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Iperammortamento, undici produttori europei denunciano l’Italia all’UE per aiuti di Stato



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I produttori europei di moduli fotovoltaici esclusi dall’iperammortamento hanno deciso di passare all’azione legale contro le recenti scelte del Governo italiano in materia di incentivi industriali. Il timore è che lo schema che li esclude venga replicato anche nel prossimo DL Energia/Bollette.

Pubblicato il 2 feb 2026



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Undici produttori di moduli fotovoltaici “Made in EU” hanno presentato un reclamo formale agli organi competenti dell’Unione Europea segnalando una violazione della normativa sugli aiuti di Stato da parte del governo italiano. La contestazione riguarda nello specifico le norme sull’Iperammortamento previste nella Legge di Bilancio (L. n. 199/2025 art. 1 commi 427-436) che secondo le aziende firmatarie andrebbero a determinare un monopolio di fatto per un’unica realtà industriale a controllo statale, l’italiana 3Sun, che non viene citata espressamente nel documento.

Gli operatori, che avevano già segnalato la questione in via informale, segnalano una pesante distorsione del mercato che potrebbe tradursi in una mancanza di concorrenza effettiva con conseguente aumento dei prezzi e difficoltà nel reperimento dei componenti necessari alla transizione energetica.

L’iniziativa è sostenuta da Eurener, FuturaSun, Omnia Solar, Sonnenkraft, SoliTek, Soluxtec, Solvis, Sunerg Solar, Torri Solare, Peimar e Solyco. Queste aziende sottolineano come la normativa italiana stia agendo a scapito di quasi tutti i produttori continentali iscritti ai registri ufficiali. Si prospetta infatti una linea d’azione che esclude 25 produttori su 26 iscritti al registro ENEA dei moduli prodotti in Europa. Tale orientamento – segnalano i produttori – sembra destinato a essere confermato anche all’interno del prossimo DL Energia – Bollette focalizzato sui rifacimenti e sui potenziamenti degli impianti esistenti.

Una normativa che favorisce un’unica tecnologia

Il DL Energia/Bollette prevederebbe un nuovo contributo per 10 GW di vecchi impianti già incentivati in Conto Energia che siano oggetto di interventi di rifacimento. Tuttavia tale contributo è riservato esclusivamente a quegli interventi dove vengono utilizzati moduli fotovoltaici iscritti al registro di cui all’articolo 12 del decreto-legge 9 dicembre 2023 n. 181 che corrispondano a specifici requisiti territoriali e tecnici. Nella pratica vengono nuovamente esclusi i moduli iscritti al registro ENEA alla lettera a) limitando l’accesso agli incentivi solo a una ristretta cerchia di prodotti che rispondono alle lettere b) e c), proprio come per l’iperammortamento.

Secondo i produttori questa scelta favorisce esclusivamente la tecnologia a eterogiunzione senza – si spiega – che vi sia un reale criterio tecnico di fondo a giustificare tale preferenza.

L’impostazione legislativa – dicono gli 11 produttori – appare in aperto contrasto con la bozza dell’Accelerator Act europeo che richiede l’impiego di tre componenti essenziali di origine europea ma rispetta il principio della neutralità tecnologica lasciando libertà di scelta tra l’inverter e altri due componenti.

Il rischio di penalizzare l’intera filiera industriale

La preoccupazione principale dei produttori riguarda la tenuta del sistema industriale europeo che a parole si vorrebbe tutelare ma che nei fatti viene ostacolato da normative nazionali restrittive.

Inoltre la mancanza di una reale competizione sul piano tecnico rischia di danneggiare direttamente i consumatori finali che si troverebbero a dover gestire costi più elevati per i moduli fotovoltaici a causa dell’offerta limitata. I firmatari del reclamo auspicano l’adozione immediata di correttivi sia sull’iperammortamento attualmente in vigore sia sulla prossima emanazione del DL Energia per evitare forzature che penalizzano l’industria.

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