INNOVAZIONE E BREVETTI

Brevetti europei in crescita: ecco la mappa dell’innovazione in Europa e in Italia



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Innovazione da record in Europa: nel 2025 l’European Patent Office (EPO) ha ricevuto oltre 201.000 domande di brevetto, il numero più alto della sua storia. A guidare la crescita sono intelligenza artificiale, tecnologie per le batterie e 6G, mentre la Cina entra per la prima volta tra i primi tre paesi di origine. L’Italia si conferma sesta in Europa con 4.767 domande, forte nella meccanica e nell’automazione, ma ancora distante nei settori digitali. Ecco i top player mondiali e le 10 aziende italiane che innovano di più.

Pubblicato il 24 mar 2026



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Nel 2025 per la prima volta le domande di brevetto presentate all’Ufficio Europeo dei Brevetti (l’EPO) hanno superato quota 200.000: sono state esattamente 201.974, l’1,4% in più rispetto al 2024. A guidare la corsa sono l’intelligenza artificiale, le tecnologie per le batterie e il 6G, mentre la Cina entra per la prima volta tra i primi tre paesi per numero di depositi, scalzando il Giappone. I brevetti concessi dall’EPO nel 2025 sono stati 119.756, con un aumento del 9,3% rispetto ai 109.524 del 2024.

“Il volume record di domande sottolinea la capacità innovativa dell’Europa e la sua attrattività come mercato tecnologico globale”, ha dichiarato il presidente dell’EPO António Campinos, sottolineando che il Technology Dashboard 2025 – questo il nome con cui il rapporto è stato ribattezzato rispetto al precedente Patent Index – è uno strumento per aiutare i decisori politici europei a individuare priorità e orientare investimenti per rafforzare la sovranità tecnologica e la competitività, con particolare attenzione a settori strategici come AI, semiconduttori, salute e tecnologie quantistiche.

Le tecnologie che guidano la crescita

La tecnologia informatica si conferma il campo più attivo con 17.844 domande (+6,1%), sostenuta dalla crescita delle applicazioni di intelligenza artificiale – in particolare per reti neurali e riconoscimento di immagini (+9,5%) – e dalle tecnologie quantistiche (+37,9%), settore ancora di nicchia ma in forte espansione. Significativo il fatto che gli innovatori europei detengano la quota maggiore sia nel comparto AI che in quello quantistico, con incrementi rispettivi del 2,6% e del 22,1%.

Al secondo posto si colloca la comunicazione digitale con 17.802 domande (+11,4%), la crescita più marcata tra i campi principali, trainata dall’avvento delle tecnologie 6G.

Il terzo posto va a macchinari e sistemi per l’energia elettrica con 16.997 domande (+5,3%), dominato dalla crescita delle tecnologie per le batterie, che rappresentano ormai il 45,1% dell’intero comparto. Gli aumenti più forti vengono dai paesi asiatici: Giappone (+23,8%), Cina (+25,7%) e Corea del Sud (+34,9%).

Le tecnologie medicali raggiungono 15.905 domande (+1,3%), mentre biotecnologia e farmaceutica registrano cali rispettivamente del 3,3% e del 6,3%, quest’ultima tornata ai livelli del 2019.

Nel complesso gli innovatori europei guidano otto dei dieci principali campi tecnologici, con posizioni solide in trasporti, strumentazione e macchine speciali – categoria che include stampanti 3D e diversi strumenti di produzione industriale.

La classifica dei principali richiedenti nel mondo

In cima alla classifica mondiale dei depositanti si confermano i colossi asiatici delle telecomunicazioni e dell’elettronica.

La classifica Top 10 mondiale vede in testa Samsung (Corea del Sud), che mantiene la prima posizione con 5.337 domande (+4,5%), seguita da Huawei (Cina) con 4.744 (+9,8%) e LG (Corea del Sud) con 4.464 (+23,2%).

Qualcomm (USA) si ferma al quarto posto con 2.939 domande (-2,5%). Nokia (Finlandia) compie il balzo più significativo dell’intera top 10, salendo di sette posizioni al quinto posto con 2.242 domande, oltre 1.000 in più rispetto al 2024 (+89,4%).

Tra le aziende europee figurano anche Siemens (1.653, -9,7%), Ericsson (1.418, -3,5%) e BASF (1.372, -14,2%).

Microsoft si colloca al nono posto con 1.363 domande (+20,5%), mentre CATL – produttore cinese di batterie – entra per la prima volta nella top 10 al decimo posto con 1.305 (+12,2%).

Il ruolo delle donne

Vale la pena segnalare anche il tema della partecipazione femminile all’innovazione: nel 2025 il 26% delle domande depositate all’EPO da richiedenti degli stati membri cita almeno un’inventrice tra gli autori, con ampie variazioni tra paesi e settori.

La Spagna guida con il 42%, seguita da Finlandia (34%), Belgio e Francia (32%), Danimarca (30%). L’Italia si ferma al 21%, al di sotto della media europea, un dato che – nelle parole dell’EPO – riflette quanto rimanga ancora da fare per incoraggiare le donne a intraprendere carriere in ambito scientifico e ingegneristico.

La forza delle PMI

Quanto alle piccole imprese, nel 2025 il 26% delle domande provenienti dall’Europa è stato depositato da inventori individuali o PMI (meno di 250 dipendenti), e un ulteriore 7% da università e centri di ricerca pubblici.

L’EPO ha introdotto riduzioni mirate delle tariffe per micro-imprese, individui, organizzazioni non profit e università, e la risposta è visibile nell’adozione crescente del Brevetto Unitario da parte di questi soggetti: le PMI europee lo hanno scelto nel 48,3% dei casi nel 2025, rispetto al 38,4% del 2024.

