Il primo semestre della Meccanica: fatturato in crescita, ma produzione rallentata

Secondo un sondaggio di Anima Confindustria, l’Associazione che rappresenta le imprese della meccanica, le aziende dovrebbero chiudere il primo semestre del 2022 con un aumento di fatturato di circa il 5%, dovuto però a un aumento dei prezzi e non a un aumento in termini di volumi. A pesare è la situazione di incertezza legata al conflitto tra Russia e Ucraina, che ha aggravato i problemi di approvvigionamento delle materie prime, impedendo alle aziende di evadere gli ordini secondo i tempi stabiliti.

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La guerra frena la ripresa economica: Bruxelles rivede al ribasso le previsioni di crescita per il 2022 e il 2023

Secondo le previsioni di primavera della Commissione europea, la guerra impatterà l’economia dell’Unione europea e dell’Eurozona, contraendo ulteriormente la crescita. In Italia la crescita del PIL nel 2022 sarà del 2,4% (in diminuzione rispetto al +4,1% stimato in inverno), mentre l’economia europea dovrebbe crescere del +2,7% nel 2022 (l’1,3% in meno rispetto le stime di febbraio) e del +2,3% nel 2023.. Tuttavia, persiste il rischio che questi scenari possano essere ulteriormente riveduti al ribasso, vista l’incertezza nell’evoluzione del conflitto.

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Lombardia, nel 2022 il PIL tornerà sopra i livelli pre Covid, ma la crescita si riduce al+2,6%

Secondo le previsioni del Centro Studi di Assolombarda, il PIL della Lombardia tornerà entro il 2022 sopra i livelli pre Covid, anche se con una crescita inferiore rispetto a quella stimata (dal +4% atteso a inizio anno al 2,6% dell’ultimo scenario). A pesare è il perdurare del conflitto in Ucraina, l’inflazione, il rialzo dei prezzi energetici e i problemi di approvvigionamento, che minano la capacità produttiva delle imprese.

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PNRR, solo un’impresa su tre è pronta a cogliere le opportunità delle nuove risorse

Un’indagine diffusa da Unioncamere ha evidenziato che solo un’impresa su tre è pronta a cogliere le opportunità derivanti dalle risorse messe in campo dal PNRR. Tra il 70% delle imprese che non intende avvalersi di queste risorse, l’80% è rappresentato dalle PMI. Sulla situazione incide anche la difficile congiuntura, con i problemi di approvvigionamento e il rialzo dei prezzi dell’energia che minano la resilienza e la natalità delle imprese.

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Macchine utensili, nel primo trimestre ordini in leggero calo. Le associazioni: “Intervenire per contenere i costi o si rischia di fermare gli ordini”

L’indice degli ordini di macchine utensili elaborato dal Centro Studi & Cultura di Impresa di Ucimu-Sistemi per produrre evidenzia un leggero calo degli ordini nel primo trimestre del 2022, causato dalla contrazione della domanda interna. Nonostante la domanda estera sia in aumento, le associazioni di categoria avvertono che senza interventi volti a contenere i costi di produzione, le imprese si troveranno presto costrette a rifiutare nuovi ordini.

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La manifattura è una “leva essenziale della sicurezza nazionale”: Bonomi chiede “estensione permanente” del Piano Industria 4.0

Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ritiene che il Governo di non stia facendo abbastanza per sostenere le imprese in questa difficile congiuntura. Un’impresa su due – dice – potrebbe essere costretta a uno stop alla produzione in meno di tre mesi. Una situazione di emergenza che richiede un maggiore sforzo sul piano nazionale, con interventi strutturali a partire dall’estensione del Piano Industria 4.0 “come uno strumento permanente delle scelte nazionali”.

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Per le aziende italiane la crisi energetica rappresenta anche un’opportunità: l’indagine di AHK Italien

Un’indagine condotta da AHK Italien sulla conseguenza del caro energia sulle imprese di Italia, Germania, Francia e Portogallo e Spagna, sottolinea che il 70% delle imprese è stato impattato dal rialzo dei prezzi energetici. Nonostante questo, le imprese non vogliono rinunciare ai progressi fatti in materia di transizione ecologica e vedono in questo momento di crisi l’opportunità per accelerare il percorso verso l’efficientamento energetico.

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Materie prime, l’allarme di Acimac, Amaplast e Ucima: “Stop alla produzione rischio sempre più reale”

Acimac, Amaplast e Ucima si uniscono all’allarme lanciato da altre associazioni di rappresentanza del mondo industriale sul possibile stop alla produzione causato dal rialzo dei prezzi delle materie prime e dalla difficoltà di approvvigionamento. Oltre a misure urgenti serve una politica industriale “continentale” che consenta alla manifattura nazionale ed europea di ridurre la sua dipendenza da materie prime e semilavorati provenienti da altre regioni

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Barbara Colombo, presidente di Ucimu

Materie prime, l’allarme di Ucimu: “Rischio stop alla produzione in due settimane”

Senza interventi per fronteggiare le difficoltà di approvvigionamento e il rincaro dei costi delle materie prime, i produttori di macchine utensili italiani rischiano lo stop alla produzione tra due settimane. Barbara Colombo, Presidente di UCIMU – Sistemi per Produrre, chiede la creazione di un organismo interministeriale di rappresentanza delle imprese che si occupi di calmierare i prezzi e trovare altre fonti di approvvigionamento.

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