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Robotica collaborativa e smart safety: l’automazione sicura secondo LAS



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LAS A&S ha partecipato a SPS Italia presentando un modello che unisce soluzioni tecnologiche, ingegneria e consulenza normativa in un approccio integrato che punta a garantire la continuità operativa lungo l’intero ciclo di vita della macchina. I nuovi moduli sensorless e i sistemi connessi guidano la fabbrica verso l’efficienza e la sostenibilità.

Pubblicato il 29 mag 2026



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La transizione verso l’industria 5.0 impone un profondo cambio di paradigma, all’interno del quale la sicurezza non può più essere intesa come un mero adempimento burocratico o una verifica da implementare a valle della progettazione. La conformità normativa si evolve in una leva strategica fondamentale, in grado di incidere direttamente sull’efficienza dei processi produttivi e sulla sostenibilità di lungo periodo degli impianti.

La recente fiera SPS Italia, che si è svolta a Parma dal 26 al 28 maggio, ha offerto a LAS A&S l’occasione per presentare l’evoluzione della propria offerta sul mercato.

L’azienda non si limita più a essere fornitore di componenti e prodotti per la safety ma evolve in partner integrato di ingegneria e consulenza.

L’obiettivo è affiancare in modo trasversale i costruttori di macchine, i system integrator e gli utilizzatori finali attraverso un modello di supporto strutturato e continuativo, concepito per governare la complessità tecnologica delle fabbriche moderne.

Il cuore della proposta: l’ecosistema LAS

Un approccio che prende forma nell’Ecosistema LAS, un modello operativo strutturato per superare la logica dei singoli interventi isolati o della semplice fornitura di dispositivi.

La sicurezza industriale viene così declinata attraverso un’offerta organica che integra i prodotti tecnologici con una vasta gamma di servizi tecnici e di ingegneria, tra cui l’analisi dei rischi, la redazione del fascicolo tecnico, la marcatura CE e il calcolo del Performance Level dei circuiti di comando.

Il coordinamento di queste attività permette di mantenere una totale coerenza tra le scelte progettuali, i severi vincoli normativi e le soluzioni tecnologiche effettivamente implementate a bordo macchina.

L’obiettivo fondamentale consiste nel garantire la massima continuità operativa lungo l’intero ciclo di vita dell’impianto, riducendo drasticamente il rischio di incongruenze progettuali o di interventi frammentati che potrebbero compromettere la produttività.

In questa visione la tecnologia e la cultura della sicurezza si pongono al servizio di una fabbrica connessa ma profondamente centrata sull’uomo, dove l’adozione di soluzioni avanzate non si traduce in una maggiore complessità gestionale, bensì in un elemento abilitante per la stabilità e la tracciabilità dei processi industriali.

Connettività e diagnostica: l’evoluzione della safety a bordo macchina

L’azienda ha presentato in fiera applicazioni concrete per permettere ai vistitatori di osservare in prima persona il catalogo dei dispositivi intelligenti capaci di coniugare la protezione fisica con funzioni evolute di comunicazione e diagnostica, come il sistema modulare di interblocco tGard integrato con IO-Link Safety, una soluzione che abilita lo scambio bidirezionale di dati in tempo reale e la diagnostica point-to-point.

Il collegamento tramite un singolo connettore M12 a 5 poli accelera le operazioni di cablaggio e installazione, riducendo i tempi di fermo macchina grazie alla logica plug-and-play e assicurando, al contempo, la conformità certificata da TÜV SÜD e un monitoraggio dei ripari fino a PLe tramite tecnologia RFID.

Safety Simplifier, un PLC di sicurezza, risponde invece alle esigenze di gestione delle architetture decentralizzate, riducendo la complessità dei cablaggi tradizionali attraverso l’uso di una comunicazione wireless sicura o via CAN.

Anteprima in fiera per Safeone DN3PD2, un modulo dedicato al controllo del movimento e le attività di verifica sul campo. Il monitoraggio sicuro della velocità avviene in modalità sensorless, eliminando la necessità di encoder o sensori di prossimità esterni.

L’assenza di componenti aggiuntivi, unita a una larghezza del modulo di soli 22,5 mm, permette di implementare funzioni quali STO e SLS riducendo l’ingombro nei quadri elettrici e i cablaggi, con il vantaggio di minimizzare le potenziali fonti di guasto sia nei nuovi progetti sia negli interventi di retrofit.

Per la misurazione e la verifica dei tempi di arresto e degli spazi di fermata, l’azienda ha mostrato l’efficacia dello strumento portatile Safetyman DT3, che acquisisce i dati direttamente sul campo senza collegamenti elettrici e li converte automaticamente nelle distanze di sicurezza prescritte dalle norme EN ISO 13855:2024 e ANSI B11.19. Le informazioni raccolte possono essere successivamente trasferite a un apposito software PC per l’organizzazione dei protocolli e dei documenti ispettivi.

La gamma delle novità si è completata con i sistemi di segnalazione acustica e visiva conformi SIL/PL per aree standard o atmosfere potenzialmente esplosive ATEX, affiancati dalle torrette a LED modulari BR50 con interfaccia IO-Link per una lettura puntuale dello stato dell’impianto.

Robotica collaborativa e applicazioni pratiche: l’esperienza sul campo

A rendere concreta la visione dell’Ecosistema LAS è stato il Robotics Safety Park, un ambiente dimostrativo appositamente allestito per mostrare applicazioni di robotica collaborativa attraverso collaborazioni con i partner dell’azienda, tra cui Aura Sensae e ABB.

La demo ha voluto dimostrare come una progettazione integrata possa trasformare l’interazione sul campo in un processo fluido, sicuro e perfettamente rispondente ai requisiti normativi.

Le soluzioni di sicurezza integrate sono state applicate direttamente sulle macchine in movimento, offrendo ai tecnici e ai progettisti la possibilità di osservare come la safety possa trasformarsi da vincolo restrittivo a fattore abilitante per l’aumento delle prestazioni industriali.

Sostenibilità e digitalizzazione: l’estensione dei servizi di ingegneria

L’approccio integrato alla progettazione si estende oltre i confini della sicurezza funzionale per abbracciare le sfide della transizione ecologica e della digitalizzazione.

I servizi di ingegneria includono infatti la consulenza specialistica per l’ecodesign, supportando i costruttori nell’integrazione dei requisiti di durabilità, riparabilità e riciclabilità richiesti dal Regolamento UE 2024/1781.

L’attività prepara le aziende all’introduzione del futuro Passaporto Digitale dei Prodotti, trasformando la gestione dei dati di filiera in una componente strutturale del progetto della macchina.

La sostenibilità ambientale si coniuga con l’efficienza energetica attraverso l’impiego di metodologie standardizzate quali l‘analisi LCA (Life Cycle Assessment) e il calcolo della Carbon Footprint.

Nel comparto delle macchine utensili, la diagnosi energetica viene condotta in conformità alla serie di norme ISO 14955, esaminando sia i sistemi principali sia quelli ausiliari.

L’analisi dettagliata permette di mappare i consumi durante l’uso dell’impianto e di individuare le funzioni maggiormente responsabili del fabbisogno energetico, offrendo ai progettisti i dati necessari per ottimizzare le prestazioni e sviluppare soluzioni realmente ecocompatibili.

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