L’Italia sesta: solida nella meccanica, meno nel digitale

Nel 2025 sono state depositate all’EPO 4.767 domande di brevetto da richiedenti italiani, in lieve calo (-1,8%) rispetto alle 4.853 del 2024 e in linea con il calo delle principali economie europee come Germania (-2,2%), Francia (-0,4%), Paesi Bassi (-0,7%) e Regno Unito (-3,3%). L’Italia rappresenta il 2,4% del totale delle domande depositate all’EPO, sesta tra gli stati EPO dopo Germania (12,1%), Francia (5,4%), Svizzera (4,9%), Paesi Bassi (3,5%) e Regno Unito (2,9%).

Sul fronte dei brevetti concessi all’Italia il 2025 segna un risultato positivo: 3.767 grant, il dato più alto degli ultimi anni e in crescita rispetto ai 3.718 del 2024, con un trend in netta ripresa dopo il minimo di 2.637 registrato nel 2022.

La distribuzione per settore riflette con precisione la struttura produttiva del paese. Il trasporto guida con il 9,5% delle domande, seguito dalla movimentazione e handling (8,6%), macchine speciali (6,5%), ingegneria civile (6,2%) e tecnologie medicali (5,7%). Macchinari elettrici e macchine utensili si attestano rispettivamente al 5,5% e al 4,2%. La farmaceutica è al 3,9%. L’informatica, con appena il 2,0%, è il segnale più evidente di una debolezza strutturale nei settori software-intensive, dove altri paesi europei e i grandi player extraeuropei concentrano invece investimenti crescenti.

Le 10 aziende italiane più attive: la manifattura avanzata fa la parte del leone

I dati sui principali richiedenti italiani nel 2025 restituiscono un quadro coerente con la vocazione industriale del paese, con alcune eccezioni significative.

Al primo posto si colloca Coesia SpA con 179 domande: il gruppo bolognese, specializzato in soluzioni di confezionamento automatico e macchinari per l’industria dei beni di consumo, conferma la propria intensità brevettuale come motore competitivo in un mercato globale dove la differenziazione tecnologica è determinante.

Al secondo posto Ferrari (151 domande), che esprime la ricerca applicata all’automotive ad alte prestazioni, dall’aerodinamica ai sistemi di propulsione ibrida ed elettrica.

Iveco Group, al terzo posto con 68 domande, è attiva soprattutto in sistemi di trazione, trasmissione e motoristica per veicoli commerciali pesanti.

Pirelli & C. (43 domande) porta in classifica la ricerca sui materiali, le mescole e i sistemi di sensoristica integrata nel pneumatico.

Chiesi Farmaceutici (36 domande) e Leonardo (36 domande) rappresentano le due anime più distanti dalla meccanica tradizionale: la prima nella ricerca farmaceutica e sulle vie di somministrazione dei farmaci, la seconda in aerospazio, difesa e sistemi di sicurezza.

IMA Industria Macchine Automatiche e Sacmi Cooperativa Meccanica – entrambe con 33 domande – sono costruttori di macchine automatiche per il packaging e per l’industria ceramica e del beverage rispettivamente, con forte orientamento all’export e alla personalizzazione delle soluzioni.

SCM Group (24 domande) opera nelle macchine per la lavorazione del legno e dei materiali compositi, mentre il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR, 24 domande) è l’unico soggetto pubblico di ricerca presente nella top 10.

Nelle posizioni da 11 a 15 seguono Piaggio, Brembo, Fameccanica Data, Danieli e Prinoth.

L’Italia insomma brevetta soprattutto attraverso costruttori di macchinari e sistemi di automazione per l’industria manifatturiera, con la farmaceutica e la difesa come principali eccezioni. È un campione che rispecchia i punti di forza del sistema produttivo nazionale, ma che segnala anche l’assenza di grandi operatori nei settori a più alta crescita brevettuale a livello globale – dal software all’intelligenza artificiale, dalle batterie alle telecomunicazioni.

Tra le Regioni guida la Lombardia

Nonostante un calo del 7,9%, la Lombardia si conferma come la regione italiana che deposita più richieste di brevetto all’EPO, con 1.352 domande, il 28,4% del totale in Italia.

Seguono l’Emilia-Romagna, che con 1.022 domande di brevetto (21,4% del totale italiano) registra un aumento del +10,8% rispetto al 2024 e il Veneto con 619 domande (13% delle domande totali) in calo del -4,9% rispetto al 2024.

Tra le Top 20 regioni dell’UE per numero di domande di brevetto presentate all’EPO, la Lombardia sale al 12° posto (dal 13° del 2024) insieme l’Emilia-Romagna che sale al 16° posto dal 17° del 2024.

I settori tecnologici dove si innova di più sono diversi in base alla regione italiana di riferimento: in Lombardia, il settore principale è quello dedicato ai polimeri, seguito dal farmaceutico e dall’area altri macchinari speciali”. Per L’Emilia- Romagna invece il maggior numero di domande di brevetto si concentra nel settore” handling, seguito dai trasporti e da “altri macchinari”. Il Veneto invece vede al primo posto il settore degli altri macchinari speciali, seguito dai beni di consumo e dall’ingegneria civile.

Tra le città invece, Milano si conferma come la più innovativa d’Italia con 561 domande, posizionandosi al 16° posto a livello europeo e al 47° assoluto. Seguono Torino con 213 domande, Roma con 208 domande, Modena con 192 e Bologna con 168.

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