Torna a crescere l’occupazione, soprattutto quella femminile, ma da febbraio si sono persi 500.000 posti di lavoro

A luglio 2020 torna a salire l’occupazione, con un aumento di 85.000 unità (+0,4%) rispetto al mese precedente. Il dato, che coinvolge prevalentemente le donne, resta nel complesso decisamente inferiore rispetto ai livelli pre emergenza sanitaria: a febbraio 2020 vi erano quasi 500.000 occupati in più.

Pubblicato il 01 Set 2020

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Un primo segnale di ripresa dell’occupazione arriva con il dato di luglio 2020, rilevato dall’Istat: dopo quattro mesi di calo, tornano a salire gli occupati (+0,4% rispetto a giugno, pari a 85.000 unità in più).

Sono soprattutto le donne a beneficiare dell’aumento dell’occupazione (+0,8%, ovvero 80.000 persone in più), mentre il dato rimane stabile per quanto riguarda gli uomini.

Il dato sull’occupazione resta comunque decisamente inferiore rispetto al livello pre emergenza sanitaria: a febbraio 2020 vi erano quasi 500.000 occupati in più, mentre rispetto a luglio 2019 il numero di occupati è sceso di 556.000 unità (-2,4%). In 5 mesi inoltre sono cresciute le persone in cerca di lavoro (+50.000) e il numero di inattivi (+400.000).

A luglio 2020 calano gli inattivi, ovvero chi non ha un lavoro e non lo cerca (-1,6%, pari a 224.000 unità), e di conseguenza aumenta considerevolmente il numero di persone che cercano lavoro: i disoccupati crescono infatti del 5,8% (pari a 134.000 unità), un dato più marcato tra le donne (+7,3%) rispetto agli uomini (+4,4%).

Il tasso di disoccupazione tra i giovani resta molto alto: è pari al 31,1% nella fascia 15-24 anni, con una crescita dell’1,5% tra luglio e giugno. Il dato scende progressivamente nella fasce successive: 25-34 anni (15,9%), 35-49 anni (8,1%) e 50-64 anni (5,6%).

I dati

L’occupazione a luglio 2020 cresce leggermente in tutte le fasce d’età, con un’unica eccezione: quella tra i 25 e i 34 anni, in cui vi è un lieve calo (-0,1%). Segno più quindi per le fasce 15-24 anni (+0,7%, sebbene in un anno sia sceso del 14,4%), 35-49 anni (+0,5%) e dai 50 anni in su (+0,4%). Anche se legato per lo più a ragioni demografiche, il numero di occupati dai 50 anni in su è cresciuto di 153.000 unità rispetto a luglio 2019 (+1,8%).

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Guardando invece alla posizione professionale, l’aumento dell’occupazione coinvolge i lavoratori dipendenti (+0,8% a luglio rispetto a giugno, pari a 145.000 unità) mentre diminuiscono gli autonomi (-1,2%): rispetto allo stesso periodo del 2019 questo tipo di posizione lavorativa ha perso 239.000 unità (-4,5%).

Guardando sempre ai dodici mesi, rispetto a luglio 2019 sono aumentati i contratti permanenti (+1,2%, ovvero 181.000 unità in più) ma sono calati vistosamente i contratti a termine (-16,2%, -498.000).

Occupazione in calo anche nella “fase 2”

Complessivamente, nonostante la fase del lockdown e del blocco di gran parte delle attività economica fosse alle spalle, nel trimestre maggio-luglio 2020 l’occupazione è scesa dell’1,2%, corrispondente a 286.000 unità in meno rispetto a febbraio-aprile 2020, quando la pandemia era nel pieno della diffusione. Il calo riguarda uomini e donne in proporzioni analoghe (-1,2% per i primi, -1,3% per le seconde).

Nel trimestre maggio-luglio 2020 crescono decisamente le persone in cerca di lavoro (+10,4%, pari a +218.000) e, in misura inferiore, gli inattivi (+0,3%).

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Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.
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