Digital Europe Programme, le prime opportunità per le imprese: aperti fino al 22 febbraio 2022 ben 28 bandi

La prima call del programma Digital Europe si chiuderà il 22 febbraio 2022. Dagli industrial Data al cloud, dall’AI alla cyber security, dalla quantum communication alle competenze sul digitale: ecco tutti i 28 bandi contenuti e le opportunità di partecipazione per le imprese

Pubblicato il 18 Dic 2021

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Sono 28 i bandi europei aperti alla partecipazione delle imprese (pubbliche e private), centri di ricerca, centri di eccellenza e istituzioni che rientrano nell’ambito della prima call di Digital Europe, il programma per l’accelerazione della trasformazione digitale dell’Unione Europea da 7,5 milioni di euro.

Il programma Digital Europe, ricordiamo, punta a rafforzare la posizione dell’Unione Europea in cinque settori strategici: high performance computing; Intelligenza Artificiale, cloud ed edge; cyber security; competenze digitali avanzate e pratiche per promuovere il miglior uso di queste tecnologie.

All’interno di queste macro aree si inseriscono numerose azioni (per i programmi dettagliati vedere questo articolo) volte a rafforzare la sovranità europea, attraverso risorse comunitarie e investimenti privati, anche per competere con quei Paesi che si trovano in una posizione di vantaggio rispetto all’Europa perché hanno iniziato a investire prima in queste tecnologie (come nel caso di Cina e Stati Uniti).

Per accelerare i tempi, la Commissione ha stilato dei veri e propri “piani d’azione” per indicare gli obiettivi da raggiungere in ciascun ambito nel biennio 2021 – 2022. Questi documenti, che prendono il nome di work program, forniscono una guida su come verranno attuate le strategie e includono informazioni quali il quadro temporale di riferimento, le risorse messe a disposizione per un determinato ambito, il numero delle call previste, la loro durate, le risorse a disposizione per ciascuna e l’istituzione/agenzia europea che sarà incaricata di gestire i fondi.

Le risorse e gli strumenti di finanziamento

La prima call, che si è aperta lo scorso 17 novembre, si concluderà il 22 febbraio 2022. Le risorse stanziate ammontano a circa 415 milioni di euro, che saranno distribuiti tra bandi relativi alle aree strategiche già menzionate, a cui si aggiungono quelli relativi agli European Digital Innovation Hubs e alle azioni preparatorie ai progetti (categoria trasversale).

Le risorse messe a disposizione per questi primi 28 bandi del programma Digital Europe verranno ripartite dalla Commissione o dall’agenzia/ente europeo a cui fa carico la gestione del bando, attraverso l’utilizzo di semplici sovvenzioni (simple grants), che copriranno fino a un massimo del 50% delle spese sostenute dalle aziende.

Per le PMI è stato messo a punto uno strumento di finanziamento dedicato, con la quota del rimborso che sale fino al 75% delle spese sostenute. Infine, vi è lo strumento che agevola le CSA (Coordinate and support actions) – ovvero le azioni di coordinamento e di supporto che hanno l’obiettivo di sostenere le politiche dell’UE – che prevede un funding rate del 100%, ossia la copertura totale delle spese ammissibili sostenute per il progetto.

Le attività possono includere il coordinamento tra diversi attori per le misure di accompagnamento quali la standardizzazione, la diffusione, la sensibilizzazione e la comunicazione, il networking, il coordinamento o i servizi di
supporto, dialoghi politici, scambi.

Le attività agevolabili e i criteri di valutazione, un’overview

I bandi del programma Digital Europe non finanziano attività di ricerca e hanno un focus sull’implementazione delle attività che rientrano negli obiettivi inseriti nella call, che costituisce uno dei criteri valutativi dei progetti. A questo si aggiunge la rilevanza del progetto e il suo impatto.

Le attività finanziabili coprono prevalentemente le spese sostenute dall’impresa stessa, in quanto i bandi limitano la possibilità di subappaltare attività a terzi. Sono agevolabili, quindi (con qualche differenza tra i bandi):

  • le spese relative al personale
  • le spese relative alle attività affidate a terzi (per i bandi dove sono previste)
  • i costi sostenuti per l’acquisto di materiale e servizi, per le spese di viaggio e per l’attrezzatura
  • sostegno finanziario a terzi
  • beni e servizi fatturati internamente
  • costi indiretti

Per ogni bando è disponibile un documento con informazioni dettagliate su scopi del progetti, enti che ricercano partner, budget e attività agevolabili, disponibile unicamente in lingua inglese sul sito della Commissione.

