ROBOT UMANOIDI

Boston Dynamics, l’umanoide Atlas entra in fabbrica: primi test sulle linee di produzione Hyundai



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La versione completamente elettrica del robot umanoide Atlas, progettata specificamente per l’impiego industriale, entrerà presto negli stabilimenti di Hyundai Motor. Ecco come è fatto e che cosa può fare.

Pubblicato il 22 gen 2026



Atlas



Boston Dynamics ha recentemente svelato la nuova generazione di Atlas, una piattaforma completamente elettrica progettata non più per i video dimostrativi di parkour, ma per operare concretamente all’interno degli stabilimenti, a partire da quelli di Hyundai Motor Group.

L’annuncio segna il passaggio definitivo del robot umanoide più avanzato al mondo dalla fase di ricerca e sviluppo pura (R&D) alla commercializzazione operativa, inserendosi in un mercato, come quello industriale, che sta guardando con sempre maggiore interesse alla robotica umanoide. Un debutto che ha già convinto la critica: Atlas si è aggiudicato il premio “Best Robot” ai Best of CES 2026 assegnato da CNET Group, che ne ha premiato la camminata naturale e il design funzionale.

Dall’idraulica all’elettrico: le specifiche tecniche

Il nuovo Atlas passa dagli attuatori idraulici a quelli elettrici, una transizione ingegneristica fondamentale per la scalabilità. Il precedente modello (HD Atlas), pur noto per le capacità dinamiche, dipendeva da sistemi idraulici complessi e pesanti. La nuova piattaforma elimina fluidi e pompe a favore di attuatori elettrici personalizzati forniti da Hyundai Mobis, partner strategico nella catena di fornitura. Questo cambiamento ha permesso di ridurre il peso e l’ingombro, aumentando al contempo la forza applicabile: il robot vanta una capacità di carico di 50 kg (110 lbs), essenziale per la movimentazione di componenti automotive pesanti.

La robustezza industriale è garantita da specifiche progettate per ambienti reali: operatività certificata da -20°C a 40°C e una resistenza all’acqua che rende la macchina lavabile, requisito indispensabile per la manutenzione in fabbrica. Un dettaglio tecnico rilevante risiede nella libertà di movimento dei giunti: non limitato dai vincoli dell’anatomia umana, Atlas può ruotare testa e busto di 360 gradi e invertire le articolazioni delle gambe. Questa capacità riduce i tempi di ciclo nelle operazioni di pick-and-place, garantendo un’efficienza superiore rispetto ai competitor più rigidamente antropomorfi.

Inoltre la testa sferica, dotata di un “ring light” distintivo, funge da hub per la suite di sensori, includendo telecamere di profondità e sistemi di visione artificiale necessari per mappare l’ambiente in tempo reale.

Un decennio di evoluzione

Per comprendere la maturità del progetto è necessario guardare al percorso ultradecennale di Boston Dynamics. Il primo Atlas fece il suo debutto pubblico nel 2013 per la DARPA Robotics Challenge come un gigante di 150 kg vincolato da cavi. La versione elettrica odierna rappresenta il punto di arrivo di questa evoluzione, posizionandosi in diretta competizione con umanoidi emergenti come Optimus di Tesla, Figure 01 e Apollo.

Atlas parte però da un vantaggio competitivo unico: un know-how decennale sulla stabilità dinamica che permette agli ingegneri di concentrarsi oggi quasi esclusivamente sulla manipolazione degli oggetti e sull’intelligenza cognitiva, le vere sfide per colmare il deficit di manodopera globale previsto entro il prossimo decennio.

Intelligenza artificiale: la sinergia con Google DeepMind

Il valore del nuovo Atlas risiede infatti tanto nella meccanica quanto nel cervello digitale. Oltre alla piattaforma Orbit per la gestione della flotta, Boston Dynamics ha stretto una partnership strategica con Google DeepMind. L’obiettivo è integrare modelli di AI (foundation models) che dotino il robot di capacità cognitive avanzate. Grazie a questa sinergia Atlas non si limiterà a eseguire script pre-programmati, ma potrà ragionare sullo spazio circostante, apprendere nuovi compiti osservando dimostrazioni umane e risolvere problemi imprevisti in autonomia.

L’approccio allo sviluppo software sfrutta nuovi modelli di apprendimento per rinforzo (Reinforcement Learning) e visione artificiale, riducendo drasticamente i tempi di setup quando la macchina viene introdotta in una nuova area di lavoro.

La roadmap operativa

L’ingresso di Atlas nel tessuto produttivo segue una tabella di marcia serrata definita con Hyundai Motor Group: si partirà con flotte pilota nel 2026 per arrivare a un dispiegamento massivo di decine di migliaia di unità negli anni successivi, supportato da una capacità produttiva industriale di 30.000 unità annue.

Robert Playter, CEO di Boston Dynamics, ha sottolineato come l’industria automobilistica rappresenti il banco di prova ideale. Le fabbriche moderne richiedono una manipolazione di componenti irregolari che i bracci robotici fissi faticano a gestire senza infrastrutture costose. Atlas si propone come l’anello mancante: una soluzione mobile capace di adattarsi alle variazioni del flusso produttivo.


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