Industria cartaria, il 2018 chiude in crescita a oltre 7,7 miliardi di euro

L’industria cartaria italiana chiude il 2018 con un fatturato in crescita del 4,2% a quota 7,72 miliardi di euro. Stabile la produzione a 9,1 milioni di tonnellate (0,1%). Nel primo trimestre 2019 produzione e fatturato in calo.

Pubblicato il 19 Giu 2019

acelli carta

L’industria cartaria italiana chiude il 2018 con un fatturato in crescita del 4,2% a quota 7,72 miliardi di euro. Stabile la produzione a 9,1 milioni di tonnellate (0,1%). Dati questi che confermano l’Italia 4° produttore di carta in Europa.

Attenzione all’ambiente: dei 9 milioni di tonnellate prodotte il 57% è generato da carta da riciclare, ma nel comparto imballaggio la percentuale raggiunge l’80% centrando il nuovo obiettivo di riciclo della Direttiva Comunitaria, ancora da recepire. La carta è, inoltre, la frazione più raccolta tra i rifiuti urbani, dopo l’organico, e dà un contributo fondamentale alla gestione dei rifiuti e all’Economia Circolare del Paese.

“La carta è un esempio di bio-economia circolare in quanto rinnovabile e riciclabile ma è anche espressione di una cultura che porta i nostri imprenditori a investire il 5,9% del fatturato sul territorio, incidendo sullo sviluppo ambientale e sociale del nostro Paese”, afferma il Presidente di Assocarta Girolamo Marchi.

Tra i dati di dettaglio più interessanti il trend positivo per gli imballaggi e le speciali. Stabili le carte igienico sanitarie, in riduzione le carte grafiche. La quota di produzione nazionale destinata ai mercati esteri, scende dal 44,7% (2017, massimo storico), al 42,7%, con una tendenza analoga per tutte le tipologie, ad eccezione dell’export di carte per usi igienico-sanitari (+3,1%).

Il 2019 apre in calo

Nel primo trimestre 2019 produzione e fatturato sono in calo rispettivamente del 2% e del 2,2% rispetto allo stesso periodo 2018. Scendono le carte grafiche, stabili le carte igienico sanitarie, cresce ancora l’imballaggio ma su livelli inferiori rispetto all’anno passato.

Negli ultimi mesi inoltre stanno scendendo i prezzi delle cellulose: tenendo dicembre 2016 come riferimento (prezzo 650 dollari), il mercato aveva subito un’impennata a novembre 2018 (1050 dollari, +400 dollari) per poi scendere a 930 dollari ad aprile 2019. Un livello comunque elevato anche se in riduzione.

Il problema del gas

“Il settore cartario, che in passato è riuscito a contenere gli effetti della crisi e che sta cercando di costruire delle strategie di rilancio, si trova a combattere contro due vulnera competitivi: il più alto costo del gas e la mancanza di impianti di recupero per la gestione degli scarti del riciclo”, evidenzia Marchi.

L’industria della carta è energivora e utilizza il gas, il migliore combustibile in assoluto, con prezzi superiori del 15% a quello dei concorrenti esteri. Secondo una rilevazione della Associazione europea di categoria (CEPI) i primi 5 paesi utilizzatori di gas naturale in Europa (tra cui l’Italia) immettono nel mercato il 70% di carta riciclata e, se lo estendiamo ai primi 7, la percentuale sale all’83%. Il gas ha quindi anche un ruolo fondamentale nell’economia circolare della carta.

“Chiediamo al Governo di intervenire per ridurre questo “spread” e agire sulle componenti parafiscali che via via aumentano. A livello europeo e nazionale è urgente l’azzeramento del gap di prezzo del gas tra Italia e Europa, sia attraverso il definitivo varo del meccanismo di riduzione degli oneri parafiscali sia con l’ampliamento delle interconnessioni con il Nord Europa (TENP) e i Balcani (TAP)”, conclude Marchi.

Altrettanto urgente, secondo Assocarta, l’attuazione dei principi del pacchetto sull’economia circolare, mantenendo l’impianto del DLgs n. 152/2006 per quanto riguarda i sistemi di responsabilità del produttore (Conai/Comieco) e prevedendo misure concrete per recuperare gli scarti del riciclo, quale una cabina di regia tra Amministrazioni e Ministeri competenti e l’obbligo di considerare gli stessi nella programmazione territoriale in quanto rifiuti del tutto assimilabili a quelli urbani sotto il profilo tecnologico; il prossimo varo di un EoW (End of Waste) carta che migliori l’attuale sistema Materie Prime Secondarie.

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Franco Canna
Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, laureato in Economia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.

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