Oltre ai documenti ufficiali per la call, le imprese interessate hanno a disposizione più di 20 modelli di progetti ammissibili, un manuale online, guide su vari aspetti inerenti la partecipazione ai singoli progetti (ambiti etici, di sicurezza, ownership e controllo e validazione dell’entità legale).

La struttura delle proposte

La domanda di candidatura di un progetto a uno dei bandi di Digital Europe si divide in due parti, da compilare elettronicamente attraverso il portale della Commissione.

La prima parte (part A) che viene compilata attraverso un form online e deve includere le informazioni amministrative dell’azienda che intende partecipare al bando, alcune informazioni generali (titolo, acronimo, parole chiave, abstract, dichiarazioni relative alla proposta), la lista dei partecipanti, il budget del progetto e l’ammontare delle agevolazioni richieste.

La parte B deve essere invece compilata attraverso l’apposito template (sempre online) e include un summary del progetto, seguita da una spiegazione di come questo progetto si posiziona rispetto ai criteri di valutazione (rilevanza, implementazione e impatto). Questa sezione deve essere di una lunghezza massima di 70 pagine, fatta eccezione per i progetti relativi alle azioni di coordinazione e supporto, dove la lunghezza massima scende a 50 pagine.

A queste informazioni si devono aggiungere quelle relative al piano di lavoro, ai tempie ai subappalti, oltre alle dichiarazioni finali e ai documenti allegati richiesti dal bando specifico.

Le proposte devono essere inviate entro le ore 17:00 del 22 febbraio 2022 utilizzando il portale della Commissione. La fase di valutazione dei progetti partirà il 14 marzo e si concluderà entro il 29 aprile 2022. Successivamente la Commissione provvederà a comunicare, entro fine maggio 2022, i risultati ai soggetti partecipanti.

L’importo del finanziamento, che può anche essere inferiore a quello richiesto, sarà indicato nel contratto che verrà stipulato tra le aziende o i consorzi che risulteranno vincitori dei bandi e la Commissione o l’ente/agenzia che si occuperà di gestire i progetti e i fondi per quell’azione specifica.

Per ogni ambito è stato stanziato un budget che la Commissione (o l’agenzia che se ne occupa) può ripartire in base ai punteggi ottenuti dai progetti. In alcuni casi, il budget dedicato all’ambito corrisponde all’importo massimo concedibili per singolo progetto; questo vuol dire che la Commissione o l’agenzia che gestisce il bando può decidere di affidare tutto il budget disponibile per quell’ambito a un solo progetto, se ritiene che sia quello più indicato a raggiungere gli scopi del bando.

L’importo verrà stabilito nel contratto di sovvenzione, che verrà firmato nel settembre dell’anno prossimo.

Digital Europe, i bandi aperti

I bandi aperti nell’ambito della prima call sono appunto 28, suddivisi in bandi relativi a dati, cloud e AI (11); implementazione (4); trust (4); azioni preparatorie (3); infrastruttura di Quantum Communication (3); competenze (2); Digital Innovation Hubs europei (1).

Vediamo quali sono le opportunità per le imprese e i criteri di partecipazione per ciascuna area.

Data, cloud e AI

L’ambito data, cloud e AI è regolato dal main work program, il documento che indica la strategia per il biennio per alcune delle aree strategiche (altre aree, come high performance computing e i poli di innovazione europei hanno un work program distinto).

Possono partecipare a questi bandi imprese pubbliche o private stabilite presso uno dei Stati membri dell’Unione Europea e imprese di Paesi terzi che rientrano nella lista dei Paesi dell’EEA affiliati al programma Europa Digitale o Paesi che hanno in corso negoziati per un accordo di associazione e in cui l’accordo entra in vigore prima della firma della sovvenzione.

Per ragioni di sicurezza, le imprese o i consorzi che intendono partecipare a questi bandi non possono essere direttamente o indirettamente controllati da Paesi non inseriti nella lista citata.

