Per l’Europa delle macchine utensili un 2022 in crescita, per il 2023 invece il quadro appare dominato dall’incertezza

L’industria europea delle macchine utensili chiuderà il 2022 con un fatturato di circa 25 miliardi di euro, in crescita del 10% rispetto al 2021. Lo ha comunicato nel corso della sua Assemblea Generale l’Associazione Europea delle Industrie delle Macchine Utensili e delle relative Tecnologie di Produzione Cecimo. Tuttavia, rileva l’associazione, con il rallentamento delle economie globali e la minore fiducia dei consumatori e delle imprese, si prevedono sviluppi meno ottimistici della domanda globale nel prossimo futuro.

Restando al 2022 Cecimo sottolinea le difficoltà che si sono parate davanti alle imprese che operano in questo comparto: i problemi di approvvigionamento a causa delle conseguenze della pandemia COVID-19, la guerra russo-ucraina e le relative difficoltà di approvvigionamento, l’inflazione persistente e la grave crisi energetica in Europa. Inoltre, poiché le banche centrali stanno adottando politiche monetarie restrittive per ridurre l’inflazione, i produttori devono affrontare anche un aumento dei tassi di interesse e quindi un maggior costo dei finanziamenti.

La Politica è chiamata a offrire “un ambiente imprenditoriale favorevole in Europa per assicurare la crescita degli investimenti e mantenere le imprese in Europa”, ha sottolineato il Presidente di Cecimo Heinz-Jürgen Prokop. “Esortiamo quindi l’UE e i responsabili politici nazionali ad accelerare il processo di ricerca di soluzioni adeguate e a lungo termine per stabilizzare il mercato dell’energia”.

Consumo in crescita del 17%

Tornando ai dati, dopo un aumento dell’11,5% nel 2021, le ultime stime sulla produzione di macchine utensili confermano le buone performance del nostro settore nel 2022. Le nuove previsioni indicano che la produzione di macchine utensili in Europa aumenterà ulteriormente di circa il 10%, in linea con quanto si prevede che accadrà a livello globale. Anche l’export europeo dovrebbe registrare una crescita del 10%.

Il consumo europeo, invece, secondo le ultime stime di Oxford Economics, dovrebbe crescere del 17% nel 2022 per poi rallentare a circa il 6,6% nel 2023.

L’Europa resterà un esportatore netto, con la bilancia commerciale totale che dovrebbe raggiungere un surplus di circa 7,8 miliardi di euro quest’anno.

Nel 2023 0rdini in calo

Guardando al futuro, l’indice degli ordini totali ha raggiunto il suo massimo nel primo periodo del 2022, mentre i due trimestri successivi presentano un calo congiunturale. Complessivamente l’indice degli ordini totali resta al di sopra dei livelli del 2021 anche nel terzo trimestre del 2022.

Per il prossimo futuro si prevede un calo dei nuovi ordini nella prima metà del 2023. Tuttavia, dato il previsto rallentamento dell’inflazione e il miglioramento dei prezzi dell’energia, gli ordini dovrebbero ripartire nella seconda metà del 2023.

Secondo il Presidente del Comitato Economico, Marcus Burton, “un buon portafoglio ordini, nuovi incentivi agli investimenti legati alla transizione verde e digitale e, naturalmente, la ripresa dei settori di acquisto dovrebbero essere i principali motori della crescita della produzione di macchine utensili nel 2023”.

L’automazione avanzata supporterà gli sviluppi del settore

Un contributo allo sviluppo del settore sarà offerto dalle nuove tecnologie. Secondo Kerstin Jorna, Direttore Generale della Direzione Generale per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le PMI della Commissione Europea, “… l’adozione di tecnologie manifatturiere avanzate aiuterà l’industria europea a diventare più competitiva, digitale, verde e resiliente. La Commissione sta lavorando a stretto contatto con l’industria per rafforzare le motivazioni commerciali a favore di questo obiettivo, soprattutto nel contesto dei percorsi di transizione per i nostri ecosistemi industriali”.

Tuttavia, Martynas Barysas, Direttore del Dipartimento Mercato Interno di BusinessEurope, ha sottolineato che “una competitività europea forte e duratura nel settore manifatturiero avanzato sarà raggiunta solo quando avremo un quadro normativo coerente, proporzionato e agile”. Questo vale in particolare per le tecnologie di frontiera: “La condivisione dei dati, la sicurezza informatica, gli standard e l’intelligenza artificiale saranno i fattori chiave della nuova era industriale. Tuttavia, le aziende si trovano di fronte a complesse iniziative legali, che per il momento generano maggiore confusione, invece di offrire un orizzonte chiaro per il settore”.

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Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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