Dal controllo della qualità alla guida robot: la visione artificiale cresce (e continuerà a farlo)

La visione artificiale è sempre più una parte essenziale dei sistemi di automazione evoluti perché grazie a queste tecnologie le imprese possono acquisire moltissime informazioni e migliorare la qualità, ridurre gli sprechi, riconoscere componenti – come i lamierati da usare nella produzione dell’Alfa Romeo Tonale – e guidare le operazioni dei robot e di altre macchine.

Dei trend, del mercato e delle potenzialità di questa tecnologia, con riferimento al settore industriale a cui sono indirizzati circa i due terzi delle applicazioni, si è discusso in occasione dell’Italian Machine Vision Forum, evento organizzato da Anie Automazione in collaborazione con Messe Frankfurt Italia.

Tendenze positive

L’Italian Machine Vision Forum è stato il primo appuntamento nel mese di novembre che Anie Automazione e Messe Frankfurt Italia hanno organizzato per parlare del futuro dell’industria. Per il 30 novembre è poi atteso il Forum Software Industriale presso il Talent Garden Calabiana a Milano.

Nel corso dell’evento, tenutosi a Padova, sono intervenuti Anne Wendel, Director del gruppo che si occupa di visione artificiale in seno alla VDMA, l’importante associazione che dà voce all’industria meccanica tedesca, e Marco Vecchio, segretario di Anie Automazione, che hanno parlato del futuro di questo promettente settore.

Dopo il calo pandemico che nel 2020 ha interrotto una consolidata tendenza di crescita la Machine Vision ha ripreso a crescere. In Germania nel 2021 il comparto ha registrato una crescita del 16% (in Europa il dato è +17%) e il 2022 è destinato a chiudere con un ulteriore +8%.

Quanto all’Italia Vecchio ha detto che “in generale per il settore dell’Automazione Anie stima un rialzo superiore al 20% rispetto al 2021”, mentre sullo specifico della Visione Artificiale ci si attendono “dati paragonabili a quelli presentati da Anne Wendel”.

Sui dati 2022 stanno però avendo un forte impatto lo shortage di componenti, soprattutto elettronici, e il caro-energia. L’automazione infatti è un settore ad ‘alta intensità’ di elettronica e quindi la carenza di componenti ha pesato, ad esempio per le forniture di chip e display: questo ha creato un “gap fra ordinativi e fatturato, con i primi in incremento ancor maggiore rispetto agli aumenti illustrati, relativi al fatturato”.

Anche il caro energia ha “turbato il mercato, inducendo allo slittamento nel 2023 di alcune commesse originariamente previste per quest’anno”.

Il ruolo della manifattura

I dati della VDMA evidenziano come il settore manifatturiero sia il principale acquirente (vale circa il 62%) dei sistemi di Machine Vision in Germania.

Questa proporzione – spiega Vecchio – è simile anche nel nostro Paese. “La visione artificiale è una tecnologia ormai matura che è stata adottata estensivamente dall’Industria 4.0. È molto utilizzata nelle applicazioni robotiche e quindi trova applicazione prevalentemente in settori industriali quali l’automotive, il packaging e l’elettronica. Anche se non mancano certamente scenari di utilizzo in ambiti non industriali, come ad esempio la guida autonoma”.

La visione artificiale, inoltre, è in grado di offrire un contributo anche a favore della sostenibilità, tema che è oggi sulla bocca di tutti ed estremamente importante anche per l’industria.

“I sistemi di visione possono contribuire alla sostenibilità in diversi modi”, spiega Vecchio. “Non si tratta infatti di guardare solo l’aspetto prettamente legato al risparmio energetico: qui entra in gioco l’efficienza dei processi industriali: in quest’ottica la machine vision può dare un contributo importante, per esempio utilizzando al meglio i materiali, riducendo gli scarti dovuti a non conformità di qualità, cosa importante anche nell’ottica della sempre più considerata circular economy“. La sostenibilità – sottolinea Vecchio – riguarda però anche le persone: “La machine vision può aumentare la sicurezza sui luoghi di lavoro perché rende le macchine più intelligenti”, spiega.

L’AI e i sistemi di visione

La Machine vision è poi sempre più legata all’intelligenza artificiale di cui può essere considerata un complemento fisico.

In effetti, dice Vecchio, “questo legame è molto sviluppato in ambito industriale perché un ‘occhio’ attento è importante per il controllo, la verifica, la qualità e la sicurezza. Algoritmi di AI e di machine learning permettono di ampliare il ventaglio delle applicazioni e hanno migliorato molto i sistemi di visione”.

Un esempio sono le applicazioni in cui la macchina è in grado di riconoscere componenti non precedentemente noti assegnandoli a determinate categorie: una funzione utilissima sia in fase di lavorazione che di controllo qualità.

 

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Nicodemo Angì

Metà etrusco e metà magno-greco, interessato alle onde (sonore, elettriche, luminose e… del mare) e di ingranaggi, motori e circuiti. Da sempre appassionato di auto e moto, nasco con i veicoli “analogici” a carburatore e mi interesso delle automobili connesse, elettriche e digitali.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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