Tutti i beneficiari e gli enti affiliati devono registrarsi nel Registro dei Partecipanti – prima di presentare la proposta – e dovranno essere convalidati dal Servizio Centrale di Convalida. Inoltre, vista l’entità degli obiettivi da raggiungere, le azioni necessarie all’interno della strategia dedicata a data, cloud e AI sono state divise tra le tre call già programmate.

I bandi aperti in questa prima call del programma Digital Europe sono relativi a:

  • la creazione di un marketplace per i servizi cloud ed edge, che prevede un budget di 20 milioni di euro, con un contributo massimo di 20 milioni di euro a progetto (attraverso lo strumento dei simple grants)
  • cloud, AI, e Industrial Data, che richiama azioni volte sostenere le attività operative dell’Alleanza europea per Industrial data, Cloud and Edge lanciata dalla Commissione europea il 19 luglio 2021. Per questo bando è prevista un budget e un contributo massimo di 1 milione di euro a progetto e un tasso di finanziamento (funding rate) del 100% delle spese sostenute
  • creazione di una struttura di testing e sperimentazione per l’edge AI (massimo 78 milioni di euro a progetto), simple grants
  • supporto alla segreteria per l’alleanza sui processori e tecnologie dei semiconduttori, per sostenere le attività operative dell’Alleanza industriale sui processori e tecnologie dei semiconduttori lanciata dalla Commissione europea il 19 luglio 2021 (massimo 1 milione di euro, 100% funding rate)
  • azioni preparatorie per la creazione di un data space relativo al Green Deal (massimo 2 milioni di euro per progetto), alle smart communities, alla space mobility e alla manifattura (massimo 1 milione di euro per progetto). Tutti questi bandi prevedono un tasso di finanziamento al 100%
  • supporto alle azioni necessarie per l’implementazione di un’Infrastruttura europea federata per i dati genomici (Federated European infrastructure for genomics data), con lo scopo di implementare un collegamento transfrontaliero sostenibile e sicuro di e accesso a una moltitudine di set di dati genomici e fenotipici, clinici e di altro tipo in tutta Europa, sulla base dei progressi raggiunti nel contesto dell’iniziativa “1+ Million Genoms”. A questa iniziativa, che permetterà di migliorare la diagnostica e il trattamento di molte patologie all’interno dell’UE, è destinato un budget e un contributo massimo di 20 milioni di euro per progetto
  • creazione e operatività del Support Center europeo, che coordinerà tutte le azioni pertinenti sugli spazi di dati settoriali e rende disponibili architetture e requisiti di infrastrutture per gli spazi di dati, comprese le possibili tecnologie, processi, standard e strumenti che consentiranno il riutilizzo dei dati tra i settori da parte del settore pubblico e delle imprese europee, in particolare le PMI (massimo 14 milioni di euro per progetto, 100% funding rate)
  • azioni preparatorie alla creazione della piattaforma europea per i servizi/strumenti di AI (massimo 1 milione di euro a progetto, 100% funding rate)

Il budget complessivo per questi bandi è di 140 milioni di euro, che potrà essere incrementato massimo di un 20%. All’interno di ciascun ambito, la Commissione ripartirà i fondi in base al merito del singolo progetto.

I bandi relativi alle tecnologie di comunicazione quantistica

Anche questo ambito della prima call sarà gestito dalla Commissione e comprende 3 progetti volti alla creazione di un’infrastruttura europea per la tecnologie di Quantum-Communication per uso industriale.

Il work program di riferimento è quello principale e pertanto il quadro temporale di riferimento è il biennio 2021-2022. Si tratta dell’unico ambito del settore “cyber security and trust” a rientrare nel main work program, oltre ad essere l’unica area di questo ambito ad essere direttamente gestita dalla Commissione.

Per la prima call sono 3 i bandi aperti in questo ambito, con una dotazione complessiva di 154 milioni di euro. Il primo è rivolto a creare un ecosistema industriale europeo per tecnologie e sistemi QCI sicuri.

Per questo bando sono stati stanziati 44 milioni di euro ed è prevista la copertura del totale dei costi ammissibili, con una sovvenzione che sarà compresa tra i 5 e i 15 milioni di euro e coprirà un massimo del 50% delle spese sostenute, che salirà al 75% per le PMI.

Il secondo bando riguarda l’implementazione di sistemi nazionali avanzati di sistemi e reti QCI e ha due finalità. Da un lato, punta a implementare sistemi e reti quantistiche nazionali avanzate per testare le tecnologie di comunicazione quantistica e per integrarle con le reti di comunicazione esistenti.

