Una sentenza “storica” quella depositata il 14 luglio 2026 dal Consiglio di Stato in merito all’annosa questione del Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo relative al periodo 2015-2019. Con la sentenza n. 5627/2026, respingendo l’appello proposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dall’Agenzia delle Entrate contro la sentenza del Tar Lazio n. 15039/2025, il giudice d’appello conferma, in via definitiva per il grado amministrativo, l’illegittimità del diniego di certificazione opposto dal Mimit a un’impresa per il credito d’imposta ricerca e sviluppo relativo ad annualità comprese tra il 2015 e il 2019: per quel periodo, stabiliscono i giudici, la qualificazione delle attività ammissibili si valuta esclusivamente in base all’articolo 3 del decreto legge 145/2013 e al decreto interministeriale 27 maggio 2015, senza che i cinque criteri del Manuale di Frascati – diventati vincolanti solo dal 2020 – possano essere applicati retroattivamente.
INCENTIVI
Credito d’imposta R&S, la storica sentenza del Consiglio di Stato che boccia la retroattività del Manuale di Frascati: ecco che cosa cambia
Con la sentenza n. 5627/2026 il Consiglio di Stato respinge un’istanza di appello di Mimit e Agenzia delle Entrate e afferma che, per il quinquennio 2015-2019, il credito R&S non va valutato con i criteri del Manuale di Frascati, inseriti nell’ordinamento solo successivamente. Un riepilogo della vicenda e le ricadute su certificazioni e contenzioso

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