (una novità di quest’anno) e perdita di biodiversità e collasso degli ecosistemi sono invece i tre principali rischi a lungo termine presenti nel Global Risks Report del 2024.

Si tratta di rischi che, specifica il rapporto, sono tra loro correlati e che si rafforzano a vicenda.

I cambiamenti bruschi e irreversibili dei sistemi terrestri portano a eventi meteorologici più estremi e rischiano di far collassare gli ecosistemi che non sono ben adattati ai nuovi climi.

La soluzione prioritaria è una più rapida riduzione delle emissioni e passi credibili da parte di tutti gli attori del nostro sistema economico per accelerare la velocità e la portata di una transizione pulita.

La riduzione delle emissioni umane è la leva più rapida per rimandare o evitare i cambiamenti critici dei sistemi terrestri.

Una volta raggiunto un punto di svolta climatico, i sistemi naturali della Terra rafforzano i cambiamenti e quindi ritardarli il più a lungo possibile darà alla nostra civiltà il tempo di sviluppare adeguate strategie di adattamento e resilienza.

Ecco quindi la seconda priorità per affrontare il collasso sistemico da rischio ambientale: adattarsi efficacemente ai cambiamenti in arrivo.

Con l’innalzamento del livello del mare, è necessario un ecosistema di soluzioni interconnesse per affrontare le minacce alla vita umana, ai paesaggi e alle proprietà.

E le soluzioni sono già disponibili: le innovazioni degli agricoltori africani esperti nella gestione della siccità e delle inondazioni, ad esempio, saranno fondamentali per la qualità dei raccolti europei.

L’innovazione di base nella gestione del trasferimento delle comunità artiche, che sono i canarini nella miniera di carbone del disastro climatico, può essere sfruttata per comprendere le politiche di salvaguardia e gli approcci più efficaci per gestire la migrazione forzata dovuta all’innalzamento del livello del mare.

“Si può imparare molto dalle forme, dai processi e dagli ecosistemi della natura che sono sopravvissuti a cinque precedenti estinzioni di massa per creare progetti più rigenerativi la cosiddetta biomimetica”, si legge nel rapporto.

“È necessario riconoscere l’intera portata del rischio, ma mantenere l’ottimismo di poter rispondere e di farlo in modo da evitare e mitigare i rischi peggiori. Siamo responsabili della potenziale sesta estinzione di massa, ma siamo anche nella posizione unica di poter reagire per evitarne le conseguenze peggiori” proseguono gli esperti del WEF.

Cyber security, aumenta il divario tra le aziende che hanno gli strumenti per difendersi e quelle che non dispongono delle risorse necessarie

Al quarto posto nella classifica dei rischi più rilevanti per i prossimi due anni vi sono quelli legati alla cyber (in)security che tuttavia scende all’ottavo posto nell’orizzonte a 10 anni.

Sono rischi che si intensificano davanti al processo di digitalizzazione, sempre più spinto, che sta interessando sempre più industrie. È necessario, sottolinea il rapporto, comprendere le implicazioni immediate, a medio e lungo termine di queste tecnologie per la sicurezza informatica di ogni organizzazione.

Le tecnologie emergenti possono fornire soluzioni all’insicurezza informatica, ma le indicazioni sono che gli sviluppi andranno a vantaggio delle organizzazioni e delle società che sono già più avanzate e meglio protette dalle minacce informatiche.

Il divario tra le organizzazioni che sono in grado di rendersi cyber-resistenti e quelle che non lo sono sta crescendo.

Ad esempio, gli aggressori informatici stanno adottando nuove tecnologie, come gli strumenti di AI generativa, per aumentare il numero di mercati che possono colpire.

Rispondere a questo richiede investimenti e l’acquisizione di talenti che molte organizzazioni non sono in grado di affrontare o non conoscono. Per questo motivo, la percentuale di organizzazioni in grado di proteggersi dagli aggressori informatici o di riprendersi da un attacco informatico sta diminuendo.

Questo divario avrà un impatto sociale più pronunciato nel 2024 a causa della convergenza tra crimini informatici e crimini violenti in alcune regioni. Ad esempio, nell’agosto del 2023, le Nazioni Unite hanno riferito che almeno 220.000 persone sono state trafficate nel Sud-Est asiatico e costrette a lavorare per truffe online.

Mentre le organizzazioni si affrettano ad adottare nuove tecnologie, come l’AI generativa, non dovrebbero perdere di vista i rischi creati da applicazioni future di altre tecnologie, come l’informatica quantistica.

“Lo sviluppo tecnologico sta rendendo più marcato il divario di equità informatica all’interno dei Paesi e tra di essi. Questo rende tutti più vulnerabili, anche le organizzazioni meglio protette, e le soluzioni collaborative che sostengono chi è meno in grado di proteggersi da solo andranno a vantaggio di tutti”, precisano gli esperti del WEF.

Il rapporto

Di seguito vi riportiamo il rapporto completo, disponibile in pdf in lingua inglese.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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