Dall’altro, punta a favorire l’utilizzo questi sistemi e reti quantistiche per sviluppare e testare casi d’uso a sostegno delle iniziative nazionali QCI nel contesto dell’iniziativa EuroQCI.

Questo supporto è necessario per contribuire all’autonomia tecnologica europea nel campo altamente strategico delle tecnologie di comunicazione quantistica.

Per questo bando la Commissione ha stanziato 108 milioni di euro, con un contributo che andrà a coprire massimo il 50% delle spese ammissibili sostenute, per un ammontare di 5 milioni di euro per progetto.

Il terzo bando punta a coordinare il primo dispiegamento di progetti nazionali EuroQCI (Quantum Communication Infrastructure) e preparare l’infrastruttura di test e certificazione QKD (Quantum Key Distribution, distribuzione in chiave quantistica) su larga scala.

Per questo bando la Commissione ha stanziato 2 milioni di euro, con un contributo di massimo 2 milioni di euro a progetto.

Competenze digitali avanzate, cosa rientra nei bandi della prima call di Digital Europe

Anche quest’ambito è inquadrato all’interno del main work program e le azioni gestite prevalentemente dall’HeDEA, l’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale.

I bandi attualmente aperti sono 2: il primo è rivolto a istituzioni di istruzione e formazione e organizzazioni partner (che partecipano come consorzi) ed è finalizzato alla creazione di percorsi educativi adeguati di livello superiore.

Parliamo quindi di master, programmi interdisciplinari o di riconversione (vale a dire quei corsi dedicati a studenti che non si sono laureati in una disciplina ITC, ma che vorrebbero fare un master in quell’ambito) in AI, cyber security, Quantum, Blockchain, data, cloud, fotonica, robotica e IoT.

I progetti presentati devono contenere le informazioni relative al programma, che può essere focalizzato su una o più delle tecnologie citate e che deve assicurare la formazione di almeno 150 studenti l’anno (per consorzio).

Per questo bando è disponibile un budget di 70 milioni di euro. Ciascun progetto potrà ricevere un contributo massimo di 10 milioni di euro attraverso sovvenzioni semplici, quindi non superiori al 50% dei costi ammissibili.

Il secondo bando è rivolto a ridurre il mismatch di competenze tra domanda e offerta di lavoro, attraverso l’analisi delle competenze presenti sul mercato europeo e di quelle fornite dai percorsi formativi per delineare le competenze necessarie al mercato europeo e le azioni necessarie per costruirle.

Per quest ambito sono disponibili 2 milioni di euro e rientra nelle CSA (Coordinate Support Actions), dunque con la copertura del 100% dei costi, per un contributo massimo di 2 milioni di euro.

Cyber Security

Le azioni che rientrano nell’ambito della strategia di cyber security e trust, sono inserite all’interno di work program separato e saranno gestite – fatta eccezione per quelle che riguardano l’infrastruttura europea di comunicazione quantistica – dal Competence Center di Cyber security europeo (ECCC).

Fino a che l’ECCC non sarà operativo, sarà la Commissione a gestire, ad interim, queste attività. Il budget messo a disposizione per questa prima call è di 37 milioni di euro (che potrebbe aumentare del 20%, massimo) da dividere tra i 4 i bandi attualmente aperti.

Il primo è finalizzato alla costruzione di hub nazionali o multinazionali dell’Osservatorio europeo sui media, strumento con cui l’UE vuole combattere la disinformazione e le fake news, in quei Paesi membri dove ancora non sono esistenti (si prevede un hub per Stato membro).

Il contributo massimo per progetti è di 1,5 milioni di euro, da erogare attraverso lo strumento di supporto delle PMI: le agevolazioni copriranno, dunque, il 50% delle spese ammissibili per le aziende e il 75% per le PMI.

Il secondo bando è rivolto al supporto dei centri per l’Internet sicuro presenti in Europa nel fornire informazioni sulla sicurezza online, risorse educative, strumenti di sensibilizzazione del pubblico e servizi di consulenza e segnalazione rivolti a bambini, genitori, insegnanti ecc.

Per questo ambito sono stati stanziati 21 milioni di euro, da ripartire tra i progetti (massimo 1,5 milioni a progetto) attraverso simple grants che coprono il 50% dei costi delle spese ammissibili.

