AUTOMAZIONE

Sicurezza by design e intelligenza sull’edge, così l’automazione di Exor International risponde alle sfide del mercato



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A SPS Italia Lorenzo Gabrieletto di Exor International e Stefano Isella di Corvina raccontano come il gruppo aiuta le imprese a rispondere alle sfide del mercato: dalla conformità a NIS 2 e Direttiva Macchine alla nuova generazione di dispositivi edge con AI integrata, fino al soft PLC che porta la logica IEC 61131-3 direttamente sull’edge

Pubblicato il 4 giu 2026



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Da un lato la pressione geopolitica e l’instabilità sui componenti elettronici, dall’altro la competizione sui prezzi e un quadro normativo in rapida evoluzione: questo è lo scenario che l’industria italiana si è trovata ad affrontare in un 2025 che Lorenzo Gabrieletto, che guida la divisione commerciale del gruppo Exor International, definisce senza eufemismi “piuttosto complicato”.

Per il gruppo veronese i numeri raccontano però un’altra storia: “Stiamo facendo decisamente meglio di quello che ci saremmo aspettati”, dice Gabrieletto.

Il gruppo si articola in due società distinte ma complementari. Exor International – nata nei primi anni Settanta come produttore di hardware per l’automazione, con oltre 54 anni di storia alle spalle – porta in dote pannelli HMI, gateway, controller e soluzioni IoT embedded, con una presenza consolidata nei mercati OEM, nell’automazione di processo e nel settore transportation. Corvina è invece la componente software e cloud: nata inizialmente come servizio VPN interno per la manutenzione remota, si è evoluta in una piattaforma cloud industriale completa, specializzata nella digitalizzazione degli impianti e nella gestione dei dati di macchina. Il collante tra le due è X Platform, l’architettura integrata che unisce hardware, software e cloud in un unico ecosistema.

Cyber security, NIS 2 e Direttiva Macchine: la conformità come leva commerciale

Al centro delle conversazioni con i clienti a SPS Italia c’è stato un tema dominante: la conformità alle normative. “È stato l’argomento di tutte le discussioni”, conferma Stefano Isella, che in Corvina si occupa dello sviluppo delle soluzioni software e cloud. Il riferimento è alla convergenza di tre framework regolativi che stanno creando un effetto combinato sul mercato: il nuovo Regolamento Macchine, la NIS 2, il CRA.

Il Regolamento Macchine impone requisiti di cybersecurity obbligatori per poter vendere macchinari in Europa. “Sapere che tra qualche mese per poter vendere macchine in Europa bisogna essere conformi ai nuovi dettami della normativa ha creato da una parte panico, ma dall’altra parte anche apertura”, spiega Isella.

La risposta del gruppo è stata strutturata su più livelli: sul fronte hardware Exor International ha ottenuto la certificazione IEC 62443-4-1 per il proprio processo di sviluppo, progettando i nuovi dispositivi edge secondo il principio “Secure by Design”. Sul fronte software e cloud, Corvina ha conseguito la certificazione ISO 27001, che si è rivelata un requisito abilitante per i grandi gruppi industriali: “La NIS 2 sta creando nelle aziende più strutturate un blocco, perché per non rischiare di incorrere nelle pesanti sanzioni previste dalla normativa si cercano partner che siano a loro volta conformi”, osserva Isella. Avere le necessarie certificazioni significa poter essere qualificati come partner nella supply chain di chi è soggetto alla normativa.

Il lavoro non si è limitato allo sviluppo dei prodotti. “Una delle cose importanti che abbiamo fatto è stato anche creare cultura presso i nostri clienti”, sottolinea Isella. Il gruppo ha attivato un programma di webinar e roadshow tematici sulla cybersecurity OT, con l’obiettivo di trasformare un obbligo normativo in una conversazione di valore con il mercato.

Edge intelligente: dai nuovi hardware all’AI on-edge, con il soft PLC nel mezzo

Il secondo asse dell’offerta presentata a SPS Italia riguarda l’evoluzione dell’edge computing. Isella racconta due novità che ridefiniscono cosa significa “lavorare sull’edge” nel manifatturiero.

La prima riguarda la gamma di dispositivi edge – disponibili in versioni diversificate per prestazioni e casi d’uso – che integrano nativamente le funzionalità richieste dalle normative di sicurezza e orientano l’analisi del dato direttamente on-edge. “Con Corvina Edge è possibile spostare sull’edge una parte dell’elaborazione che tradizionalmente veniva delegata al cloud”, spiega Isella, riducendo la latenza e mantenendo la proprietà del dato all’interno del perimetro dell’impianto.

Poi c’è XPLC, il soft PLC sviluppato da Exor International che porta la logica di controllo IEC 61131-3 direttamente all’interno dell’edge, in esecuzione all’interno di un container Docker insieme agli strumenti di analytics in modalità real time. “XPLC è un soft PLC che può girare all’interno dell’edge e ti permette non solo di visualizzare, analizzare, creare algoritmi predittivi, ma anche fare la retroazione sulla macchina”, spiega Isella. Già adottato da oltre 50 aziende come ambiente di sviluppo IEC 61131-3, XPLC trasforma il dispositivo edge in un controllore intelligente capace sia di eseguire la logica di macchina sia di alimentare modelli analitici e applicazioni AI.

Ed è proprio l’intelligenza artificiale il fronte su cui il gruppo sta investendo con più attenzione. “L’industria non può accettare le allucinazioni tipiche dei modelli AI, non si può fermare una produzione per un’errore”, dice Isella. Il punto di partenza per un’AI affidabile in fabbrica è quindi la qualità del dato: “Si parte dal data cleaning e dalla data aggregation. Il dato deve essere pulito, aggregato per poi essere utilizzato dall’intelligenza artificiale e avere il risultato migliore”. Su questa base i nuovi dispositivi edge vengono già progettati con capacità di elaborazione adeguate a far girare modelli AI – compresi i modelli LLM – direttamente on-edge, senza dipendenza dal cloud.

La piattaforma rimane comunque aperta a entrambi i modelli di deployment. “Troviamo sul mercato diversi clienti, alcuni aperti al cloud, altri invece che per policy interne non vogliono assolutamente fare uscire il dato dal perimetro aziendale”, osserva Isella.

La risposta è un’architettura ibrida edge-cloud che lascia al cliente la scelta, con una caratteristica che Isella considera imprescindibile: la capacità di aggiornare da remoto gli algoritmi AI sull’edge, “con una porticina aperta all’aggiornamento con tutte le security”. In un mercato dove ogni settimana escono nuovi modelli e nuove performance avere una piattaforma aggiornabile è una condizione di competitività tanto quanto la sicurezza nativa dell’hardware.

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