Bosch Rexroth vince il premio Hermes Award 2023 con Smart Flex Effector, il modulo di compensazione sensibile come una mano umana

Smart Flex Effector, il modulo di compensazione supportato da sensori con funzione attiva di misurazione con sei gradi di libertà di Bosch Rexroth, si è aggiudicato il premio Hermes Award 2023, il premio che ogni anno viene riconosciuto a un’azienda che si è distinta dalla concorrenza per un apporto particolarmente innovativo a livello tecnologico.

Il premio è stato consegnato all’azienda nell’ambito della cerimonia di apertura della Hannover Messe, in programma fino al 21 aprile.

Quest’anno la giuria ha deciso di premiare la soluzione di Bosch Rexroth – sviluppata in collaborazione tra Bosch Rexroth e Bosch Research – che, grazie alla combinazione unica di un sistema di sensori con una cinematica che opera in modo indipendente in sei gradi di libertà, conferisce ai robot industriali un senso del tatto simile a quello della mano umana.

In questo modo è possibile automatizzare processi che in precedenza erano quasi impossibili da controllare o potevano essere realizzati solo manualmente.

Lo Smart Flex Effector amplia la gamma di applicazioni dei robot industriali perché compensa sensibilmente le tolleranze in tempo reale. Gli utenti possono utilizzarlo per automatizzare i processi di giunzione, i movimenti di assemblaggio o i difficili compiti di manipolazione.

Il modulo di compensazione può essere installato anche in un secondo momento in applicazioni robotiche già installate.

“Bosch Rexroth sta dando forma al futuro dell’automazione collegando in modo intelligente hardware e software. Grazie all’interazione tra tecnologia dei sensori e software, i robot industriali possono sollevare i dipendenti da lavori puramente ripetitivi o faticosi”, commenta Thomas Donato, membro del consiglio di amministrazione responsabile della divisione Factory Automation di Bosch Rexroth.

Finora, i robot eseguivano compiti di presa e assemblaggio di alta qualità solo se i pezzi si trovavano sempre esattamente nella posizione programmata nello spazio. Anche le più piccole deviazioni di posizione portano a errori, perché la programmazione rigida abituale non è in grado di percepire e reagire in modo flessibile.

Lo Smart Flex Effector è progettato per l’uso con robot industriali come i robot articolati o i sistemi lineari cartesiani e si basa su una cinematica a sei gradi di libertà.

I sensori rilevano l’esatta posizione dei pezzi da afferrare e segnalano la posizione in tempo reale al controller, che adatta la sequenza di movimento della pinza alla rispettiva posizione.

Ciò consente allo Smart Flex Effector di compensare automaticamente le tolleranze durante la rimozione e il posizionamento e riduce quindi lo sforzo di programmazione, soprattutto quando si maneggiano pezzi diversi.

Inoltre, la programmazione manuale permette anche agli operatori senza conoscenze di programmazione di utilizzare il robot e programmarlo semplicemente portando la pinza nella posizione corretta.

Il modulo di compensazione è così sensibile da poter gestire in sicurezza anche pezzi in materiali fragili come il vetro. Poiché ogni movimento viene registrato e documentato come record di dati, lo Smart Flex Effector migliora il monitoraggio del processo e aumenta la qualità.

Grazie ai dati, il sistema di controllo o i sistemi di livello superiore rilevano immediatamente eventuali deviazioni. Queste vengono corrette immediatamente o segnalate al personale operativo. In questo modo si evitano errori e costi inutili dovuti a scarti o rilavorazioni.

Lo Smart Flex Effector può anche essere integrato in robot già installati in un secondo momento con poco sforzo, poiché comunica con i rispettivi controllori tramite le interfacce comuni. Si aprono così numerose applicazioni per le quali finora non esistevano soluzioni di automazione economiche.

I visitatori della fiera potranno vedere il sistema in azione presso lo stand dell’azienda (D26), situato presso il padiglione 6.

 

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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