Il terzo bando è finalizzato a fornire un solido, anche se temporaneo, quadro di sostenibilità per la gestione continua, lo sviluppo e la manutenzione del sistema e-CODEX (e-Justice Communication via Online Data Exchange), il sistema che fornisce un facile accesso alla giustizia transfrontaliera per i cittadini, le imprese e i professionisti legali di tutta Europa.

Il bando si rivolge ad autorità pubbliche degli Stati membri dell’UE e altre organizzazioni internazionali, imprese comuni, imprese pubbliche e private, organismi o enti stabiliti negli Stati membri dell’UE o nei paesi dell’Area Economica Europea.

Per questo bando sono stati messi a disposizione 3 milioni di euro, da erogare attraverso lo strumento di CSA (quindi 100% funding rate), con un contributo massimo di 3 milioni di euro a progetto.

Il quarto bando è finalizzato a sostenere progetti per la creazione del passaporto digitale per i prodotti (o Digital Product Passport, DDP).

L’obiettivo di questa azione di coordinamento e sostegno è quello di preparare il terreno per una graduale sperimentazione a partire dal 2023 di un passaporto digitale di prodotto (DPP) in almeno 3 catene di valore chiave: elettronica e ICT (almeno elettronica di consumo), batterie (come definito e incluso nel campo di applicazione nella proposta di regolamento sulle batterie) e in almeno un’altra delle catene di valore chiave identificate nel CEAP (Circular Economy Action Plan).

Tra queste rientrano le Supply Chain del settore tessile (indumenti e abbigliamento), imballaggi (in particolare plastica), mobili, costruzioni ed edifici.

Si tratta quindi di progetti che rientrano nell’ambito delle CSA, per le quali sono stati stanziati complessivamente 2 milioni di euro da erogare con un contributo che copre il 100% delle spese, di importo massimo di 2 milioni di euro per progetto.

Bandi Digital Europe, le azioni preparatorie alla costruzione dei digital space

Vi sono poi i bandi relativi alle azioni preparatorie per costruire i digital space europei, per cui sono stati stanziati 4 milioni di euro (con possibilità di incrementare il budget di massimo il 20%), da ripartire attraverso lo strumento di CSA (100% funding rate). Nell’ambito della prima call di Digital Europe rientrano i seguenti bandi:

  • le azioni volte alla costruzione del digital space per l’agricoltura, per cui sono stanziati 2 milioni di euro, con un contributo massimo di 2 milioni di euro
  • le azioni volte alla costruzione del digital space per le competenze digitali, con un budget di 1 milione di euro e un contributo massimo di 1 milione di euro per progetto
  • le azioni volte alla costruzione del digital space per il turismo, con un budget di 1 milione di euro e un contributo massimo di 1 milione di euro per progetto

Digital Europe, il bando per i Digital Innovation Hub europei (Edih)

Conclude la lista delle opportunità aperte dai bandi della prima call del programma Digital Europe il bando per la creazione del network dei Digital Innovation Hub Europei, per cui la Commissione ha stanziato un budget di 240,930 milioni di euro, che potrà essere incrementato del 20%.

Il focus di questo bando è la creazione di una rete di “European Digital Innovation Hubs” (EDIH), con l’obiettivo di coprire tutte le regioni d’Europa.

Un European Digital Innovation Hub (Edih) è una singola entità o un gruppo coordinato di entità con competenze complementari e un obiettivo senza scopo di lucro, finalizzato a sostenere su larga scala la trasformazione digitale di aziende, soprattutto PMI e piccole mid-cap, e/o organizzazioni del settore pubblico che svolgono attività non economiche.

Gli Edih forniscono servizi come test prima di investire, formazione e sviluppo di competenze, supporto per trovare investimenti, networking e accesso all’innovazione ecosistemi.

L’invito è aperto solo a entità o consorzi i cui coordinatori sono stati designati dagli Stati membri, attraverso un processo aperto e competitivo in conformità con le procedure nazionali, le strutture amministrative e istituzionali (in questo articolo abbiamo parlato dei 45 progetti selezionati dall’Italia).

Progetti che saranno finanziati attraverso lo strumento dei simple grants, che copre fino al 50% delle spese ammissibili, con un contributo compreso tra 1 e 3 milioni di euro per progetto.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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